Giulio Ferrari 1992, 1993, 1994, tre capolavori in uno scrigno d'epoca
Tre fuoriclasse certificati che casa Ferrari ha voluto proporre assieme in un numero limitato di cassette, 300, destinate ai migliori ristoranti d’Italia. Bottiglie che hanno fatto epoca e che continuano a raccontare di una vittoriosa sfida con le leggi del tempo. Più che uno scrigno, un tesoro
Sembra una cassetta, più elegante di tante altre, ma comunque sempre una cassetta. Ed è, invece, molto di più. è uno scrigno perché accoglie un tesoro: bottiglie che hanno fatto epoca e che continuano a raccontare di una vittoriosa sfida con le leggi del tempo. Questo scrigno firmato Ferrari svela, una volta aperto, sei bottiglie di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, figlie di tre diverse vendemmie, 1992, 1993, 1994, ma con sboccatura dello stesso periodo, ossia della primavera 2010. Bollicine, quindi, di diciotto, diciassette, sedici anni, eppure di straordinaria vivacità, la cui eleganza si è evoluta nel tempo in una straordinaria complessità. Bollicine – come le ha definite il Campione del Mondo dei Sommelier, Luca Gardini – «dinanzi alle quali ogni parola è superflua».
Bottiglie che hanno fatto epoca, si diceva. Tutte e tre hanno infatti conquistato i maggiori riconoscimenti sulle guide più autorevoli. E non solo. Perché il Giulio Ferrari 1992 è stato insignito dal Gambero Rosso, quando apparve sul mercato, del titolo di 'Migliori bollicine d'Italia”. Mentre il Giulio Ferrari 1994 ha conquistato l'Oscar del vino dell'Associazione italiana sommelier e, in una storica degustazione condotta dalla rivista tedesca Weinwelt, ha sbaragliato ogni altra bollicina al mondo.
Tre fuoriclasse certificati che casa Ferrari ha voluto proporre assieme in un numero limitato di cassette, 300, destinate ai migliori ristoranti d'Italia. E che sono stati presentati alla cena alla Locanda Margon nella quale sono stati festeggiati il neo campione del mondo dei sommelier Luca Gardini e l'Enologo dell'Anno, Ruben Larentis. Perché tra fuoriclasse ci si intende.
Ferrari come top delle bollicine italiane all'estero
Le migliori bollicine italiane? I tedeschi non hanno dubbi: sono firmate Ferrari. Questo è il giudizio di una fra le più diffuse e autorevoli riviste enologiche della Germania, Weinwirtschaft, che pone al primo posto tra i metodo classico italiani il Ferrari brut. Weinwirtschaft fa ogni anno un'indagine per incoronare i 100 migliori vini, 'Die 100 Top Weine des Jahres”, coinvolgendo importatori, distributori, aziende vinicole e agenti.
Sono state prese in esame ben 600 etichette e tra queste sono state selezionate le 100 giudicate migliori dalla giuria nominata da Weinwirtschaft. E nella categoria 'Traditionelle Flaschengarung- Italien”, ovvero il metodo classico italiano, ha trionfato il Ferrari Brut. Un'altra autorevole pubblicazione tedesca, Weinwelt, ha piazzato ben tre etichette Ferrari ai primi quattro posti nella tradizionale degustazione dedicata alle bollicine sul numero di dicembre.
Dalla Germania all'Austria, con la ben nota rivista Falstaff che nel suo ultimo numero, dicembre 2010, propone una graduatoria tra le migliori bollicine italiane, austriache e spagnole, attribuendo il primo posto con un punteggio di tutto rispetto, 94 su 100, al Giulio Ferrari 2001.

