La Vernaccia presenta il suo 2009 e si confronta con il Pouilly-Fuissé
Doppio appuntamento per la Vernaccia a San Gimignano (Si). All'Anteprima dell'annata 2009 si è affiancata una degustazione comparata per confrontare la Vernaccia con i vini francesi del Pouilly-Fuissé. Il confronto è stato condotto da Giampaolo Gravina, vicecuratore Guida Vini d'Italia L'Epresso

SAN GIMIGNANO (SI) - Con febbraio arriva il consueto doppio appuntamento organizzato dal Consorzio della denominazione di San Gimignano: l'Anteprima della Vernaccia e la quinta edizione del ciclo "Il vino bianco e i suoi territori", con la degustazione "La Vernaccia incontra il Pouillyu-Fuissé" nella splendida sala Dante del Palazzo comunale. La mattinata è stata così caratterizzata da un'originale confronto, condotto da Giampaolo Gravina - vicecuratore della Guida I Vini d'Italia de L'Epresso -, con i vini francesi del Pouilly-Fuissé: erano presenti i produttori Fabio Montrasi (trapiantato in Francia con la moglie) della cantina Chateau des Rontets e Philippe Valette di Domaine Valette. Atteso, ma trattenuto Oltralpe, il produttore di origine belga Jean Marie Guffens della cantina Domaine Guffens-Heynen.
Un confronto che non voleva guadagnare il sapore della sfida, ma semplicemente il profumo del confronto: ai sei vini dei tre produttori francesi sono seguite nella degustazione altrettante Vernaccia di San Gimignano: Cappella Sant'Andrea Rialto 2007 (presentata da Francesco Galgani), Tenuta Le Calcinaie Riserva Vigna ai Sassi 2006 (presentata da Simone Santini), Fontaleoni Vigna Casanuova 2005 (presentata da Matteo Troiani), San Quirico Riserva Isabella 2004 (presentata da Andrea Vecchioni), Poggio Alloro Le Mandorloe 2006 (presentata da Sarah Fioroni) e Panizzi Riserva 2002 (presentata dal nuovo amministratore delegato e fondatore dell'azienda Gianni Panizzi).E così, dalla costruttiva comparazione che ha evidenziato, forse volutamente, una certa qualità della Vernaccia nel faccia a faccia con i bicchieri dei cugini francesi, è emerso che i vini della Cantina Chateau des Rontets possono definirsi di "rilancio alla beva" e che anche i bianchi (come nel caso dei vini, annate 1993 e 1998, della Cantina Domaine Guffens-Heynen) sanno migliorare con il tempo. Sorprendente invece il dinamismo del Virè-Clessé 2003 di Domaine Valette che in pochi minuti ha visto sparire gli ostacoli iniziali (naso non definito e prevedibile in bocca) per guadagnare autorevolezza rispetto al primo assaggio.
Nel pomeriggio si è poi passati nel Museo di arte moderna e contemporanea De Grada per l'Anteprima 2009 a cui hanno partecipato, presentando un vino ancora in fasce, una quarantina di produttori.
«Quella del 2009 - ci ha spiegato Walter Sovran (nella foto, a sinistra), direttore del Consorzio denominazione San Gimignano, friulano, da oltre vent'anni in Toscana - è stata un'annata che ha avuto qualche difficoltà dal punto di vista agronomico e meteorologico. Il mese di agosto, molto secco, aveva fatto pensare a una vendemmia anticipata con un calo repentino delle acidità. Invece il tempo si è rinfrescato ed è cambiata letteralmente la situazione. Questo ha comportato qualche conseguenza: chi si è trovato nelle zone dove l'acqua scarseggiava ha vendemmiato subito e chi, per organizzazione, ha atteso oltre e si è trovato con un prodotto, in raccolta, diverso da quello raccolto prima». In pratica? «Sarà un 2009 con sfumature piuttosto cangianti - ha concluso Sovran - e questo significherà che in Anteprima sarà possibile trovare vini con caratteristiche diverse».
Si dice che i vini si possono iniziare a valutare dopo il 22 gennaio, San Vincenzo - patrono dei viticoltori, quindi i tempi per le prime valutazioni e per un'idea del vino che verrà ci son tutti. A rinvigorire l'analisi un originale comparazione: in degustazione all'Anteprima abbiamo infatti potuto trovare Vernaccia delle stesse aziende, ma anche della annate precedenti. Questo per aiutare il degustatore a comprendere l'evoluzione negli anni di questo bianco.
Stesso discorso per la riserva (che prevede un anno di invecchiamento e altri quattro mesi di bottiglia): sarà pronta il primo maggio di quest'anno, ma questo fine settimana la si è potuta comunque scoprire. In questo caso ci si è trovati di fronte a un'annata che era stata perfetta per via delle condizioni climatiche ottimali così come ha sottolineato Sovran dichiarando «Una delle migliori recenti annate per la Vernaccia».
E per il futuro? Cosa dovremo aspettarci? «Lo studio e l'approfondimento - ha risposto Letizia Cesani (nella foto, a destra), neopresidente del consorzio - hanno rappresentato e rappresentano lo spunto per andare avanti. Per noi è importante poterci confrontare partendo anche dalle analisi della vigna. Una delle nostre iniziative è stata quella di coinvolgere il produttore anche in un processo di divulgazione didattica partendo dal concetto di agricoltura sostenibile e toccando anche altre forme di coltura. Continueremo, nell'ottica che ciascun produttore ha un proprio stile e percorso, a fornire quanti più stimoli possibili».
La storiaVitigno autoctono per eccellenza, la Verngaccia è uno dei vini più antichi d'Italia. Se ne hanno documentazioni storiche a partire dagli inizi del 1200 negli ordinamenti delle gabelle del Comune di San Gimignano. E di grande fama ha goduto fino al periodo rinascimentale, come dimostrano le innumerevoli citazioni nelle opere dei grandi artisti del periodo, da Dante a Michelangelo Buonarroti detto il giovane, che la descrive come il vino che "bacia, lecca, morde, picca, punge". Altro primato della Vernaccia di San Gimignano è quello di essere stato il primo vino in Italia a fregiarsi della Doc nel 1966, a cui è seguita la Docg nel 1993.
La produzione di Vernaccia
I produttori di Vernaccia sul territorio sono 201, stando ai dati diffusi dal Consorzio, gli ettari coltivati sono 742, con un potenziale produttivo di 66.700 quintali di uva, pari a 46.700 ettolitri di vino. Fanno parte del Consorzio 74 aziende e tutti i produttori che conferiscono le uve alle due cantine sociali associate.
Il mercato principale è quello italiano, cui viene destinato quasi il 60% delle bottiglie vendute, mentre il restante 40% è destinato a mercato estero suddiviso principalmente in Germani e Usa.

