Rosati del Garda e chef stellati Successo per "Drink pink" a Milano
Il 10 maggio a Milano sono stati protagonisti i rosati delle due sponde del Garda. 35 le aziende presenti e un centinaio le etichette in assaggio. Tra gli ospiti gli stellati Leandro Luppi del ristorante Vecchia Malcesine e Fabio Mazzolini del ristorante Quintessenza e 4 ristoratori gardesani
MILANO - 'Drink pink” è un titolo inglese, ma la degustazione dedicata a vini italianissimi. E cioè Rosati del Garda, Bardolino, Chiaretto e Garda classico delle due sponde del lago, quella veneta e quella lombarda, con accompagnamento di bocconcini gardesani. Trentacinque le aziende presenti al Westin Palace di Milano, un centinaio le etichette in assaggio.Un'occasione irripetibile per avere un anticipo d'estate e conoscere da vicino la tradizione, i profumi, i sapori del Chiaretto, un vino né bianco né rosso, che ha un secolo e mezzo di storia e che sta conoscendo un boom di interesse e di vendite.
Un rosé capace di mettere a segno vertiginosi incrementi negli ultimi due anni: il Bardolino Chiaretto è passato da 7 milioni di bottiglie del 2006 ai 10 milioni del 2009, mentre il Garda classico Chiaretto è salito da 400mila a 800mila bottiglie, con un tasso d'incremento del 50%. Nei primi tre mesi del 2010 - conferma il presidente del Consorzio Giorgio Tommasi - c'è un ulteriore aumento sia per il Bardolino che per il Chiaretto.
Con i produttori erano presenti anche i ristoratori gardesani Leandro Luppi, chef del ristorante Vecchia Malcesine, Fabio Mazzolini del ristorante Quintessenza di Moniga del Garda (Bs), entrambi stelle Michelin, e accanto a loro gli staff della Taverna Picedo di Polpenazze del Garda (Bs), dell'Antica Trattoria alle Rose di Salò (Bs), della Taverna Kus di San Zeno di Montagna (Vr), del ristorante Viola di Torri del Benaco (Vr) e dell'Agrigelateria Corte Felinazzo di Desenzano del Garda (Bs).
Ma quali sono le affinità e le differenze dei Chiaretti delle due riviere del Garda? Entrambi nascono sulle colline moreniche create dai ghiacciai che formarono il lago: sono questi suoli che donano ai vini la loro appagante freschezza gustativa. Entrambi si caratterizzano per i piacevoli aromi di frutti di bosco e di spezie fini. Diverse sono le uve d'origine: per il Bardolino prevale la Corvina, per il Garda classico il Groppello.
Le aziende presenti alla degustazione:
Avanzi di Manerba, Averoldi Francesco di Bedizzole, Benazzoli Fulvio di Pastrengo, Bolla di San Pietro in Cariano, Campagnola Giuseppe di Marano di Valpolicella, Cantina Caorsa di Affi, Cantina di Custoza a Sommacampagna, Cantina di Castelnuovo del Garda, Castellani Natale di Bussolengo, Civielle - Cantine della Valtenesi e della Lugana di Moniga del Garda, Corte Gardoni di Valeggio sul Mincio, Costadoro di Bardolino, Costaripa di Moniga del Garda, Guerrieri Rizzardi di Bardolino, La Basia di Puegnago, Le Fraghe di Cavaion Veronese, Le Ginestre di Lazise, Monte Cicogna di Moniga del Garda, Monte dei Roari di Valeggio sul Mincio, Monte Saline di Cavaion Veronese, Pasini San Giovanni di Puegnago, Provenza di Desenzano, Redaelli De Zinis di Calvagese della Riviera, Enzo Righetti di Cavaion Veronese, Roeno di Brentino Belluno, Santi di Illasi, Spia d'Italia di Lonato, Giovanna Tantini di Castelnuovo, Tinazzi Eugenio & Figli di Lazise, Turina di Moniga del Garda, Valetti e Vigneti Villabella di Bardolino, Zenato di Peschiera, Zeni di Bardolino, Zuliani di Padenghe.
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