L'annata 2010 di Livon. Meno quantità, più qualità
Per l'azienda friulana, minore quantità ma maggiore qualità soprattutto per i bianchi e per alcune varietà di rosso. Il 2010 è stato contraddistinto da un andamento meteorologico che ha visto prevalere prima un inverno molto freddo e, nella parte centrale dell’estate, un tempo piuttosto piovoso
Il 2010 in Friuli è stato contraddistinto da un andamento meteorologico che ha visto prevalere prima un inverno molto freddo e, nella parte centrale dell'estate, un tempo piuttosto piovoso con temperature non troppo elevate. Ciò ha portato a una maturazione tardiva delle uve rispetto alle ultime vendemmie e un raccolto inferiore per quantità, ma molto positivo per qualità, soprattutto per quanto riguarda le uve bianche e alcune varietà di rosse.Di queste ultime - spiegano Valneo e Tonino Livon - è stata effettuata una selezione particolare, prima con una cura speciale in fase di crescita, poi lasciandole maturare molto più a lungo sui tralci in modo da conferire loro maggiore struttura. Questo speciale trattamento è stato riservato soprattutto alle uve di Merlot e Cabernet Sauvignon, quelle cioè che compongono il blend del celebre Tiare Blu, uno dei vini Livon che negli anni hanno ricevuto i più importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Questa annata, di conseguenza, ha tutti i presupposti per diventare memorabile, grazie anche alla professionalità dell'enologo Rinaldo Stocco e all'esperienza di Nicola Fagotto, enologo di grandi Chateau di Bordeaux. La festa di fine vendemmia si è svolta nella cantina di Masarotte - a Dolegnano, in provincia di Udine - dove si è brindato con il Braide Alte, il vino che ha raggiunto anche per il 2011, il prestigioso riconoscimento dei 3 Bicchieri del Gambero Rosso e i 5 Grappoli Duemilavini Ais.

