Ad Asti al via il Barbera Meeting 2010 Sul territorio le degustazioni alla cieca
Dall’8 all’11 marzo 15 buyer internazionali e 30 giornalisti da Stati Uniti, Asia, nord Europa, Germania e Regno Unito, saranno ospiti ad Asti per degustare uno tra i vini piemontesi più amato all’estero. Ogni giornata sarà dedicata a una diversa zona con la formula di assaggi a etichetta coperta
ASTI - Asti innevata, su cui risplendeva un tiepido sole, quale migliore immagine per presentare un insolito scorcio della piazza San Martino nel centro storico della città, dove presso la sede dell'assessorato all'Agricoltura della Provincia di Asti si è svolto il "Barbera Meeting 2010".C'è chi la chiama "la Barbera" e chi "il Barbera". Ma Barbera è un nome maschile o femminile? Qualcuno afferma che nasce al maschile, con "il" vitigno, ma diventa femmina "nella" bottiglia. Solitamente si sceglie il femminile, quasi in omaggio al corpo vigoroso e contemporaneamente morbido, voluttuoso e suadente di una donna.
"Espressioni" più adatte a un'amante che a un vino, ma forse l'accostamento ben rispecchia quei tempi in cui la bottiglia era l'unica amica e compagna dei pensieri e delle tribolazioni, come lo era per accompagnare i cibi rustici e spesso senza troppa abbondanza.
Piemontese, il suo carattere è quello dei grandi vini e per questo si abbina a tutti i piatti. Ottimo con carni rosse e selvaggina, con i primi piatti, e i formaggi a pasta dura.
Conosciuta e apprezzato dai romani che stazionavano in Piemonte duemila anni fa, verso la metà del 1200 diventa un obbligo impiantare delle viti di Barbera. è il vino delle storie d'osteria, quello che "annega" i dispiaceri, accompagna le partite a carte nelle "piole", fa compagnia nelle taverne in cui si rifugiano le truppe, ma è anche quello che segna la nascita dei figli e si ripone per "stapparla il giorno della leva", mentre la "bottiglia migliore" si beve in occasioni di ricorrenze, matrimoni, festività, ed è ospitalità quando si offre agli amici: la Barbera è l'identificazione storica e culturale delle terre di Asti, del Monferrato e delle Langhe.
L'identificazione di un territorio avviene anche attraverso la sua produzione enogastronomica. Provate a dire a un turista straniero la parola "Piemonte" e vedrete che vi elencherà tre vini: Barolo, Barbera, Asti Spumante, i tre vini piemontesi più conosciuti.
La sala del meeting sul Barbera era uno scrigno delle eccellenze giornalistiche locali e non mancavano testate tra le più prestigiose a livello nazionale e internazionale e gli oratori erano anch'essi il top, i doc del settore e della rappresentanza della Provincia di Asti, della città e di altri Comuni aderenti all'iniziativa.
Il saluto dell'assessore all'Agricoltura della Provincia di Asti, Fulvio Brusa è stato anche l'occasione per sottolineare il forte legame che unisce il territorio astigiano alla vitivinicoltura: fonte di occupazione e reddito degli abitanti.
L'assessore Brusa ha aggiunto che solo nell'unione dell'intero territorio del Monferrato si potrà promuovere quelle eccellenze culturali, paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche, indispensabili strumenti per "attirare" il turismo dal resto dell'Europa e dai paesi extracomunitari.Un tocco di femminilità"alla" Barbera lo ha dato il presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino spiegando il progetto di promozione del Barbera, vino simbolo del territorio: puntare le sinergie di un più vasto territorio che comprenda, oltre alla provincia di Asti, anche le provincie di Alessandria e Cuneo.
«Vogliamo puntare in modo univoco e sinergico sulla promozione valorizzando il vino Barbera insieme ai territori viticoli, ricchi di cultura, tradizioni, paesaggi e di specialità enogastronomiche. è ciò che siamo impegnati a fare come Provincia, d'intesa con le amministrazioni provinciali di Alessandria e Cuneo, e con la Regione Piemonte, con il progetto di candidatura dei nostri distretti vitivinicoli nella lista dei territori patrimonio dell'umanità sotto la tutela dell'Unesco».
Anche il vice sindaco Sergio Ebarnabo ha ribadito l'importanza di offrire ai turisti l'immagine del vino Barbera attraverso il paesaggio, la cultura, la storia, l'arte e la gastronomia, aggiungendo che occorre sopperire alla mancanza, nel centro cittadino, di una enoteca che rappresenti tutti i vini del territorio, e annunciando l'intenzione di aprirne una.
Tra gli altri oratori vi erano anche i promotori della manifestazione, i sindaci Giorgio Demezzi di Casale Monferrato, Giorgio Galvagno di Asti, Pietro Giovanni Lovisolo di Nizza Monferrato, ed Enzo Gerbi presidente del Consorzio tutela dei Vini d'Asti e del Monferrato.
Dall'8 all'11 marzo 15 grandi buyer internazionali e 30 giornalisti fra i più importanti rappresentanti della stampa di settore, provenienti da Stati Uniti, Asia, Nord Europa, Germania e Inghilterra, saranno ospiti per degustare la Barbera. Ogni giornata sarà dedicata a una zona diversa. Gli ospiti degusteranno nella Provincia di Asti la Barbera d'Asti Doc, e Docg, e in anteprima le due nuove Docg: Barbera d'Asti e Barbera del Monferrato della vendemmia 2008; nella Provincia di Alessandria la Barbera del Monferrato Doc e Docg e Colli Tortonesi Barbera Doc; per la Provincia di Cuneo la Barbera d'Alba Doc. Gli ospiti potranno visitare le aziende e apprezzare gli scenari incantevoli del paesaggio, vedere le cattedrali del vino, le chiese romaniche, i castelli e i paesaggi vitivinicoli.
Chiamatela "la Barbera" o chiamatelo "il Barbera", gustatelo con un contorno di salumi, o una saporita formaggetta, assaporatelo con un fumante piatto di tajarin o di agnolotti al plin, con un risotto al Barbera e un brasato purché poi portiate con voi i ricordi di queste terre di profumi e sapori, dell'ospitalità della sua gente e nei vostri occhi restino le bellezze del paesaggio, delle opere artistiche e della cultura: sono le radici di questa terra.

