Il mondo del vino si può definire come un settore 'speciale” in quanto è il connubio tra l'aspetto commerciale e l'aspetto affettivo, passionale. Questo fascino forse è dovuto allo stretto rapporto che si ha con la natura e ai fenomeni che la determinano, con il territorio e la sua cultura. Su queste basi si fonda lo spirito aziendale di Carpineto, azienda situata in un territorio ricco di cultura e di paesaggi unici come la Toscana. Un'azienda che cerca di ritrovare dietro e dentro al calice di vino tutte le sensazioni che il terroir toscano riesce a esprimere.



La storia della Carpineto inizia nel 1967 ad opera di Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, entrambi profondi conoscitori della vitivinicoltura italiana. Innamorati del territorio della Toscana, decidono di dar vita a un ambizioso progetto per la produzione di vini di livello internazionale, rivisitando in chiave moderna tutta la filiera produttiva.

Rivolgendo particolare attenzione alle profonde radici della tradizione e alla sua denominazione storica, la gestione dei vigneti è caratterizzata da un regime a basso impatto ambientale ed è supportata da una cantina gestita nel massimo rispetto dei fenomeni naturali che trasformano l'uva in vino. Dalla combinazione di questi fattori nascono prodotti che hanno uno stretto legame con il territorio, rispecchiano le peculiarità di ogni singola vigna e la sua denominazione, distillandone i profumi e la 'cultura” e che si conservano vivi e fragranti in bottiglia anche per molti lustri.

Carpineto oggi è sinonimo di garanzia, testata nel tempo dai consumatori di oltre 70 Paesi nel mondo a cui viene esportata l'80% della produzione. Raccoglie attorno a sé quattro aziende vinicole, per un totale di 424 ettari che sono dislocati nelle zone più vocate: Dudda in Greve in Chianti (Gaville e Alto Valdarno, Fi), Montepulciano/Chianciano (Si), Gavorrano in Maremma (Gr).

Sempre al passo coi tempi e attenta alla esigenze del consumatore, l'azienda ha iniziato a mettere il codice Qr sui suoi prodotti di punta. I primi prodotti selezionati dalla Carpineto per vestire il codice Qr sono il Chianti Classico Docg (nella foto a sinistra) e il Dogajolo Rosso Igt (nella foto a destra) perché godono della più ampia distribuzione. Entro la fine del 2011 tutti i prodotti della Carpineto, inclusi i cru degli Appodiati di vino e olio avranno questo codice. Il codice Qr (Quick response) è un codice a barre bidimensionale a matrice, inventato in Giappone, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette molto rapidamente tramite uno smartphone, come la scheda tecnica di un vino. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici.

«Ormai il consumatore moderno esige il massimo dell'informazione - ha detto in proposito Giovanni Carlo Sacchet - e con i nuovi smartphone possono interfacciarsi con il web e ottenere tutte le statistiche vitali di ogni vino. Per agevolare questo trasferimento d'informazione abbiamo previsto che si presenti sul smartphone del consumatore nella sua lingua, oppure in inglese».

«Infatti, questa tecnologia permette al consumatore di conoscere meglio il vino che sta bevendo mentre è a casa o seduto a ristorante, ma anche di aiutarlo nell'acquisto mentre è in enoteca tenendo la bottiglia tra le sue mani», ha ribadito Antonio Mario Zaccheo.


I tre grandi gruppi di Carpineto

Vini giovanissimi
: il 'novello” e i vini bianchi Igt sono i primi dell'annata ad essere imbottigliati. Il primo deriva da una macerazione carbonica al 100%. I vini sono realizzati nel massimo rispetto del prodotto, con un occhio molto attento alle tecnologie, senza eccessi, e soprattutto evitando l'utilizzo dei numerosi prodotti enologici presenti sul mercato, ottenendo così un prodotto più naturale possibile.

Vini giovani e correnti: Dogajolo rosso, Chianti classico Docg e Rosso di Montepulciano.

Riserve e grandi cru: per quanto riguarda i Docg, i tempi di affinamento e la permanenza in legno permette che i prodotto si stabilizzano in maniera naturale senza interventi esterni. Tali vini subiscono una solo filtrazione blanda al momento dell'imbottigliamento.