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Quando si parla di ridurre le emissioni di CO2 spesso ci si trova di fronte a tante belle parole e mille promesse. Progetti e idee che svaniscono diventando utopiche. Incontrando Michele Manelli (nella foto sotto) di Salcheto, cantina a Montepulciano (Si), nel cantiere di quella che sarà la prima struttura del mondo vitivinicolo a funzionare in completa autonomia energetica, capiamo che spirito imprenditoriale e amore per l'ambiente possono coesistere.



Michele, quando lo incontriamo, ha ancora in testa il casco giallo, obbligatorio se si accede al cantiere, e proprio da qui inizia ad illustrarci le idee chiave di questo progetto: diminuire l'impatto da gas serra attraverso l'utilizzo dell'energia geotermica per il raffreddamento della cantina, lo sfruttamento delle biomasse autoprodotte in campagna e l'illuminazione con collettori solari o la climatizzazione di un sottotetto con l'uso razionale di acque di recupero.



Per farla breve: niente lampadine, se non quelle di emergenza, nella cantina, niente cisterne di combustibile per il riscaldamento e nessun impianto di raffreddamento. In tre parole: Salcheto Carbon Free.

Michele ManelliMa Salcheto non è fermata qui: è stata infatti la prima azienda in Europa ad aver contabilizzato tutte le emissioni di gas serra dovute alla produzione, all'imbottigliamento e alla commercializzazione di una bottiglia di vino.

Il progetto

Nel contesto di un importante distretto vitinicolo del senese, nasce la prima indagine europea sulle emissioni di gas serra di una bottiglia di vino, sul modello "Carbon Footprint". Su queste basi l'azienda Salcheto di Montepulciano presenta la ristrutturazione aziendale in corso d'opera che le permetterà di raggiungere anche l'autonomia energetica a partire dalla vendemmia 2011.

Ne scaturisce un progetto "aperto" e replicabile che intende stimolare ricerca ed investimenti nel comparto vitivinicolo, per l'ottenimento di un sistema economico migliore sotto il profilo ambientalem anche nell'ambito del progetto "Siena Carbon Free 2015" che si prefigge di raggiungere la neutralità delle emissioni provinciali entro l'attuazione dei protocolli di Kyoto.