Per il secondo anno consecutivo il Consorzio di tutela vini di Valtellina è tornato a evidenziare l'unicità del territorio enologico con un evento dedicato alla viticoltura di montagna: 'Dal bicchiere alla vigna. Racconti di vita e di vite”. Questo secondo appuntamento rappresenta la continuazione di un percorso, iniziato lo scorso novembre a Bormio (So), alla ricerca della qualità dei vini di montagna partendo dal territorio come valore aggiunto. Il vino, la vigna, la particolarità, le differenze e l'unicità come leva di promozione. Nel futuro la Valtellina enologica potrà giocare una carta importante se saprà riqualificare e riposizionare tutti i suoi autentici plus, a cominciare dal patrimonio ambientale.

Questo il messaggio che è stato comunicato nelle due giornate di lunedì 24 maggio presso il Grand Hotel della Posta di Sondrio e di martedì 25 presso il Castel Grumello di Montagna in Valtellina (nella foto accanto). Al Forum-degustazione di Sondrio sul tema: 'Vini e vitigni di montagna. Visioni e pratiche per un presente sostenibile” hanno partecipato otto aziende italiane. Ha iniziato un produttore locale, Gianatti Giorgio, con un Grumello 2005 illustrato da Claudio Introini, presidente della Fondazione Fojanini. è seguito un Pinot nero 2007 di Costatino Charrère nato da un nuovo vitigno, Les Crêtes della Valle d'Aosta, presentato da Giancarlo Gariglio curatore della Guida vini di Slow Food. Terzo vino proposto un altro Pinot nero trentino 2008 dell'azienda Pojer & Sandri illustrato da Mario Pojer.

Sempre dell'Alto Adige un Lagrein 2007 (prodotto secondo la vinificazione Teroldego-Schiava) di Stephan Filippi della Cantina produttori di Bolzano e descritto dal giornalista Rai trentino Nereo Pederzoli. Marco Fay, in sostituzione del padre Sandro, ha illustrato invece le virtù del Valgella 2006, un vino longevo quanto 'difficile” da coltivare.

da sinistra: Nereo Pederzoli, Gigi Piumatti, Giacomo Mojoli, Mamete Prevostini, Giancarlo Gariglio e Nino Aiello
Nella foto, da sinistra: Nereo Pederzoli, Gigi Piumatti, Giacomo Mojoli, Mamete Prevostini, Giancarlo Gariglio e Nino Aiello

A Gigi Piumatti della Slow Food editore, insieme alla produttrice Marcella Bianca Burlotto, è spettato il compito di descrivere i vini piemontesi del Castello di Verduno, cioè i Nebbioli 2008 prodotti nel Saluzzese, mentre Nino Aiello, della Guida del Gambero Rosso, il compito di presentare il Nero d'Avola dei vini dell'Etna che il produttore siciliano Giuseppe Benanti ha illustrato con dovizia di particolari.

Hanno concluso la serie il coordinatore del Forum Giacomo Mojoli e Casimiro Maule, tecnico dell'azienda Nino Negri, che hanno presentato uno Sfursat '5 stelle” 2006. Sono intervenuti anche l'agronomo e 'preparatore d'uva” Marco Simonit, l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Sondrio e numerosi produttori e viticoltori valtellinesi. Ambiente, cultura, identità, scambio, unicità, insieme a farine, erbe aromatiche, formaggi e frutti delle vallate alpine sono stati gli ingredienti simbolici di una singolare cena all'insegna della 'semplicità difficile a farsi”, curata da cinque chef stellati.

Accanto alle 'salsicce d'agnello battute con croccante di pane al sesamo e crema di formaggio caprino” presentate da Mattias Peri dell'omonimo Chalet di Livigno, innaffiate da uno Chirac Garibalda 2003, (un Igt delle Terrazze Retiche di Sondrio), figuravano le 'Ortiche e patate di montagna” di Stefano Masanti del 'Cantinone” di Madesimo, e il 'Canederlo allo Jamar rosolato con filetto di salmerino cotto al vapore con infuso alle erbe montane e salsa di zuppa profumata allo speck” di Gunter Piccolruaz dell”Hotel Eden” di Sistiana (Ts) in accostamento a due Valtellina Superiore 2005 e 2007. Poi è stata la volta della 'Sauça” alla Valdigne (verdure di stagione con cotechino, pancetta, cosciotto di maialino al latte, olio di noci) presentata da Agostino Bullas del 'Café Quinson” di Morgex (Ao) abbinata a un Grumello Buonconsiglio del '99. E, infine, le 'crépes brulée farcite di fragole e crema al miele d'acacia su composta di piccoli frutti, meringa flambé e gelato di menta” ideate dal cuoco Andrea Tonola del ristorante 'Lanterna verde” di Villa di Chiavenna. Crépes accostate a un Passito offerto dal presidente del Consorzio di tutela Mamete Prevostini.



Per la serata di martedì 25 maggio Castel Grumello si è vestito a festa. Una splendida occasione per celebrare il duro lavoro dei viticoltori sui vigneti terrazzati alimentandosi degli aromi e dei colori di una straordinaria cornice paesaggistica immersa nei filari dei vigneti valtellinesi. 'L'altra metà del vino”, ovvero i viticoltori, gli agronomi, i potatori sono stati i protagonisti dell'evento che rappresentava anche un omaggio e un riconoscimento a chi rappresenta la forza primaria della viticoltura in provincia di Sondrio.

Alla proiezione del film-documentario 'Rupi del vino”, firmato dal regista Ermanno Olmi (opera cinematografica che pone al centro la Valtellina, le vigne e i vini, con lo scopo di comunicare quanto di eroico è stato fatto nei secoli in questa terra), è stato affiancato un omaggio e un riconoscimento concretizzatosi anche con la distribuzione della spilla 'Vignaioli in Valtellina”. Al termine della proiezione si è dato spazio a un banco d'assaggio dei rossi valtellinesi in abbinamento ai sapori della tradizione locale.