Novità per Bonaventura Maschio Nasce l'acquavite Prime Uve Oro
L'azienda trevigiana presenta Prime Uve Oro, un’acquavite d’uva purissima ottenuta dalla distillazione sottovuoto in alambicchi di rame dell’uva intera. L’affinamento avviene in botti di rovere che le donano morbidezza e rotondità, senza privarla della freschezza tipica del frutto d’origine
GALARINE (TV) - Il nome è affascinante, il colore prezioso. Prime Uve Oro è l'ultima nata in casa Bonaventura Maschio e affianca con la sua classe le sorelle maggiori: Prime Uve e Prime Uve Nere, etichette già note ed apprezzate dal mercato. Come loro non è una grappa, ma un'acquavite d'uva purissima ottenuta dalla distillazione sottovuoto in esclusivi alambicchi di rame dell'uva intera, con tutto il suo fresco bagaglio di succo e polpa.Ciò che rende unica Prime Uve Oro è l'affinamento in botti di rovere che le donano morbidezza e rotondità, senza privarla della freschezza tipica del frutto d'origine.
In Prime Uve Oro sono evidenti infatti le sensazioni fruttate e floreali, unite a un fine sentore di vaniglia. Il gusto è pieno, aromatico, originale.
La storia dell'azienda
L'innovazione in Bonaventura Maschio è un gene ereditario che, in oltre cent'anni di storia, si è tramandato per quattro generazioni: dal bisavolo Antonio al nonno Giuseppe al padre Bonaventura, il quale ha impresso alla distilleria un corso particolarmente illuminato, all'attuale amministratore unico e appassionato distillatore Italo; oggi, con Anna e Andrea, figli di Italo (nella foto sotto), è già al lavoro la quinta generazione.
Alla scuola della famiglia Maschio sono cresciute schiere di viticoltori, distillatori, enologi, enotecnici, i quali non solo hanno acquisito le intuizioni e le esperienze, ma soprattutto hanno maturato la grande passione e la tenacia indispensabili alla realizzazione di grandi progetti.In particolare, Bonaventura Maschio, che all'azienda ha dato il nome, è ricordato per le sue doti umane, che ne hanno fatto un leader molto stimato, e per le capacità imprenditoriali: distillò grappe di pregio, ma produsse anche elisir, amari, liquori particolarmente affermati. Nei suoi lunghi anni di lavoro, specie nel periodo successivo al secondo dopoguerra, studiò e fece costruire esclusivi impianti di distillazione, sempre più perfezionati, a difesa della qualità, e contemporaneamente ebbe l'ingegno e la curiosità di utilizzare le più svariate materie prime, ottenendo una gamma vastissima di acquaviti, principalmente di frutta ma anche di cereali, come il whisky. La distilleria di famiglia divenne una vera fucina di idee e di ricerca.

