MILANO - Bouquet floreali o retrogusto di ciliegia matura o ancora balsamiche variazioni aromatiche. Saranno tanti i sapori e i profumi che potranno essere degustati e percepiti nel corso della degustazione che si terrà il 26 maggio prossimo presso l'hotel Westin Palace a Milano, organizzata in collaborazione con l'Ais Lombardia e il Consorzio di tutela del Grano Padano. La manifestazione, con ingresso su prenotazione, vedrà la partecipazione di 45 cantine che presenteranno, dalle 17.00 alle 21.30, varie annate di Amarone della Valpolicella.

Degustazione ma anche qualche notizia e informazione. A partire dalle 16.00 sarà infatti possibile partecipare ad 'viaggio guidato” attraverso le novità del disciplinare di produzione che hanno portato al conseguimento della Docg per l'Amarone della Valpolicella. Particolare attenzione sarà dedicata agli uvaggi autoctoni, antiche varietà che sono state reinserite nel nuovo disciplinare di produzione dell'Amarone della Valpolicella Docg fino ad un massimo del 10% e che appartengono alle viticolture di pregio della Valpolicella, come: Castelrotto, Bressa, Corvina, Spigamonte, Corbina, Turchetta.

Anche se l'Amarone della Valpolicella ricorre in via principale all'uvaggio di Corvina veronese (40-80 per cento), o più giustamente di corvine ( visto che alla dizione singola si fa appartenere per sottinteso solo l'importante Corvinone), alla Rondinella (fino al 30 per cento) e alla Molinara (fino al 10 per cento) esistono sapori e profumi riconducibili ad altre uve non aromatiche autorizzate nella provincia di Verona.

Con le nuove prescrizioni di produzione si punta così l'attenzione al territorio e alle sue peculiarità attraverso il recupero di vitigni antichi, tipici della Valpolicella non più utilizzati. In un terroir di forte caratterizzazione ed espressione, come quello della Valpolicella, si deve fare perno sulla scelta di varietà autoctone, rare o sconosciute, per mantenere viva una base genetica ampia, per contribuire a rendere unico l'ambiente e i suoi prodotti e quel complesso sistema di relazioni tra territorio, storia e caratteri climatici, morfologici, sociali, culturali e umani. Proprio questo sarà il must di questa carrellata di vini: capire e scoprire quanti diversi Amaroni della Valpolicella esistono.

Luca Sartori«Anche per quest'anno, pensiamo di riproporre la riduzione dal 65 al 50% delle uve in appassimento», sottolinea Luca Sartori (nella foto), presidente del Consorzio di tutela Vini Valpolicella, «riteniamo infatti fondamentale mantenere inalterati gli equilibri di mercato, che fino adesso ci hanno premiati, forti dei risultati raggiunti e dei numeri sull'imbottigliamento del primo quadrimestre 2010 che ci lascia sperare in una possibile ripresa degli acquisti e degli scambi commerciali». Il primo quadrimestre del 2010 segna infatti un più 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. «Abbiamo già consegnato 4,1 milioni di fascette di Amarone della Valpolicella contro i 2,8 milioni rilasciate nello stesso periodo del 2009», conclude Sartori. «Il merito è sicuramente dovuto al lavoro fatto in questi ultimi anni da tutti i consorziati che hanno capito l'importanza del lavoro di squadra».


Aziende presenti alla manifestazione

Accordini Igino
Accordini Stefano
Aldegheri
Antolini Pierpaolo e Stefano
Bixio Poderi
Bolla
Cantina di Soave
Bonazzi e Boscaini
Cantina Valpolicella Negrar
Cantina sociale Valpantena
Cesari
Castellani Michele & figli
Corte San Benedetto
Valentina Cubi
Dal Bosco Giulietta
Degani f.lli
F.lli Farina
Ferrari Carlo
Genio del Pago
Gnirega
I Scriani
La Bionda
Le Marognole
Latium
Le Tobele
Manara
Monte Dall'Ora
Monte Faustino
Monte Zovo
Monteci
Nicolis Angelo e figli
Recchia f.lli
Roncolato Antonio
Rubinelli Vajol
Santa Sofia
Sant'Antonio di Castagnedi
Santi
Sartori
Terre di Leone
Tinazzi
Tommasi Viticoltori
Venturini Massimino e figli
Vigneti Villabella
Zeni f.lli
Zymé