Monica di Sardegna: è uno dei vitigni sardi più antichi e diffuso con percentuali diverse in tutta l'isola tanto che viene considerato per importanza il terzo vitigno a bacca nera, coltivato su una superficie di circa 3mila ettari, e non si trova in nessuna altra parte d'Italia. Incerta l'origine, probabilmente è stato importato intorno all'anno Mille dai monaci Camaldolesi quando iniziarono a coltivare i terreni attorno ai conventi; ma potrebbe anche essere stato introdotto durante la dominazione spagnola. Infatti in alcune zone viene chiamato Monica di Spagna o Uva Mora. Alcuni studiosi ne riconoscono alcune somiglianze con la Mission, vitigno piantato per scopi religiosi dai missionari francescani in Messico, negli Stati Uniti occidentali e California.

Il vitigno viene utilizzato nella vinificazione della doc Monica di Sardegna (riconosciuta nel 1972) prodotta tra le province di Oristano e Cagliari. Il vino ottenuto ha colore rosso rubino chiaro, brillante, tendente all'arancio con l'invecchiamento. Profumo intenso di mora e ciliegia, sapore asciutto. è previsto un affinamento di sei mesi; con un anno di invecchiamento ed una gradazione di 12,5° viene definito superiore. Viene prodotto anche nel tipo frizzante naturale.

Sempre con il vitigno in purezza si produce il doc Monica di Cagliari (riconosciuta nel 1979) nelle versioni dolce naturale e secco. Nella versione liquoroso dolce naturale, il vitigno viene sottoposto ad un leggero appassimento e va degustato con la pasticceria secca e ricorda il Malaga spagnolo. Nella seconda metà dell'Ottocento era considerato uno dei migliori vini da dessert dell'isola.
In uvaggio con il Bovale sardo e il Cannonau entra nella doc Mandrolisai, nome geografico della zona che si trova al centro della Sardegna.