Dopo l'abbandono nel dicembre 2009 del Consorzio di tutela dell'Asti spumante che ha contributo a fondare 77 anni fa, Martini & Rossi ha rotto il silenzio e ha spiegato al Tg3 Piemonte la motivazione di questa decisione.

 

Riportiamo da Sapori del Piemonte blog

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Stefano LeonangeliStefano Leonangeli (nella foto), ad di M&R, ha spiegato al Tg3 Piemonte perché il più grande produttore di Asti spumante tre mesi fa ha lasciato il Consorzio di tutela. Diciamo subito che grosse novità non ce ne sono state rispetto al comunicato con cui lo scorso dicembre l'azienda di Pessione annunciò l'addio al Consorzio a braccetto con Gancia, altra casa storica delle bollicine piemontesi.

Tuttavia le dichiarazioni di Leonangeli giungono, attraverso la televisione di Stato, in un momento particolare. E non solo perché siamo a una manciata di giorni dalle travagliatissime elezioni regionali, ma anche per il fatto che a Roma si sta faticosamente portando a termine la discussione per il varo della nuova legge sul vino. Che riscrive, tra le altre cose, anche il futuro dei consorzi di tutela.

Tornando all'intervista il manager-timoniere di M&R ha detto al tg regionale piemontese in buona sostanza che l'azienda ha scelto di valorizzare l'Asti fuori dalle strategie consortili. Punto.

E alle malelingue che in questi giorni avevano fatto circolare voci di un presunto calo di volumi in M&R Leonangeli ha replicato con i numeri: un fatturato da 200 milioni in crescita del 6% nonostante la crisi globale, 400 addetti in Piemonte, 28 milioni di bottiglie di Asti spumante prodotto ogni anno.

Insomma Martini & Rossi mostra i muscoli assicurando che continuerà a tenere l'Asti al centro della sua produzione vinicola, ma annunciando anche nuove strategie e prodotti.

Sarebbe stato interessante che Leonangeli ne accennasse qualcuna, ma l'intervista al Tg3 piemontese è finita in gloria con l'intervistatore (il caporedattore Rai Torino, l'astigiano Carlo Cerrato) che come ultima domanda chiede a bruciapelo «Chi la fa la festa?» e l'ad che risponde prontamente «Martini!». Una battuta tanto perfetta da sembrare preparata.
Filippo Larganà
Sapori del Piemonte blog


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