Importanti spunti di riflessione alla seconda edizione del Boroli Wine Forum dal titolo Vino quale futuro che si è tenuto presso La Brunella di Castiglione Falletto (Cn) con la partecipazione di autorevoli relatori.

Da parte dei produttori intervenuti, Ernesto Abbona di Marchesi di Barolo e Michele Satta dell'area di Bolgheri è stato posto l'accento sulla comunicazione che deve basarsi su veri fondamenti e riportare l'attenzione sul prodotto vino, importante fonte di reddito per migliaia di famiglie ma anche salvaguarda dell'ambiente e dei territori. Per Michele Satta il vino è soprattutto storia personale perchè legato in modo indissolubile all'uomo che lo ha sognato, coltivato e prodotto.



Dalla poesia dei produttori alla parte meno romantica di Brian Larky, fondatore di 'Dalla Terra”, una delle più importanti società statunitensi di importazione diretta di vini italiani selezionati. Il suo suggerimento in un momento in cui si sta registrando una drastica riduzione del consumo del vino e in un mercato ancora condizionato dalla crisi dei consumi è innanzitutto quello di offrire una grande qualità al minor prezzo possibile. Oggi la richiesta del mercato americano si attesta su vini con un prezzo tra 15 e 20 dollari alla bottiglia. Ovviamente questo non è applicabile ai grandi cru, ma anche loro devono sottostare a delle regole, ossia essere prodotti in quantità tali da poter essere assorbite dal mercato. Inoltre vince la tipicità: il consumatore americano vuole vini che esprimano caratteristiche proprie del territorio. Da non sottovalutare la rete di distribuzione, sono i distributori che decidono quale vino acquistare e promuovere, per facilitare il loro compito occorre proporre una gamma di prodotti non troppo ampia perché ogni vino deve avere il giusto spazio sotto i riflettori.

Per Antonio Galloni, editore di The Wine Advocate, la celebre rivista americana di Robert Parker, la territorialità che si riconosce nei vini italiani è veramente il nostro punto di forza oltre alla qualità ormai caratteristica di tutte le regioni italiane. Purtroppo i nostri produttori non si stanno rendendo conto di quale straordinario patrimonio sono riusciti a creare e non lo valorizzano. Una pecca del sistema è la poca cura da parte dei ristoratori nell'organizzare e conservare in modo adeguato la propria cantina e soprattutto la mancanza di un professionista che spieghi al consumatore le caratteristiche dei vini.

è arrivata la voce della Federazione italiana dei vignaioli Indipendenti (Fivi) con il suo presidente, Costantino Charrère, che nel sottolineare le difficoltà che si stanno affacciando nel settore con la nuova Ocm e con la riforma della Pac chiede di riportare il vino all'interno del nostro concetto culturale, il vino come alimento, da bere con moderazione anche da parte dei giovani, con una opportuna educazione alla consapevolezza. Il vino è parte della dieta mediterranea, questo lo sancisce anche la Carta di Grinzane Cavour, documento ufficiale redatto al termine dei lavori dell'International Scientific Workshop, e la dieta mediterranea è patrimonio culturale e immateriale dell'umanità tutelata dall'Unesco. Inoltre la Fivi sta elaborando un esposto da consegnare alla Magistratura sulla poca attendibilità dell'etilometro attualmente usato per i controlli dalle forze dell'ordine.

Molto atteso è stato l'intervento di Michael Peter Hlasta, pneumologo dell'Università di Washington. Il professore ha spiegato che negli ultimi sessanta anni il test alcolimetrico si è basato su un presupposto non dimostrato che la concentrazione di alcol nell'ultima porzione di aria espirata sia uguale alla concentrazione di alcol presente negli alveoli polmonari. Ciò non corrisponde a realtà perché sono molti altri fattori che possono falsare il risultato, ad esempio le dimensioni dei polmoni di ogni individuo, la temperatura corporea, il modo in cui respiriamo, etc. Da tenere presente che l'etilometro fu studiato all'inizio del 1800 in Svezia, ma l'idea fu sviluppata negli anni 50 negli Stati Uniti quando lo studio della fisiologia respiratoria era ancora agli inizi. Secondo Hlastala Il test alcolimetrico basato sul respiro non ha un fondamento scientifico solido e dovrebbe essere scartato come mezzo di misurazione della concentrazione alcolica ematica. Attualmente l'unico modo valido è il prelievo dei campioni ematici.

Tomaso Zanoletti ha evidenziato che il mondo del vino non è sufficiente unito, che la comunicazione rivolta ai mercati è importante, ma bisogna saper comunicare in difesa del vino. Ricorda un documento di assoluta importanza firmato da importanti ricercatori e professori nel febbraio di quest'anno che va sotto il nome di 'La Carta di Grinzane Cavour – La verità sul vino” (che riportiamo) che potrebbe essere utilizzato dal mondo del vino. Ricorda che la confusione che si è creata sull'argomento ha toccato i vertici decisionali del Paese, rendendo difficile l'operato di coloro che vogliono difendere il vino. Una mentalità pericolosa, oggi si dice 'non si deve bere il vino quando si guida” domani 'non si deve bere il vino”.

L'on. Paolo De Castro, presidente Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, è intervenuto con un messaggio da Bruxelles. Il saluto istituzionale è stato portato dall'Assessore al Turismo della Regione Piemonte, Alberto Cirio.


La carta di Grinzane Cavour
Consenso generale

1. Il vino è da sempre parte della vita dell'uomo.
2. Il vino è oggi apprezzato da un numero sempre più ampio di Paesi e ambiti culturali diversi.
3. Il vino è parte della dieta mediterranea.

Composizione
4. Il vino è un prodotto naturale ottenuto dalla fermentazione di uve pigiate e i suoi componenti includono numerosi composti bio-attivi, in particolare polifenoli ,quali il resveratrolo, gli antociani e i tannini.
5. Queste sostanze contribuiscono alle qualità sensoriali e al gusto e rendono ogni vino unico e un ideale complemento al cibo.

Salute
6. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha dimostrato che il consumo moderato di vino si associa a benefici rilevanti per la salute, promuovendo la longevità e riducendo il rischio di molte malattie da invecchiamento. Queste patologie includono le coronaropatie , l'ictus, la demenza senile e il diabete.
7. I meccanismi responsabili di questi effetti benefici sulla salute includono le attività antiossidanti e anti-infiammatorie di un ampio numero di composti bioattivi, così come l'effetto favorevole sull'aggregazione piastrinica e sulla composizione dei lipidi nel sangue.
8. L'alcol derivato dalla fermentazione delle uve, unitamente a questi composti bioattivi, ha effetti favorevoli sulla salute quando il vino viene consumato in quantità moderata, ma presenta effetti dannosi se consumato in quantità eccessiva o in modo inappropriato.

Ricerca e programmi educazionali

9. Gli enti governativi e le istituzioni private dovrebbero: (a) sostenere la ricerca sugli effetti del consumo moderato di vino sulla salute; (b) promuovere programmi di educazione al consumo moderato di vino.
10. I programmi educazionali saranno volti a prevenire l'abuso di alcolici, in particolare fra i giovani, e dovranno includere informazioni su:
(a) l'esistenza di una variabilità individuale nella tolleranza alcolica;
(b) i rischi di un consumo scorretto di alcolici, con inclusione del bere compulsivo;
(c) l'aumento del rischio di incidenti stradali quando vengono superati i limiti consentiti dalla legge;
(d) gli effetti favorevoli di un consumo moderato e regolare di vino, come parte della dieta quotidiana.

Firmatari
Dr Anne François Adam-Blondon, INRA, Evry (France)
Dr Sara Baer-Sinnott, Oldways, Boston (US)
Prof Roberto Barale, University of Pisa (Italy)
Prof Luigi Bavaresco, Catholic University of Piacenza (Italy)
Prof Gabriele Di Gaspero, University of Udine (Italy)
Dr Laura Dugo, Biomedical Campus of Rome (Italy)
Dr R. Curtis Ellison, Harvard Medical School, Boston (US)
Dr Josè Ramón Fernandez, CEEV – Comitè Europèen des Entreprises Vins, Bruxelles (Belgium)
Prof. Vincenzo Gerbi, University of Turin (Italy)
Prof. Attilio Giacosa, University of Genoa (Italy)
Dr K. Dun Gifford, Oldways, Boston (US)
Prof Jaak Janssens, ECP - European Cancer Prevention Organization, Hasselt (Belgium)
Prof Carlo La Vecchia, University of Milan (Italy)
Dr Eva Negri, Mario Negri Institute of Pharmacology, Milan (Italy)
Prof Mario Pezzotti, University of Verona (Italy)
Prof Mariangela Rondanelli, University of Pavia (Italy)
Prof Leonardo Santi, National Committee for Biosafety, Biotechnology and Sciences for Life, Rome (Italy)
Prof Luca Santi, Torvergata University, Rome (Italy)