Borgo Isolabella nel cuore delle Langhe. Rossi e bianchi che nascono dal bosco
I vigneti crescono a 550 metri e convivono con la quercia, il pino e il frassino. Tra questi il Loazzolo Doc, tra le più piccole Doc del mondo. Per proteggere e valorizzare il potenziale vinicolo di questo piccolissimo ecosistema l’azienda ha dato il via al progetto Terra protetta di Loazzolo
LOAZZOLO (AT) - Nel cuore delle Langhe astigiane, qualche anno fa, Maria Teresa Isolabella, moglie di un affermato penalista milanese, incantata dalla bellezza dei luoghi, ha deciso di creare un'azienda propria e dedicarsi a vinicoltura e viticoltura. Borgo Isolabella è un'azienda che nasce nel 2001 e che ha deciso, da subito, di fare di un'attenta ricerca qualitativa la propria bandiera.

In questo angolo di Piemonte i vini nascono nel bosco di Loazzolo. I vigneti dell'azienda, infatti, crescono a 550 metri e convivono con la quercia, il pino e il frassino: un ecosistema che 'si sente al naso'. Tra questi il Loazzolo Doc, tra le più piccole Doc del mondo, il Pinot nero vendemmia 2006, la nuova sfida di Isolabella e il 36 Brachetto da vendemmia tardiva, altro riconoscimento di qualità con la medaglia d'oro al Duja d'or. Per proteggere e valorizzare il potenziale vinicolo di questo piccolissimo ecosistema l'azienda ha dato il via al progetto Terra protetta di Loazzolo.
I vini
Loazzolo Doc Solio di Valdiserre
Freschezza ed equilibrio gustativo accompagnati da una prorompente eleganza aromatica di agrumi, salvia e fiori gialli. Tre ettari sui quattro delle vigne di Moscato a Loazzolo sono state impiantate oltre 70 anni fa.
è solo dal frutto migliore, più scarno, di quell'antico Moscato surmaturato nelle vigne che si può trarre l'eccelso prodotto della vendemmia tardiva, il vino Doc che dal Comune di Loazzolo trae il nome: il Loazzolo, tra le più piccole Doc del mondo. Dolce ed asciutto, privo di corposità liquorose, appartiene e può appartenere soltanto al Terroir di Loazzolo rivelandone la peculiarità.
Pinot Nero di Loazzolo; Il nuovo vigneto di Pinot Nero
Una densità unica in Piemonte per ottenere il Pinot di Loazzolo. Supera per densità di impianto le 11mila barbatelle a ettaro (in Italia e in Francia un vigneto è considerato intensivo a 4.500 viti per ettaro).
La esasperata competitività tra gli apparati radicali determina una riduzione naturale nella vegetazione e nella produzione con la massima concentrazione in ciascun acino degli elementi che lo caratterizzano, e che raggiunge, così, caratteristiche ottimali altrimenti non raggiungibili: è la ricerca dell'eccellenza nella finezza aromatica che esalta le doti della varietà nel terroir di Borgo Isolabella a Loazzolo.

Ed ecco il ruolo del terroir di Loazzolo con una ripidità che rasenta il limite, e la luce piena, dall'est all'ovest e la magica forza ossigenante, fresca e profumata della foresta che incastona la conca rivolta al sole verso l'ampia, luminosa valle del Bormida. Lì, nell'anfiteatro scosceso ove si addensano 11mila piante, l'opera attenta, e specializzata dell'uomo costituisce un'esigenza assoluta.
Così la nuova vigna di Pinot, a Loazzolo, torna a modelli ereditati dal passato che esigono il rispetto degli equilibri naturali e il rifiuto a interventi che possano devastare l'ambiente.
Brachetto 36 da vendemmia tardiva
Intensa sensazione olfattiva di rosa canina in primis con litchi e lampone come prodotto della intensa escursione termica della collina di Loazzolo; Vengono magnificati i terpeni geraniolo e nerolo .
Progetto Terra protetta
è l'opera dell'uomo alla salvaguardia del ecosistema aziendale a Loazzolo e della genuinità del vino. Gli uomini che lo custodiscono appartengono alla nuova generazione di enologi e agronomi piemontesi: persone che parlano 'il dialetto locale” non solo a parole ma nei fatti, con l'amore per la propria terra. Sono Andrea Elegi e Piero Roseo. Coadiuvati anche da Giuliano Noè e Giuseppe Ravazzo . Ovviamente la famiglia Isolabella della Croce che con Mariateresa, papà e figli conduce con lungimiranza il giovane gruppo di lavoro.
La missione del progetto Terra protetta
Borgo Isolabella è teso alla salvaguardia della qualità globale del territorio per avere dalla vite la migliore qualità di vita. La chimica utilizzata è solo quella messa a disposizione dalla natura. L'intelligenza umana è utilizzata per ridurre i costi veri, non quelli economici ma quelli duraturi nel tempo: salute del territorio per la salute delle piante e per la qualità del vino tesa alla salute del consumtore.
L'impegno dell'uomo alla salvaguardia del ecosistema
- no diserbanti chimici
- difesa naturale del vigneto con funghi simbiotici della pianta che la rafforzano
- in settari contro gli insetti nocivi
- cauto utilizzo di rame e zolfo per la difesa dalla Peronospora e dallo oidio
Borgo Isolabella
Reg. Caffi 3, 14051 Loazzolo (At)
Tel 0144 87166 - Fax 0144 857303
info@isolabelladellacroce.it

In questo angolo di Piemonte i vini nascono nel bosco di Loazzolo. I vigneti dell'azienda, infatti, crescono a 550 metri e convivono con la quercia, il pino e il frassino: un ecosistema che 'si sente al naso'. Tra questi il Loazzolo Doc, tra le più piccole Doc del mondo, il Pinot nero vendemmia 2006, la nuova sfida di Isolabella e il 36 Brachetto da vendemmia tardiva, altro riconoscimento di qualità con la medaglia d'oro al Duja d'or. Per proteggere e valorizzare il potenziale vinicolo di questo piccolissimo ecosistema l'azienda ha dato il via al progetto Terra protetta di Loazzolo.
I vini
Loazzolo Doc Solio di Valdiserre
Freschezza ed equilibrio gustativo accompagnati da una prorompente eleganza aromatica di agrumi, salvia e fiori gialli. Tre ettari sui quattro delle vigne di Moscato a Loazzolo sono state impiantate oltre 70 anni fa.
è solo dal frutto migliore, più scarno, di quell'antico Moscato surmaturato nelle vigne che si può trarre l'eccelso prodotto della vendemmia tardiva, il vino Doc che dal Comune di Loazzolo trae il nome: il Loazzolo, tra le più piccole Doc del mondo. Dolce ed asciutto, privo di corposità liquorose, appartiene e può appartenere soltanto al Terroir di Loazzolo rivelandone la peculiarità.
Pinot Nero di Loazzolo; Il nuovo vigneto di Pinot Nero
Una densità unica in Piemonte per ottenere il Pinot di Loazzolo. Supera per densità di impianto le 11mila barbatelle a ettaro (in Italia e in Francia un vigneto è considerato intensivo a 4.500 viti per ettaro).
La esasperata competitività tra gli apparati radicali determina una riduzione naturale nella vegetazione e nella produzione con la massima concentrazione in ciascun acino degli elementi che lo caratterizzano, e che raggiunge, così, caratteristiche ottimali altrimenti non raggiungibili: è la ricerca dell'eccellenza nella finezza aromatica che esalta le doti della varietà nel terroir di Borgo Isolabella a Loazzolo.

Ed ecco il ruolo del terroir di Loazzolo con una ripidità che rasenta il limite, e la luce piena, dall'est all'ovest e la magica forza ossigenante, fresca e profumata della foresta che incastona la conca rivolta al sole verso l'ampia, luminosa valle del Bormida. Lì, nell'anfiteatro scosceso ove si addensano 11mila piante, l'opera attenta, e specializzata dell'uomo costituisce un'esigenza assoluta.
Così la nuova vigna di Pinot, a Loazzolo, torna a modelli ereditati dal passato che esigono il rispetto degli equilibri naturali e il rifiuto a interventi che possano devastare l'ambiente.
Brachetto 36 da vendemmia tardiva
Intensa sensazione olfattiva di rosa canina in primis con litchi e lampone come prodotto della intensa escursione termica della collina di Loazzolo; Vengono magnificati i terpeni geraniolo e nerolo .
Progetto Terra protetta
è l'opera dell'uomo alla salvaguardia del ecosistema aziendale a Loazzolo e della genuinità del vino. Gli uomini che lo custodiscono appartengono alla nuova generazione di enologi e agronomi piemontesi: persone che parlano 'il dialetto locale” non solo a parole ma nei fatti, con l'amore per la propria terra. Sono Andrea Elegi e Piero Roseo. Coadiuvati anche da Giuliano Noè e Giuseppe Ravazzo . Ovviamente la famiglia Isolabella della Croce che con Mariateresa, papà e figli conduce con lungimiranza il giovane gruppo di lavoro.
La missione del progetto Terra protetta
Borgo Isolabella è teso alla salvaguardia della qualità globale del territorio per avere dalla vite la migliore qualità di vita. La chimica utilizzata è solo quella messa a disposizione dalla natura. L'intelligenza umana è utilizzata per ridurre i costi veri, non quelli economici ma quelli duraturi nel tempo: salute del territorio per la salute delle piante e per la qualità del vino tesa alla salute del consumtore.
L'impegno dell'uomo alla salvaguardia del ecosistema
- no diserbanti chimici
- difesa naturale del vigneto con funghi simbiotici della pianta che la rafforzano
- in settari contro gli insetti nocivi
- cauto utilizzo di rame e zolfo per la difesa dalla Peronospora e dallo oidio
Borgo Isolabella
Reg. Caffi 3, 14051 Loazzolo (At)
Tel 0144 87166 - Fax 0144 857303
info@isolabelladellacroce.it

