Moscato e spumante in anteprima Festa per i vini d'Asti
All’enoteca regionale “Colline del Moscato” sono state presentate ben settantaquattro etichette, sette di Asti Spumante e sessantasette di Moscato d’Asti (più qualche bis). L’ouverture di questa seconda edizione si colloca direttamente sulla tavola del ristorante “Castello di Mango”
L'enoteca regionale 'Colline del Moscato” è stato il teatro principale, assieme al borgo di Mango (Cn) ed ai prodotti locali, della presentazione del Moscato d'Asti ed Asti Spumante. L'ouverture di questa seconda edizione si colloca direttamente sulla tavola del ristorante 'Castello di Mango” dove l'intenzione è stata quella di pasteggiare (almeno con alcune portate) ad Asti e Moscato d'Asti. L'antipasto vede l'Asti Docg accompagnato con una 'Tagliata di Fassone al sale su letto di rucola”, ma è il primo piatto ad avere per protagonista proprio il Moscato d'Asti Docg, che i più probabilmente credevano fosse solo un vino da dessert, viceversa accompagnato ad un 'Riso Carnaroli al Moscato d'Asti e nocciole del Piemonte” si è rivelato dolcemente vincente; a seguire 'Bocconcini di vitello brasati al brodo” che hanno visto la partecipazione - straordinaria - in tutti i sensi di un Barbaresco del 2006 e 'formaggi d'alta Langa” con Piemonte Moscato Passito.
Non divaghiamo però e torniamo ai protagonisti di questa Prima. L'indomani vengono presentate ben settantaquattro etichette, sette di Asti Spumante e sessantasette di Moscato d'Asti (più qualche bis). Occorrerebbe un volume intero per riportarli tutti, tenteremo di riassumerli e raccontarli. Gli Asti fatta eccezione per una etichetta (2009) sono tutti del 2010, serviti alla giusta temperatura 7/8 gradi e aventi un comune denominatore in tutte le varietà, ovvero la limitazione della fermentazione alcolica e dunque formazione di altri profumi. Questa caratteristica consente al vino di mantenere il suo principale aroma con l'aiuto di lieviti volti a rendere la fermentazione così rapida, da non consentire la nascita di nuove fragranze.
Sul Moscato d'Asti si apre un capitolo più vasto, anche perché le varietà presentate sono ancor maggiori. Tante le peculiarità, i sapori, i profumi predominanti e i retrogusti rintracciabili, nel bene o nel male, in una coppa di Moscato. Il vitigno ha radici antiche, greche forse, e da quei lidi anticamente provenivano le uve di gusto dolce ottenuto lasciandole appassire. La temperatura a cui viene servito (9-10 gradi) è fondamentale per poter percepire tutti gli aromi, fruttati, floreali o erbacei poiché, se più freddo, tendono a vanificarsi. Abbiamo incontrato qualche vino difettoso, qualcuno troppo acerbo, anche se il moscato è consigliato consumarlo nel primo anno, ma anche svariate qualità che ci hanno colpito per l'equilibrio, il sapiente dosaggio degli zuccheri e dei profumi di banana, ananas o salvia emersi dopo aver dato ai bicchieri un bel giro che hanno deliziato il palato ed inzuccherato le dita.
Si ricorda infine che 'L'enoteca regionale Colline del Moscato” rimarrà a disposizione del pubblico fino a mercoledì 8 dicembre per la degustazione del Moscato d'Asti e dell'Asti spumante delle aziende partecipanti all'evento.

