Da Udine 12 viti resistenti alle malattie Benefici per il settore e per l'ambiente
Si tratta di 6 selezioni a bacca bianca e di 5 selezioni a rossa ottenute mediante incrocio tradizionale e selezione basata sulle informazioni ottenute dal progetto di sequenziamento del genoma della vite. I benefici andranno non solo al settore ma all'intero sistema per la riduzione dei pesticidi
UDINE - Sono dodici le nuove selezioni di viti resistenti alle malattie create dall'università di Udine in collaborazione con l'Istituto di genomica applicata del Parco scientifico del capoluogo friulano che si apprestano a varcare i confini del Friuli per l'ultima valutazione in differenti aree viticole italiane. Si tratta dell'ultima tappa prima della registrazione delle varietà presso il ministero delle Politiche agricole e l'avvio della licenza per la loro immissione sul mercato, previsto a fine 2012. L'appuntamento per l'ultimo test di assaggio dei vini prodotti, prima di ''esportare'' le nuove selezioni in altre regioni d'Italia, è per domani a Rauscedo (Pd).
«Si tratta - spiega Raffaele Testolin, ideatore del progetto assieme a Enrico Peterlunger e Michele Morgante dell'ateneo friulano - di 6 selezioni a bacca bianca e di 5 selezioni a bacca rossa ottenute mediante incrocio tradizionale e selezione basata sulle informazioni ottenute dal progetto di sequenziamento del genoma della vite».
«Sono orgogliosa di questi risultati che dimostrano - dice il rettore dell'ateneo Cristiana Compagno - come l'università di Udine sappia coniugare ricerca di eccellenza e grande attenzione alle esigenze del territorio. In questo caso, i benefici andranno non solo al settore vitivinicolo, ma all'intero sistema per effetto della riduzione dei pesticidi che queste nuove selezioni consentiranno, che contribuirà a ridurre l'inquinamento ambientale. Un beneficio, insomma, per tutto noi».
Le vinificazioni sono state effettuate nei laboratori dell'Unione Italiana Vini di Verona «un laboratorio - spiega Testolin - scelto dai ricercatori dell'università di Udine per le competenze e l'elevata professionalità dei tecnici di quella struttura».
I Vivai cooperativi di Rauscedo, leader mondiali nella produzione di barbatelle di vite e sostenitori dell'iniziativa sono pronti a moltiplicare le nuove selezioni e lanciarle sui vari mercati.I produttori del Friuli Venezia Giulia, che ugualmente hanno sostenuto l'iniziativa e che hanno già partecipato con entusiasmo ai primi assaggi, sono ugualmente pronti a scommettere su queste selezioni. Il progetto per la produzione della prima varietà certificata di uva da vino resistente alle malattie è il frutto di 12 anni di lavoro dei ricercatori dell'ateneo di Udine, finanziato dal 1998 dalla Regione Fvg per un investimento di oltre 2 milioni di euro. La ricerca è stata inoltre sostenuta da: Fondazioni bancarie regionali Crup, Crt e Carigo; Banche di credito cooperativo della regione; Vivai cooperativi di Rauscedo; produttori e consorzi Le Vigne di Zamò, Livio Felluga, Marco Felluga, Venica&Venica, Consorzio Collio. Nel 2005 il lavoro si è collegato all'altro grande progetto portato a termine dai ricercatori udinesi di sequenziamento del Dna della vite, finanziato per il 70% da fondi privati regionali e per il 30% da fondi pubblici.
Fonte: Agi

