Luca SartoriPer la prima uscita ufficiale dell'Amarone, finalmente giunto al traguardo della Docg a partire dalla vendemmia 2010, il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella ha scelto Roma. Il presidente Luca Sartori (nella foto), il direttore per la Comunicazione e la Promozione, Olga Bussinello, e Franco Maria Ricci, che faceva gli onori di casa per l'AIS, hanno coordinato al Cavalieri Hilton un incontro ed una degustazione di diverse annate e produzioni di questo particolare vino che nasce dalla Corvina, bacca principe della Valpolicella. Una bottiglia del suo antenato, l'Acinatico, è stata donata al capo dello Stato Giorgio Napolitano in visita al recente Vinitaly.

«Terroir e particolare metodo di produzione mediante appassimento delle uve rendono ogni Amarone unico e non replicabile - ha detto Sartori- e la sua tipicità è stata confermata dall'Università di Verona che ha identificato i 415 geni che lo rendono inimitabile». Il debutto romano è stato anche l'occasione di illustrare le novità della nuova disciplina. Significativa è la maggiore attenzione data al territorio, quasi una riscoperta della sua identità, con la possibilità di inserire nell'uvaggio un ulteriore 10% di vitigni autoctoni, dal Castelrotto allo Spigamonte, dalla Bressa alla Turchetta. Viene così resa giustizia alle potenzialità ampelografiche di un territorio di forte caratterizzazione ed espressione, mortificato dal disciplinare del 1968 che, prendendo in considerazione solo vitigni più vocati a produzioni di massa, di fatto ne fece sparire molti tra i più antichi.

Il recupero dei ceppi con la tecnica della clonazione avrebbe già dato incoraggianti prove di vinificazione. Il Consorzio inoltre per controllare meglio quello che va al mercato e ciò che il mercato richiede, può attivare la Regione Veneto per stabilire limiti temporanei a nuovi impianti viticoli, il cosiddetto blocco dei vigneti, ed anche ridurre il tetto del 65% di uve messe a riposo, previsto dal disciplinare. «Sono regole utili a scongiurare il rischio di una sovraproduzione di Amarone - ha detto Sartori, che hanno già avuto un effetto benefico perchè siamo stati l'unica denominazione che non è stata costretta ad abbassare i prezzi. Un altro aspetto innovativo è stata la scelta di limitare l'imbottigliamento alla zona di produzione: questo per eliminare i casi di Amarone contraffatto e anche di quello confezionato e commercializzato in contenitori impropri, quando il vino poteva essere venduto sfuso all'estero.



Ora per il Consorzio, non solo più organo di controllo sulla denominazione, si aprono nuovi orizzonti e nuove sfide perchè la promozione, la valorizzazione e tutela della denominazione possono essere per noi grandi opportunità». Fondamentale sarà il ruolo di Olga Bussinello, che ha già annunciato una serie d'iniziative che coinvolgeranno le aziende e i loro prodotti di varie realtà territoriali, con un'attenzione anche alle tradizioni gastronomiche. La prima a giugno, in sinergia con il Consorzio dell'Isonzo, quando 20 buyers inglesi visiteranno il Territorio delle tre Venezie.

«Sarà alta -ha detto Bussinello- la nostra attenzione alle attività e ai valori del territorio anche per favorire un maggior flusso turistico». Tutti ottimisti quindi dopo la Docg, conseguita anche dal Recioto della Valpolicella, e per l'ambìto riconoscimento di Regione Vinicola dell'Anno avuto dalla rivista americana Wine Enthusiast. Ma soprattutto contano i numeri: dopo un rallentamento iniziale, nel 2009 le vendite hanno ripreso quota con risultati migliori del 2008: da 8,4 a 9 milioni di bottiglie. Un altro dato significativo: 3,1 milioni di fascette già consegnate nei primi tre mesi di quest'anno rispetto ai 2 milioni dello stesso periodo del 2009. Un merito -per il presidente del Consorzio- dovuto soprattutto ai produttori grandi e piccoli che hanno compreso l'importanza del lavoro di squadra. Affollati, alla serata romana, i banchi d'assaggio da un pubblico selezionato accorso per degustare i vini - il più richiesto l'Amarone- di una trentina di produttori presenti. 

«Oggi si è celebrato l'Amarone – ha sottolineato soddisfatto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan -  un vino che amo particolarmente, non solo perché proviene dalla mia terra, ma anche perché si tratta di uno dei più grandi vini della nostra Italia. Sono soddisfatto che questo vino di eccellenza, che è finalmente annoverato tra le Denominazioni di origine controllata e garantita, sia stato presentato con tutti gli onori a Roma, in un evento certamente all'altezza di questo gigante, cui purtroppo non ho potuto partecipare, a causa di alcuni impegni istituzionali, tra cui il Consiglio dei Ministri».