Braide Alte Livon a Vinitaly. Sfida tra la prima e l'ultima annata
Da un lato il primo Braide Alte Livon, leggendaria annata 1996, che ha vinto tutti i massimi riconoscimenti, dall’altro il Braide Alte Livon 2008, la novità presentata a Vinitaly a Verona prima di essere messa in commercio in autunno: riuscirà ad essere all’altezza del suo grande antenato?
VERONA - Era una calda giornata di settembre del 1996 quando sulle colline di Ruttars, nel cuore del Collio, iniziò la prima vendemmia del Braide Alte Livon. Lo chiamarono così - Braide Alte - perché le uve di questo vino provengono da un vigneto, che in friulano si chiama, appunto, 'Braide”, posto sul punto più alto della collina.L'annata si rivelò strepitosa. L'azienda voleva un vino che in un solo sorso diffondesse l'anima variegata della terra friulana, e creò uno speciale blend di Chardonnay, Sauvignon, Picolit e Moscato Giallo.
La famiglia Livon aspettò quasi due anni, mentre il tempo compiva il suo prezioso lavoro al principio in barriques e poi in bottiglia, prima di proporlo agli esperti. Ma ne valse la pena. Braide Alte ottenne subito i massimi riconoscimenti: cinque grappoli e tre bicchieri.
Da allora sono passati diversi anni, ma il Braide Alte è rimasto costantemente nel gotha dei vini italiani, raggiungendo più e più volte i massimi punteggi da parte della stampa specializzata.
Sabato 10 aprile a Vinitaly, al padiglione 6, stand B8, dalle 10 alle 12 l'azienda celebrerà questo grande successo con un'epica e irripetibile sfida: saranno a confronto la prima, leggendaria vendemmia del 2006 con quella del 2008, che sarà presentata in anteprima a Verona, prima della sua commercializzazione prevista per il prossimo autunno.
Saranno gli assaggiatori a giudicare, così, le evoluzioni che il tempo ha saputo imprimere a questo grande bianco in 14 anni, e confrontare se anche il Braide Alte 2008 è all'altezza del suo grande 'antenato”.

