Tre ori e un argento... è questo l'eccezionale risultato ottenuto in Germania dai vini Gerardo Cesari al Gran Premio Internazionale del Vino MundusVini 2010. I giudici hanno infatti assegnato un riconoscimento a ben quattro prodotti dell'azienda di Cavaion Veronese: Medaglia d'oro all'Amarone della Valpolicella Doc Bosan 2003, Medaglia d'oro all'Amarone della Valpolicella Classico Doc 2007, Medaglia d'oro al Ripasso Valpolicella Superiore Bosan Doc 2007, Medaglia d'argento al Lugana Doc Cento Filari 2009.

Un risultato di tutto rispetto, se pensiamo che quest'anno sono stati oltre 5800 i vini provenienti da 42 Paesi sottoposti al giudizio della giuria internazionale e che solamente al 30% delle bottiglie presentate viene assegnato un riconoscimento. Il giudizio è infatti legato alla valutazione di numerosi elementi: corpo, eleganza e gamma aromatica del vino.



«Questi risultati ci rendono orgogliosi del lavoro fatto sia in vigna che in cantina - dichiara Franco Cesari, presidente della Gerardo Cesari - sono premi che hanno un valore soprattutto tecnico, quindi di grande soddisfazione, e testimoniano la grande cura e qualità delle nostre produzioni, da sempre incentrate sui vini della Valpolicella. Lo dimostra anche la scelta della giuria di premiare quattro diversi vini che rappresentano al meglio il nostro territorio».

Non certamente una sorpresa, ma una conferma per quanto riguarda l'Amarone Bosan, già premiato nelle precedenti edizioni del concorso per l'annata 2000 e 2001 con la Medaglia d'oro e il riconoscimento di Miglior vino rosso d'Europa, che ottiene ancora una volta una medaglia d'oro.
è il segno che la qualità di questi vini non si discute, lo sforzo e l'impegno per mantenere e migliorare la qualità è costante. Non per niente l'azienda ha scelto di non produrre alcuna versione di Amarone nell'annata 2002 a differenza di molte altre aziende del territorio, anche molto blasonate.

Un risultato che sarà un ottimo biglietto da visita e permetterà all'azienda di affrontare l'importante mercato tedesco con una marcia in più: la Germania rappresenta infatti ancor oggi un mercato di riferimento per tutto l'export del vino italiano.