POLPENAZZE DEL GARDA (BS) - Si apre venerdì 28 maggio la 61esima edizione della fiera del vino Garda Classico Doc di  Polpenazze del Garda (Bs): quattro giorni per conoscere sapori e suggestioni della Valtènesi. 74 i vini in concorso: gli Eccellenti verranno premiati nella classica cerimonia inaugurale nel corso della mattinata di domenica 30. Lunedì 31 giornata clou con la quarta edizione del premio giornalistico El Torcol assegnata allo svizzero Andreas März della rivista specializzata 'Merum”.

Tagliato lo scorso anno il traguardo del sessantesimo compleanno, la manifestazione riparte confermando e rafforzando una formula di rinnovamento che nelle ultime edizioni ha dato risultati di grande rilievo sia in termini di qualificazione che di presenze. Anche quest'anno quindi la fiera si configurerà come un vero e proprio circuito del gusto che consentirà di approfondire la conoscenza dei vini della Valtènesi in abbinamento ai sapori tipici.

«Il nostro obbiettivo primario rimane quello di essere una vetrina autorevole del territorio e delle sue produzioni - spiega il presidente della Fiera, nonché sindaco di Polpenazze Giuseppe Turrina -. Pensiamo da sempre che l'esperienza sensoriale diretta sia in fondo la più importante ed efficace forma di promozione».

Evento ormai storico, ma che ha saputo aggiornarsi alle nuove tendenze del gusto, la fiera è dal 2006 sede ufficiale del concorso enologico nazionale della Doc Garda Classico istituito dal ministero per le Politiche agricole, che anche quest'anno assegnerà la qualifica di vino eccellente ai migliori vini del comprensorio. Vini che i consumatori potranno degustare poi in Fiera con sacca e bicchiere, mediante l'acquisto di un coupon da 10 euro che darà diritto a cinque degustazioni a scelta. Assaggi di prodotti tipici saranno disponibili lungo il percorso e non mancherà La Piazzetta del biologico, uno spazio dedicato ai sempre più numerosi produttori che hanno scelto il bio come alternativa in una terra dove è già biologico il 25% del vigneto iscritto all'albo.

La Corte degli assaggi, quest'anno, diventerà lo spazio istituzionale e di rappresentanza del Consorzio Garda Classico: ospiterà degustazioni guidate e comparate ed altre iniziative. Torneranno inoltre gli abituali concorsi interni alla fiera dedicati all'olio extravergine di oliva Garda Dop e al miglior salame della Valtènesi, e nello spazio ristorazione si servirà il tradizionale spiedo gardesano.

Lunedì 31, a Villa Avanzi, il banco d'assaggio delle etichette vincitrici del concorso enologico e l'assegnazione della quarta edizione del premio giornalistico dedicato agli operatori dell'informazione e avente come simbolo il 'torcol”, ovvero il torchio di antica tradizione gardesana. Le prime tre edizioni sono andate a Bruno Gambacorta di Raidue (Eat Parade), a Gianmichele Portieri del Giornale di Brescia e a Renato Andreolassi di Raitre. Quest'anno la scelta è caduta sullo svizzero Andreas März, caporedattore della rivista di lingua tedesca 'Merum”, specializzata nella cultura dell'olio e del vino italiani. Il premio verrà assegnato a coronamento di un talk show dedicato a turismo internazionale ed enogastronomia della Valtènesi, cui parteciperanno giornalisti stranieri ed operatori del settore.

Ad Andreas März la quarta edizione del premio giornalistico 'El Torcol”
Lo svizzero Andreas März, caporedattore di 'Merum”, rivista in lingua tedesca che da sedici anni diffonde la cultura del vino e dell'olio di qualità sui mercati nordeuropei, è il vincitore della quarta edizione del Premio Giornalistico El Torcol, lanciato dalla Fiera del Vino Garda Classico Doc di Polpenazze nel 2007 e intitolato al termine dialettale con il quale i vignaioli del Garda hanno sempre indicato uno strumento di lavoro per loro indispensabile.

Istituito dall'amministrazione comunale di Polpenazze in collaborazione con il Comitato Fiera, il Premio rientra nella nuova progettualità assunta dalla Fiera dopo il riconoscimento da parte del Ministero per le Politiche Agricole del ruolo di concorso enologico di carattere nazionale. La consapevolezza dell'importanza di questo nuovo ruolo ha spinto gli organizzatori a creare un evento finalizzato ad evidenziare il lavoro di quegli operatori dell'informazione particolarmente vicini alle tematiche di promozione del territorio della riviera bresciana del Garda. La prima edizione del Premio è stata attribuita a Bruno Gambacorta di Eat Parade, la rubrica enogastronomica del Tg2, la seconda edizione, nel 2008, è andata a Gianmichele Portieri del Giornale di Brescia, e la terza, nel 2009, a Renato Andrealolassi di Rai Tre.

Quest'anno la scelta è caduta su Andreas März, giornalista Andreas März, svizzero, classe 1950, nativo di Basilea, attivo da oltre vent'anni sul fronte di un deciso impegno giornalistico a favore del vino e dell'olio autentici e di qualità. Ha studiato agraria al politecnico di Zurigo, diplomandosi in agronomia nel 1973 con specializzazione in viticoltura ed enologia. Nel 1979 l'acquisto di un podere in Toscana con viti ed ulivi, dove nel 1981 si trasferisce definitivamente insieme alla famiglia. Redattore per la rivista Vinum di Zurigo dal 1990 al 1993, nel '94 è stato co-fondatore di una casa editrice a Basilea, la Merumpress AG, nata per lanciare il progetto di 'Merum” rivista in lingua tedesca specializzata sulla cultura del vino e dell'olio italiano di cui è a tutt'oggi redattore. Oggi Merum viene è una realtà diffusa in Germania, Svizzera ed Austria esclusivamente in abbonamento o in vendita. Nel 2008, Andreas März, ha dedicato sulla rivista un ampio e dettagliato articolo alla Valtènesi ed al Groppello, di cui è attento e profondo conoscitore, che ha avuto vasta risonanza sui mercati di lingua tedesca.

La consegna del premio è programmata per la serata di lunedì 31 maggio a Villa Avanzi di Polpenazze, a coronamento del talk show 'Turismo internazionale ed enogastronomia della Valtènesi: il turista tedesco di ieri e di domani ed i nuovi mercati”. Parteciperanno, oltre a März, il presidente del Garda Classico Sante Bonomo, il sindaco e presidente della Fiera di Polpenazze Giuseppe Turrina, il presidente del Consorzio Riviera dei Limoni e dei Castelli, Chicco Risatti, il vicepresidente del medesimo Consorzio, nonché assessore al turismo di Moniga del Garda, Luigi Alberti, e il presidente del Garda Unico Enio Meneghelli. Un'importante occasione per capire quali sono le nuove esigenze del turista tedesco di oggi e di domani ed il ruolo che l'enogastronomia della Valtènesi può avere per il traino dei nuovi mercati internazionali che si affacciano sul Garda.

Polpenazze, Garda Classico in campo all'insegna del 'Valtènesi”
Lo si è detto spesso, ma vale senza dubbio la pena di ripeterlo: la Fiera di Polpenazze rappresenta davvero un appuntamento storico per la Valtènesi. «La ristampa dei primi manifesti della 'Fiera della Valtènesi”, risalenti al dopoguerra, voluta lo scorso anno dall'amministrazione comunale di Polpenazze, ha contribuito a far riscoprire le origini storiche e culturali di un territorio come la Valtènesi - dice il presidente del Garda Classico, Sante Bonomo-. Un territorio che, nelle dinamiche di globalizzazione contemporanea, può rappresentare un valore comunicabile solo con una precisa identificazione enologica che possa diventare anche un patrimonio in termini di promozione turistica, su un'area che ha proprio nel turismo una parte importante della propria economia».

A questa sinergia tra territorio, turismo ed enogastronomia punta la partecipazione del Consorzio alla sesantunesima edizione della Fiera di Polpenazze, attraverso due momenti principali: da una parte la partecipazione del Garda Classico in fiera con una vetrina di rappresentanza istituzionale nell'ambito della Corte degli assaggi, tradizionale spazio di approfondimento sensoriale della fiera di Polpenazze. Qui, attraverso una serie di degustazioni guidate nella splendida cornice della corte di Casa Palazzi, si potranno effettuare degustazioni comparate dei vini vincitori della Fiera (6 euro) ma anche speciali degustazioni dedicate ai Rossi della Valtènesi, i vini selezionati dal gruppo di lavoro impegnato sulla nuova denominazione Valtènesi Doc approvata dai soci del Consorzio con l'obbiettivo di sintetizzare in un'unica denominazione le diverse sfaccettature del terroir della Valtènesi. 'Un passaggio di grande importanza, che si concretizzerà nell'immediato futuro, con ogni probabilità a partire dalla vendemmia 2011 - dice il presidente Bonomo- ma sul quale i produttori del Garda Classico hanno già avviato una complessa ed impegnativa attività di sperimentazione, coinvolgendo a 360 gradi l'intera area di produzione con i suoi vitigni, le sue tecniche di produzione, vinificazione ed affinamento”. In queste degustazioni speciali i visitatori della Corte saranno chiamati ad esprimere in un'apposita scheda il proprio giudizio e le proprie sensazioni sull'attuale stato dell'arte della produzione di vini rossi in Valtènesi: una scelta di piena trasparenza dalla quale il Consorzio punta a trarre indicazioni preziose per il futuro della nuova Doc della quale gli attuali Rossi della Valtènesi costituiscono il primo 'prototipo”.

Altro appuntamento da non farsi assolutamente sfuggire è quello con l'assegnazione della quarta edizione del premio giornalistico 'El Torcol”, che si terrà come da tradizione nell'ultima giornata della Fiera, lunedì 31 maggio a Villa Avanzi, a margine di un talk-show dedicato al tema 'Turismo internazionale ed enogastronomia della Valtènesi: il turista tedesco di ieri e di domani ed i nuovi mercati”. Un'importante occasione di confronto per capire quale sarà il ruolo dei vini e dei prodotti tipici della Valtènesi nella promozione del territorio sui mercati turistici del futuro.

Terroir, o meglio origine: la sfida per la Valtènesi di domani

Si dice terroir, ricorrendo al linguaggio francese del vino adottato in tutto il mondo. Ma è un concetto che in italiano, potremmo anche tradurre con origine, o addirittura originalità: un vocabolo che comprende sia l'idea di provenienza che quella di unicità. Perché questo è ciò che rappresenta un terroir: un patrimonio impossibile da clonare entro il quale occorre lavorare per ricercare un valore senza eguali.

Sono i concetti emersi dalla tavola rotonda 'Vini e Terroir”, che nei giorni scorsi ha tenuto banco a Polpenazze sul Garda (Bs) con l'organizzazione dell'amministrazione comunale e del Consorzio Garda Classico. L'evento, pensato come anteprima della 61esima edizione della Fiera del Vino Garda Classico Doc di Polpenazze, ha messo a confronto le diverse sfumature che il concetto di terroir assume in due territori già pienamente affermati come Franciacorta e Valpolicella e in un'area di grandi tradizioni, che ha da poco intrapreso un cammino di forte rinnovamento, come la Valtènesi. Protagonisti della serata, due numeri uno dell'enologia italiana come Mattia Vezzola, gardesano che da 29 anni dirige una delle più importanti aziende di Franciacorta continuando a produrre Chiaretto e Groppello a Moniga nell'azienda di famiglia, e Roberto Ferrarini, veronese, considerato uno dei maestri dell'Amarone, enologo dell'anno 2010 per il Gambero Rosso (titolo che nel 2008 fu proprio di Vezzola). Con loro, il presidente del Garda Classico Sante Bonomo ed il giornalista Angelo Peretti, impegnati in una discussione che ha appassionato e coinvolto una vasta platea di produttori, addetti ai lavori, personalità istituzionali e semplici appassionati. Sul tavolo, soprattutto, la sfida del Garda Classico, che sulla politica di valorizzazione del terroir ha incentrato il suo piano di riposizionamento strategico, adottato nel 2008 ed arrivato ora allo step fondamentale dell'approvazione della nuova Doc Valtènesi.

«Siamo arrivati al traguardo della presentazione definitiva di un disciplinare che identifichi un vino del territorio e lo rappresenti in tutta la sua complessità - ha spiegato Sante Bonomo-. Sotto la denominazione Garda coesistono oggi 30 tipologie di vino, delle quali 25 prodotte a Brescia per un potenziale produttivo di 5 milioni di bottiglie. Ma questa ricchezza è diventata un punto di grande debolezza. Oggi resiste in Valtènesi il 10% della viticoltura di un tempo: una grande vocazione è stata soffocata da politiche del territorio poco sensibili alle tradizioni ed all'agricoltura. In mezzo a questa complessità abbiamo cercato di identificare un solo vino capace di rappresentare il territorio e il suo vitigno, il Groppello. Finalmente abbiamo un percorso, una meta da raggiungere, e potenzialità enormi da sviluppare. Senza abbandonare ovviamente il Chiaretto, per il quale nell'ultimo anno abbiamo registrato un raddoppio di produzione e vendita».

D'accordo Mattia Vezzola. «In Franciacorta nel 72 c'erano 100 ettari di vigneto. La lungimiranza nella gestione del territorio e l'intervento di una finanza illuminata ed innamorata hanno consentito un piccolo miracolo. Sul Garda invece la speculazione edilizia ha datto abbandonare agli uomini le loro tradizioni e la loro storia. Eppure abbiamo il privilegio enorme di produrre due dei vini più raffinati del mondo. Ora non c'è più tempo da perdere: serve un confronto a tutto campo, con grande serietà professionale, per valorizzare al meglio due perle come Groppello e Chiaretto che ci potrebbero invidiare in tutto il mondo. E la prima cosa da fare è parlare tutti con un linguaggio univoco».

Importante quindi il terroir: ma fondamentale anche il fattore umano. «Nel vino il fattore strategico è l'uomo - ha concluso Roberto Ferrarini -. Solo l'intelligenza, la storia, la cultura, la tradizione dell'uomo possono mettere a frutto le potenzialità di un territorio». Dal professore veronese, un consiglio ai vignaioli della Valtènesi all'alba del varo della nuova Doc. «Il vino che riusciremo a vendere ed avrà successo deve avere forte valenza culturale, perché se il confronto è limitato a prezzo e qualità allora abbiamo lo stesso vino che si produce in ogni parte del mondo, spesso più economicamente. Ritorniamo al vino come emozione, come fattore quotidiano, com'è previsto dalla tradizione culturale che ci distingue nel mondo».