Pietro Nera: viticoltura e turismo. La Valtellina in prima linea
Chiuro, paese collocato in mezzo ai vigneti, è la capitale della viticoltura valtellinese, dove ha sede l’azienda Nera: vanta infatti la presenza di ben 4 cantine. La produzione e l'imbottigliamento dei preziosi vini di questa terra, così aspra e dura, trovano riscontro nei concorsi e tra i clienti
CHIURO (SO) - L'attività dell'azienda familiare Nera ha avuto inizio alla fine dell'800 con Bernardo Nera, poi con il figlio Guido, al quale è succeduto alla fine degli anni ‘50 il nipote Pietro, che con caparbietà e orgoglio ha accorpato circa 32 ettari di vigneti appartenenti alle quattro zone di produzione del Valtellina Superiore Docg (Sassella, Inferno, Grumello, Valgella).L'impegno generoso e assiduo nella coltivazione dei vigneti e l'attenzione meticolosa posta in ogni fase della trasformazione delle uve nella cantina di Chiuro (So), che fanno di questa azienda una tra le più importanti e prestigiose Case Vinicole della Valtellina, sono oggi garantiti anche dall'importante contributo dei due figli di Pietro Nera (nella foto, al centro): Stefano (nella foto, a destra), enologo, e Simone (nella foto, a sinistra), direttore commerciale.
Chiuro, paese collocato in mezzo ai vigneti, è la capitale della viticoltura valtellinese, dove ha sede l'azienda Nera: vanta infatti la presenza di ben 4 cantine. Il Commendator Pietro Nera è stato eletto sindaco nel 1970. Rieletto nel mandato successivo, proprio per la sua attività di vitivinicoltore ha sempre avuto a cuore i problemi del settore. Tutt'oggi i rapporti con i viticoltori continuano (ogni anno circa 200 famiglie conferiscono le loro uve all'azienda), così come il legame con le istituzioni: ha infatti incontrato il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (nella foto sotto a sinistra) e il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla (nella foto sotto a destra) ed è attualmente vice presidente di Ascovilo (Associazione consorzi vini lombardi).
La produzione e l'imbottigliamento dei preziosi vini di questa terra, così aspra e dura, ma anche così prodiga di frutti eccellenti e con caratteristiche qualitative inconfondibili, trovano poi riscontro nei successi in concorsi nazionali e internazionali, e apprezzamento da parte di una numerosa e ambita clientela.Pietro Nera sostiene fermamente che la passione, l'amore e l'impegno sono gli ingredienti per queste realtà ispirate al rispetto della più antica tradizione vinicola, uniti alla serietà, alla competenza e al rigore metodico necessari in ogni fase. La qualità di questi vini è dovuta alla posizione dei vigneti: collocati su pendii impervi e scoscesi, è un territorio di comprovata vocazione, eredità tramandata dai nostri avi. Solo con l'esercizio costante di questo mestiere così antico, fatto di sacrificio e di fatica, si riesce a far crescere viti robuste e fertili, capaci di produrre uve selezionate. Ai nostri giorni tutto questo duro lavoro è svolto per l'80% a mano come ai tempi dei nostri predecessori.
«Da tanti anni - afferma Nera - da diverse parti si è tanto parlato di viticoltura 'eroica”. Sono loro gli 'eroi”: i viticoltori valtellinesi, lavoratori formidabili, con tanta passione, coraggio e determinazione. Gli eroi purtroppo muoiono, e con loro muore anche la tradizione della viticoltura. Il futuro, in parte, spetta a noi prepararlo, quindi non perdiamo tempo ma interveniamo subito pensando ai nostri figli e nipoti. Dunque: 'largo ai giovani!”. Come si può immaginare la nostra valle, la costiera Retica depauperata dei suoi interminabili 2.500 km lineari di muretti a secco contenenti i terrazzamenti vitati?».I vigneti valtellinesi sono dislocati dai 500 agli 800 metri di altezza, sovrastati dall'imponenza dei 3mila metri delle Alpi del versante Retico, stupendamente innevate, spettacolo meraviglioso e indimenticabile per chi occasionalmente può ammirarle. Questo aspetto purtroppo non è sempre idilliaco ma inevitabilmente, proprio per la naturale costituzione della montagna, si verificano periodicamente fenomeni di dissesto idrogeologico. I viticoltori passano tanto tempo nelle loro vigne e preventivamente notano i fenomeni che si verificano: movimenti franosi, caduta muretti, nuove acque vaganti, gelo e disgelo e tutti quei fenomeni di dissesto idrogeologico.
In questi casi il viticoltore diventa il primo guardiano degli inevitabili dissesti, primo attore che interviene irresistibilmente e naturalmente a queste avvisaglie di pericoli provvedendo per quanto può a tamponare, evitando così momentaneamente i gravi dissesti, le disgrazie e le tragedie. Questo ruolo di 'guardiani” così importante che con il loro tempestivo intervento evitano in diversi casi il verificarsi di disastri ambientali per le calamità naturali sempre in agguato. I viticoltori da soli non possono assumersi totalmente l'impegno nonostante il fatto che dedicano diverse giornate alla manutenzione, alle riparazioni e alla salvaguardia del territorio; è quindi indispensabile l'aiuto e il sostegno da parte delle istituzioni preposte.La viticoltura valtellinese attende l'intervento, l'aiuto materiale e morale di chi di dovere, che, con la sensibilità e la responsabilità già dimostrate in tanti casi, non potrà certo mancare in un contesto così particolare e importante.
Casa vinicola Pietro Nera srl
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