da sinistra: Carlo Andreoli, Frida Tironi, Fabio Epis, il presidente Anag Bergamo Aldo Carminati, Paolo Bendinelli

La notorietà del vino Docg Moscato di Scanzo è ormai assodata e in tutta la Nazione è conosciuto questo vino profumato (moscato, appunto) dal raro colore rosso. Il disciplinare di produzione richiede particolarissime e attentissime operazioni di appassimento delle uve, oltre che oculate scelte di attività in vigna. Il risultato è uno squisito vino 'da meditazione” nel vero senso della parola, appagante e inebriante per i sensi del più ricercato degli amanti del vino. Si può abbinare a formaggi erborinati o a dolci elaborati ma, soprattutto è un vino da assaporare in buona compagnia.

Una cinquantina di persone in occasione dell'iniziativa promossa dall'Anag di Bergamo, con il tema: "Il Moscato di Scanzo e la sua grappa", sono state ospiti dell'azienda La Brugherata di Scanzorosciate (Bg), ricevute dal proprietario Paolo Bendinelli e, con la cortese collaborazione del suo direttore commerciale, Frida Tironi, hanno avuto modo di apprezzare la bellezza e la comodità del luogo oltre che la pregevolezza dei vini (nella foto, da sinistra: Carlo Andreoli, Frida Tironi, Fabio Epis, il presidente Anag Bergamo Aldo Carminati, Paolo Bendinelli).

Ma l'attenzione particolare degli assaggiatori Anag si è riferita alle grappe prodotte con vinacce di moscato di Scanzo dalla distilleria Maddalena Peroni di Gussago, anche per conto terzi. Infatti ben sappiamo che non è automatica la corrispondenza di una acquavite buona di vinacce da cui deriva un buon vino! Il lavoro in distilleria è importantissimo per la qualità del distillato: la cura delle vinacce fresche, la temperatura di distillazione, la separazione testa-cuore-coda, eccetera sono elementi determinanti anche per permettere ai profumi contenuti delle vinacce di passare un dosi percettibili nel distillato. Stiamo parlando di utilizzo di vinacce fresche quale migliore materia prima.

Pensiamo, invece, che le vinacce da Moscato di scanzo, sono vinacce che hanno subito un appassimento sui graticci, lavorazione indispensabile per il vino, ma poi la vinaccia potrebbe avere inclusa una certa dose di muffe o imperfezioni che per la grappa potrebbero essere deleteri. Pertanto una buona grappa da vinacce di Moscato di Scanzo è frutto di lavoro ancor più attento e ricercato.

Il distillatore ha illustrato tutto questo prima di sottoporre ad esame gustativo i suoi prodotti proprio per spiegare la grande passione profusa nel loro lavoro che consiste nel produrre, caldaietta dopo caldaietta (a vapore) un prodotto gradevole e riconoscibile. I presenti, alcuni erano amici che per la prima volta di apprestavano a un esame gustativo di grappa, hanno avuto modo di apprezzare anche la ricerca di una particolare morbidezza della grappa per andare incontro ai moderni consumatori.