Pietro Ratti nuovo presidente del Consorzio dei vini delle Langhe
Pietro Ratti, quarantenne produttore vinicolo di La Morra (Cn), è il nuovo presidente del Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero. Figlio di Renato Ratti, personaggio mito del mondo vinicolo piemontese scomparso una ventina di anni fa, subentra al presidente uscente Guido Rosso
Riportiamo di seguito l'intervista a Pietro Ratti (nella foto), nuovo presidente del Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero, realizzata da Filippo Larganà di Sapori del Piemonte blog.
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Pietro Ratti, quarantenne produttore vinicolo di La Morra (Cn), è il nuovo presidente del Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero. Figlio di Renato Ratti, personaggio mito del mondo vinicolo piemontese scomparso una ventina di anni fa, subentra al presidente uscente Guido Rosso. Sdp lo ha intervistato a neppure 24 ore dalla nomina, 29 marzo 2010.
Ha già provveduto a prendere le misure della macchina consortile?
Siamo un consorzio che agisce su un territorio molto ampio e, oltre a Barolo e Barbaresco, si occupa attivamente di altre denominazioni che completano il panorama enologico del territorio. Di lavoro, ne sono certo, ce ne sarà molto da fare. Per capire la macchina mi servirà più di un solo giorno di studio…
Il Barolo resta il vino più rappresentativo e che sta soffrendo, insieme a tutto il comparto, gli effetti della crisi economica mondiale. Come si pone il Consorzio davanti a questa situazione?
Sono convinto che oggi i produttori debbano confrontarsi con sfide importanti e strategiche…
Come quella di trovare nuovi mercati, magari verso Oriente?
Per noi il mercato principale resti quello degli Usa. Quanto ai Paesi eno-emergenti, come la Cina, si tratta di attendere che le cose maturino. Oggi quelle nazioni rappresentano ancora sbocchi contenuti. Sono situazioni da monitorare. Ne parleremo dopo il Vinitaly di Verona che è un appuntamento importante per tastare il polso ai mercati mondiali.
Dal Prowein che si è chiuso il 23 marzo scorso a Düsseldorf che segnali sono arrivati?
Positivi. Ho registrato segni importanti dai mercati verso il vino Piemontese. Sono fiducioso. Le cose si stanno muovendo. Personalmente vedo bene il Dolcetto.
Prima della sua elezione nel mondo del Barolo di faceva un gran parlare della necessità di tornare a fare squadra…
Non si è mai smesso, credo. La fortuna della nostra zona è che ci sono favolosi imprenditori che sanno come muoversi a livello mondiale. Ecco, sono convinto che basti indirizzare gli sforzi in un'unica direzione.
Primo progetto che realizzerà da neo presidente?
Dare supporto, come Consorzio tutela, a 'Nebbiolo Prima”, la manifestazione evento organizzata dall'associazione di produttori l'Albeisa, di cui sono stato presidente, e che, dal 16 al 20 maggio, ad Alba, presenterà in anteprima i vari volti del vino Nebbiolo.
Sarà il primo banco di prova su cui sperimentare le prossime eno-alleanze sul territorio. E solo Dio sa quanto in questo momento il vino piemontese abbia bisogno di parlare con una voce sola.
Filippo Larganà
Sapori del Piemonte blog
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Pietro Ratti, quarantenne produttore vinicolo di La Morra (Cn), è il nuovo presidente del Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero. Figlio di Renato Ratti, personaggio mito del mondo vinicolo piemontese scomparso una ventina di anni fa, subentra al presidente uscente Guido Rosso. Sdp lo ha intervistato a neppure 24 ore dalla nomina, 29 marzo 2010.Ha già provveduto a prendere le misure della macchina consortile?
Siamo un consorzio che agisce su un territorio molto ampio e, oltre a Barolo e Barbaresco, si occupa attivamente di altre denominazioni che completano il panorama enologico del territorio. Di lavoro, ne sono certo, ce ne sarà molto da fare. Per capire la macchina mi servirà più di un solo giorno di studio…
Il Barolo resta il vino più rappresentativo e che sta soffrendo, insieme a tutto il comparto, gli effetti della crisi economica mondiale. Come si pone il Consorzio davanti a questa situazione?
Sono convinto che oggi i produttori debbano confrontarsi con sfide importanti e strategiche…
Come quella di trovare nuovi mercati, magari verso Oriente?
Per noi il mercato principale resti quello degli Usa. Quanto ai Paesi eno-emergenti, come la Cina, si tratta di attendere che le cose maturino. Oggi quelle nazioni rappresentano ancora sbocchi contenuti. Sono situazioni da monitorare. Ne parleremo dopo il Vinitaly di Verona che è un appuntamento importante per tastare il polso ai mercati mondiali.
Dal Prowein che si è chiuso il 23 marzo scorso a Düsseldorf che segnali sono arrivati?
Positivi. Ho registrato segni importanti dai mercati verso il vino Piemontese. Sono fiducioso. Le cose si stanno muovendo. Personalmente vedo bene il Dolcetto.
Prima della sua elezione nel mondo del Barolo di faceva un gran parlare della necessità di tornare a fare squadra…
Non si è mai smesso, credo. La fortuna della nostra zona è che ci sono favolosi imprenditori che sanno come muoversi a livello mondiale. Ecco, sono convinto che basti indirizzare gli sforzi in un'unica direzione.
Primo progetto che realizzerà da neo presidente?
Dare supporto, come Consorzio tutela, a 'Nebbiolo Prima”, la manifestazione evento organizzata dall'associazione di produttori l'Albeisa, di cui sono stato presidente, e che, dal 16 al 20 maggio, ad Alba, presenterà in anteprima i vari volti del vino Nebbiolo.
Sarà il primo banco di prova su cui sperimentare le prossime eno-alleanze sul territorio. E solo Dio sa quanto in questo momento il vino piemontese abbia bisogno di parlare con una voce sola.
Filippo Larganà
Sapori del Piemonte blog
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