Zenato svela il piacere del Lugana. Successo a Verona per le annate storiche
A Vinitaly è stata ripercorsa in tappe la storia dell’azienda sia sotto il profilo enologico sia umano. Un'esperienza che ha parlato alla vista, all’olfatto e al palato e che ha raccontato come la personalità di questo vino si sia tramandata in perfetta soluzione di continuità in 7 annate storiche
VERONA - Grande successo e platea d'eccezione con pubblico di esperti alla verticale di Lugana Riserva Sergio Zenato di giovedi 8 aprile presso il pad. 8/9 in sala B durante Vinitaly, ripercorrendo in sette tappe la storia vitivinicola dell'azienda sia sotto il profilo enologico sia umano.Un'esperienza che ha parlato alla vista, all'olfatto, al palato e che ha 'raccontato” come la personalità di questo vino, merito della tenacia carismatica di Sergio, si sia tramandata in perfetta soluzione di continuità in sette annate storiche. Sette tappe di emozioni polisensoriali che hanno restituito agli appassionati sapori giovani e antichi che incarnano il miglior frutto del legame con il territorio di origine e appartenenza.
Vinitaly 2010 ha rappresentato un'occasione di primo piano per consentire a Nadia e ad Alberto Zenato, gli eredi del fondatore Sergio, di raccontare come la famiglia è riuscita a costruire in 50 anni la propria reputazione a livello nazionale e internazionale a partire dalla valorizzazione di un vitigno autoctono di grande carattere, il Lugana. «Nel 2010 ricorrono i primi 50 anni di attività, un traguardo che è sarà celebrato con iniziative di primo piano a partire dalla degustazione che ha visto protagoniste sette annate storiche a Vinitaly» ha spiegato Nadia Zenato.
Quale miglior modo, per fare apprezzare le tappe di un impegnativo percorso in vigna e in cantina, se non una degustazione della Riserva Sergio Zenato? Una esperienza che ha parlato alla vista, all'olfatto, al palato e che 'ha raccontato” come la personalità di questo vino, merito della tenacia carismatica di Sergio, si sia tramandata in perfetta soluzione di continuità in sette annate storiche. Appassionando anche i figli.
Un ipotetico 'fil blanche” di note floreali come gelsomino, fiori d'arancia, salvia e una sapidità avvolgente, ha condotto il gusto in un immaginario e coinvolgente viaggio a ritroso nel tempo: dal 2007 al 1993 le sensazioni si fanno più nette e importanti, si amplificano, restituendo agli appassionati sapori giovani e antichi che incarnano il miglior frutto del legame con il territorio di origine e appartenenza.
Condotta dall'esperto Bernardo Pasquali, la degustazione a Vinitaly si è sviluppata in sette tappe nella memoria produttiva dell'azienda, che il giornalista esprime con queste parole:
- 2007. è il punto di partenza: lo stile di una Riserva che pone già le basi per una corretta predisposizione all'affinamento di qualità. «Uno stile che si rinnova da anni e che si mantiene sotto questa veste almeno dal 2001, da quando cioè, anche da un punto di vista tecnico enologico, si è puntato maggiormente sul connubio tra un vino di grande spessore corporeo e una decisa freschezza e naturalezza del frutto. - spiega Bernardo Pasquali - Qui ci sono già tutte le opportunità di evoluzione dei caratteri aromatici che poi ritroveremo nelle altre annate a seguire». Buona intensità floreale di gelsomino, fiori d'acacia e biancospino con delle nuance di fiori d'arancio. Sensazioni minerali di grafite nera che accompagnano un bel frutto giallo di agrumi ancora acerbi e leggermente citrini. Salvia e ortica ravvivano le poche sensazioni ancora verdi clorofilliane che si possono percepire. Si tratta di un profumo comunque rotondo, avvolgente, di buona intensità, fresco. Un Riserva che possiede doti di affinamento e una non indifferente serbevolezza.
- 2004. Una sintesi di eleganza e integrità del frutto, tipico delle terre della Lugana di Zenato e del loro vitigno Trebbiano di Lugana. Aumenta l'intensità olfattiva e decisamente la complessità. è un quadro composito di fiori e frutta, di spezie dolci ed erbe aromatiche appena raccolte. Colpisce la nitidezza dei caratteri aromatici. Si distingue perfettamente la camomilla, il biancospino e la purezza del giglio. Eppure l'agrume in buccia di arancio e mandarino, l'albicocca e la polpa gialla della pesca. Un po' di macchia mediterranea con l'elevazione dell'alloro e della salvia ancora freschi. Nuances esotiche di frutto della passione. Mineralità molto fine anche se non particolarmente pronunciata e comunque con note eleganti di pietra focaia. Frutta secca sia al naso ma soprattutto al palato con una delicata sensazione di mallo di noce e di mandorla leggermente tostata. Lasciato nel bicchiere tende ad evolvere con stile e in maniera imprevedibile verso note balsamiche e leggermente mentolate. Di carattere leggermente morbido mantiene comunque una buona freschezza e soprattutto una marcata sapidità. Possiede un buon corpo, una certa matericità. è un Lugana di forte impatto emotivo e lascia impressionati per la sua straordinaria stabilità, la capacità evolutiva e, soprattutto, per la sua potenziale longevità.
2003. Il frutto di 36 giorni torridi con una temperatura di oltre 34°C, che dimostra la vocazione vitivinicola del territorio. Da una parte argille profonde e umide che hanno conservato la freschezza agli apici radicali della pianta e dall'altra un clima morenico con brezze mattutine e serali scaturite dall'intervallarsi sistematico delle correnti ascensionali e discensionali dalla pianura padana verso il lago e dall'Adamello verso la pianura. L'Ora e il Pèler. Un vino di grande corpo e concentrazione complessiva. Emergono le tonalità della frutta secca, della nocciola, del mallo di noce, della mandorla leggermente tostata. Il tenore alcolico è mediato da una salinità da iodio soprattutto al palato. è rotondo, sinuoso, avvolgente, con un frutto dolce che tende ad insinuarsi verticalmente al naso offrendo una piacevole sensazione di canditi di agrumi. La persistenza gustativa appare meno prolungata. Piace però per il suo essere sostanza, materia composta ed elegante testimonianza di un frutto evoluto ma ancora franco.- 2002. Un'annata dove, al contrario della precedente, l'apporto idrico non è mancato e anzi si è dovuta controllare la vigoria vegetativa delle vigne. Ne è nato quindi un prodotto che mantiene intatto lo stile in concentrazione voluto durante la lavorazione in cantina ma, allo stesso tempo, offre estensioni aromatico-olfattive tipiche di vini d'annata. Si ravvisa un profilo floreale tipico delle annate più precoci. In particolare fiori bianchi, gelsomino, fiori di acacia, biancospino, e anche rosa canina. Spiccano le note anche idrocarburiche minerali, erbette aromatiche fresche di alloro, salvia, rosmarino, timo. Possiede una bella concentrazione e mantiene una accattivante espressività del frutto anche al palato. Un vino equilibrato nei profumi molto ben bilanciati tra loro e con una piacevole persistenza al palato.
- 2001. Il 2001 è un bell'intermezzo tra un 2002 in concentrazione ma ottimamente equilibrato e un 1999 ricco di esaltazioni floreali. è un millesimo composto, piacevolmente fruttato di agrumi e fresco al naso. Delinea un'annata tutto sommato di spessore che ha permesso una maturazione corretta e completa delle uve e anche in questo caso marca il territorio della Lugana con la sua incontenibile mineralità. Al palato si mantiene equilibrato con delle sensazioni leggermente morbide sostenute da una buona freschezza e sapidità quasi salina. è un millesimo elegante, snello, ancora denota segni di giovinezza e potrà pertanto sostenere ancora una sosta in bottiglia prolungata
- 1999. Un millesimo incantevole. Espressivo ancora di giovanili nuances fruttate e floreali, si distingue per la mineralità salina, per il frutto croccante. In particolare si riscontra mela golden ancora croccante, accompagnata da una dolce sensazione di albicocca e di succo di mandarino. Sensazioni olfattive che si intensificano al palato. Buon equilibrio complessivo. Un Lugana dallo stile più in concentrazione dove non vigeva la tecnica del blend con Lugana d'annata e che pone in evidenza certamente una concentrazione molto accentuata. Eppure l'impianto strutturale del vino è molto equilibrato e poggia su una acidità e sapidità notevoli. Doti queste che rallentano i processi di invecchiamento del prodotto e lo candidano a un affinamento ancora prolungato nel tempo.
- 1993. è la prima annata della Riserva prodotta da Sergio Zenato. è il suo progetto racchiuso in quella bottiglia. Una delle ultime rimaste e sappiamo quanto significhi questo per la famiglia e i figli Nadia e Alberto. è il riassunto di un sogno, di un'ispirazione, di una grande consapevolezza…dell'amore per la propria terra morenica. Con il 1993 emerge la rivoluzionaria intraprendenza agronomica di Sergio Zenato. La sua capacità di guardare oltre un modello produttivo ormai obsoleto che negli anni Ottanta ha soffocato la qualità delle uve veronesi. Con questo prodotto si annuncia un deciso cambio di marcia nella concezione dei Lugana contemporanei. Sergio vuole far comprendere come le uve Trebbiano in quel territorio potessero, se lavorate e interpretate a dovere, offrire materia prima per ottenere grandi vini adatti all'affinamento positivo. Una scommessa vinta che ha segnato profondamente la denominazione e ha orientato molti altri produttori su questo versante. L'intensità luminosa è viva, nitida, dorata e testimonianza di integrità, di stabilità. Un carattere cromatico che ha colpito e affascinato al primo impatto il degustatore. I profumi sono complessi di frutta secca e di mandorle tostate, di nocciola gentile, di spezie dolci. Frutto maturo, succo di mela golden, mandarino e cedro canditi. Salvia, rosmarino, ortica essicate, profumi che riportano alla macchia mediterranea. Mineralità pronunciatà con nette sensazioni di pietra focaia e grafite. Nuance esotiche di cocco. Rotondo e morbido al palato con una bella sinuosità e lunghezza. Buon equilibrio con una piacevole sensazione ammandorlata dolce nel finale.
La Riserva Sergio Zenato
Sono vendemmie d'eccellenza, frutto più nobile della passione con cui Zenato lavora in cantina e coltiviamo le nostre vigne. Le Riserve Sergio Zenato hanno un ruolo unico e complesso nella storia della famiglia. Esse devono superare i limiti fisiologici di ogni altro nostro vino anche del più eccellente. Solo l'esperienza e l'intimo rapporto con la terra e il vigneto, permettono di capire quando una vendemmia può diventare Riserva. Ogni volta questi vini svelano emozioni inedite, originali, esclusive.
Zenato: 50 anni di passione per il vino
L'opera iniziata nel 1960 da Sergio Zenato e dalla moglie Carla ha permesso di creare vini di qualità a partire dal vitigno autoctono Trebbiano di Lugana e si è sviluppata nel tempo portando a notevoli livelli di apprezzamento le varietà tipiche del territorio.
Investimenti accorti hanno contribuito a creare - intorno a questi grandi vini - una cantina che costituisce un punto di riferimento per le degustazioni e per misurare il grande sforzo tecnico e organizzativo compiuto per raggiungere questi traguardi.
Oggi il lavoro avviato da Sergio e Carla prosegue grazie al contributo dei figli, che hanno consolidato e ampliato la risonanza del progetto: Alberto presta le sue cure al prodotto, dalla vigna alla bottiglia, e Nadia dedica la sua attenzione al marketing e ai nuovi mercati.
Dalle radici moreniche del basso Garda, Zenato ha poi esteso il proprio orizzonte e il proprio interesse verso un altro peculiare spazio del panorama vinicolo italiano, la Valpolicella: qui l'azienda ha intrapreso un delicato e tenace lavoro di perfezionamento che ha contribuito al successo nazionale e internazionale dell'Amarone, vino di grande nobiltà, tradizione e prestigio. La famiglia ha infatti realizzato nuovi vigneti e valorizzato quelli esistenti, rendendoli il presupposto irrinunciabile per lo stile di qualità che caratterizza la propria filosofia distintiva.
L'azienda ha così raggiunto i mercati internazionali e ottenuto riconoscimenti dai più qualificati esperti del settore enologico: oggi la famiglia ritrova nella naturale fedeltà ai valori di cura quotidiana e di semplicità le ragioni per la crescita e l'affermazione del marchio e dei suoi vini.
Il Lugana da sempre nel cuore di Zenato
Nel territorio del Lugana Zenato ha il suo cuore antico, in una zona di dolci colline che - grazie alla prossimità del Lago di Garda - gode di un clima mite e favorevole. Il terreno è particolarmente adatto per la coltivazione della vite: Zenato possiede infatti quaranta ettari vitati ed è in questo spazio che ha trovato la sua collocazione ideale Santa Cristina, tenuta di famiglia vocata alla produzione di vini che rispettano e valorizzano le qualità di un terroir prestigioso, ricco di storia.L'eccellenza conquistata con lungo e delicato lavoro nella zona di San Benedetto, nelle vicinanze di Peschiera (Vr), ha portato a sviluppare vigneti che danno ampio risalto alla qualità di vitigni autoctoni come il Trebbiano di Lugana. Ne nasce un Lugana che da sempre costituisce una delle bandiere di Zenato nel mondo.
Il Lugana Riserva Sergio Zenato trae la sua pienezza gustativa e il suo equilibrio dalle ventennali vigne del Podere Massoni: basse rese, fermentazione in botte grande per circa tre settimane, sei mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia fanno sbocciare nel bicchiere uno spessore e una persistenza di profumi tali da fare di questo bianco uno splendido compagno per abbinamenti a tavola e un autentico protagonista nel corso di degustazioni.
L'apprezzamento riscosso dagli appassionati e confermato dai riconoscimenti ottenuti in Italia e nel mondo spinge oggi l'azienda verso nuove sperimentazioni e nuove sfide. A questi obiettivi Zenato si accosta con un ampio bagaglio di esperienze e con un'ampiezza di vedute acquisita in anni di lavoro al servizio della qualità in vigna e in cantina.
Zenato azienda vitivinicola
Via San Benedetto 8, San Benedetto di Lugana (Vr)
Tel 045 7550300
info@zenato.it

