Il Consorzio del Lugana Doc punta su longevità e unicità del territorio
Francesco Montresor, presidente del Consorzio di tutela Lugana Doc, fa il punto sul momento positivo di quella che si sta delineando come una delle Doc emergenti del patrimonio vinicolo italiano. Obiettivi per il futuro sono la promozione del vitigno autoctono e la valorizzazione della longevità

è Francesco Montresor (nella foto sotto), presidente del Consorzio di tutela del Lugana Doc, a fare il punto sul momento comunque positivo di quella che si sta delineando come una delle Doc emergenti del patrimonio vinicolo italiano. «Il mercato del vino - sottolinea - sta ovviamente attraversando un momento difficile: da un lato la congiuntura economica, dall'altro le sovrapproduzioni e le offerte del mercato che, dal punto di vista enologico, è estremamente vasto. I prezzi, in un momento di concorrenza così spinta, sono al ribasso e c'è un decremento del consumo legato ai vari deterrenti, dal ritiro di patenti alle norme alimentari. Ciò nonostante, vi sono zone di produzione non in crisi e la Doc Lugana è una di queste».
«Questo è il risultato del lavoro in un settore di nicchia - prosegue Montresor - che punta su un brand forte dell'unicità data al prodotto dal binomio terroir e vitigno autoctono Turbiana. Non a caso anche per la vendemmia 2009 il costo dell'uva del Lagana è rimasto sui 120-130 euro al quintale, senza alcuna flessione rispetto allo scorso anno».Queste le cifre: Lugana 2007 completamente esaurito; 80mila ettolitri di vino Lugana 2008 con il 90% della produzione già imbottigliata e venduta e la previsione di arrivare a inizio 2010 senza giacenze della vendemmia 2008 così come accaduto nell'anno precedente; 8.500.000 le bottiglie prodotte, per un fatturato complessivo intorno ai 45 milioni di euro.
Con queste premesse il Consorzio si prepara al prossimo Vinitaly, «il più importante appuntamento enologico internazionale - evidenzia Montresor - da cui attendiamo una risposta positiva, soprattutto da quei mercati internazionali che hanno scoperto il Lugana da poco». Un Vinitaly che si segnala per una forte presenza dei produttori del Lugana anche di piccole dimensioni che hanno deciso di investire risorse per comunicare l'alta qualità dei loro prodotti.
Idee chiare anche sulle strategie future del Consorzio, «che da poco più di un anno - aggiunge il presidente - si avvale della figura di Carlo Veronese come nuovo direttore: un acquisto importante che ci consente di essere ancora più presenti sul territorio e al servizio dei nostri produttori soprattutto per quanto riguarda il controllo. Anche con il suo supporto l'obiettivo futuro è quello di puntare ancora di più e promuovere il concetto del vitigno autoctono e dell'unicità del terreno; e da questi presupposti valorizzare anche la grandissima capacità di invecchiamento dei nostri vini. Quindi le due vite del Lugana: il vino giovane, dall'inconfondibile nerbo acido persistente che ne mantiene la freschezza e la piacevolezza immediata; e d'altro canto la sua longevità, il punto di forza sul quale puntiamo come novità tra i vini bianchi italiani».L'ultima riflessione è sulle modifiche apportate dall'assemblea dei produttori al disciplinare di produzione. «Tra le più importanti ci sono senz'altro: il riconoscimento di un Lugana Riserva, proprio per dare valore alla capacità di invecchiamento; un Lugana vendemmia tardiva; l'imbottigliamento in zona. Misure restrittive ma significative per arrivare a conquistare un segmento preciso di mercato in termini di qualità. Con la consapevolezza - conclude Montresor - di evitare così lo scontro con quella larga parte del mercato la cui logica predominante è solo quella del ribasso del prezzo e che ci porterebbe ad una sorta di guerra senza fine».

