«Meno tre, due, uno e poi… sarà 2011! Tante incognite per l'anno nuovo e un'unica certezza quella di aspettarlo brindando con un buon bicchiere di spumante. Scegliere la bottiglia giusta districandosi tra la varietà presente in commercio di tipi, provenienze e dimensioni non è facile». è quanto dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori (Unc).

«Le etichette che dovrebbero aiutare il consumatore nell'acquisto non sono sempre chiarissime - prosegue Dona- anche perché molto spesso sono scritte in francese. Termini come charmat e champenois si riferiscono ad esempio al metodo di produzione: il primo, più breve, prevede la fermentazione in tini o autoclavi, con il secondo procedimento, invece, la fermentazione molto più lunga avviene direttamente in bottiglia. Dunque quando si legge champenois, talento o classico riguarda l'operazione con la quale si produce lo spumante».

«Anche nei prezzi c'è un vasto assortimento - sostiene il segretario generale- si parte da poco più di un euro fino a cinquanta, per non parlare dei più costosi champagne, ma non sempre il prodotto più caro è quello più apprezzato dai consumatori».

«Buona norma - conclude Massimiliano Dona - sarebbe di preferire prodotti italiani e locali per avere comunque garanzie di qualità e risparmiare sul prezzo».


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