Igt Emilia, per l'assessore De Capitani non si deve escludere Cremona
Per l’assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia la proposta di modifica del disciplinare di produzione dell'Igt Emilia che esclude la provincia di Cremona dalla zona di elaborazione dei vini frizzanti è da rivedere perché Cremona ha una consolidata tradizione produttiva enologica di qualità
«Cremona ha una consolidata tradizione produttiva di qualità dei vini a marchio Igt Emilia che Regione Lombardia ha il dovere di difendere e riaffermare con forza». Commenta così Giulio De Capitani (nella foto), assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, la proposta di modifica del disciplinare di produzione dell'Igt Emilia, che esclude la provincia di Cremona dalla zona di elaborazione dei vini frizzanti. «Ho già scritto al mio collega Rabboni, assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna - prosegue De Capitani - chiedendogli di riconsiderare la proposta di modifica del disciplinare, consentendo la possibilità di effettuare l'elaborazione e la presa di spuma dei vini Igt Emilia, tipologia frizzante, anche negli stabilimenti della provincia di Cremona. L'attuale proposta comporterebbe infatti un notevole ed ingiustificato danno economico ai produttori locali».
«Conosco la sensibilità dell'assessore Rabboni su questi temi - aggiunge l'assessore - e sono certo che valuterà attentamente tutti gli aspetti della questione, compreso il fatto che, per analoghe produzioni vinicole, il Consorzio di tutela competente, in raccordo con Regione Lombardia, ha sempre trovato soluzioni condivise, che hanno permesso ai produttori emiliani delle zone limitrofe, omogenee per area e tradizione, di continuare a utilizzare il marchio; cito, ad esempio, l'Igt del territorio pavese».
«Sono certo - conclude De Capitani - che non sfuggirà all'assessore Rabboni quanto per Regione Lombardia sia importante che la provincia di Cremona venga confermata come zona di vinificazione dei vini Igt Emilia; non possiamo stare a guardare mentre, altrove, si decide sul futuro delle nostre aziende».

