Alberto CortesiSorto nel 1946 nel centro storico della città, il Consorzio viticoltori di Parma (oggi Cvp) ancora oggi mantiene alto il livello del prodotto e soprattutto del servizio al consumatore. Parliamone col presidente Alberto Cortesi (nella foto a destra), col direttore commerciale Mario Zuffada (nella foto a sinistra), e con l'enologo Umberto Bertolani (nella foto sotto a destra).

L'Enopolio è una realtà distributiva e commerciale nata nell'immediato dopoguerra. Quali sono i legami con i valori di allora, e la sua naturale evoluzione?
Nel 1946 nacque il Consorzio viticoltori di Parma per volere di 250 produttori della nostra zona. Questi decisero di associarsi in forma consortile fondando un organismo per il controllo e la gestione della loro produzione vitivinicola.  La filosofia originale del Consorzio, ossia la garanzia e l'eccellenza nella coltura della vite e nella cura della vinificazione, viene tutt'ora mantenuta nella nostra azienda. Ecco il trait d'union fra il passato, il presente e il prossimo futuro.

Descriviamo brevemente cosa vuol dire oggi 'qualità” per 'Cvp viticoltori in Parma”
Cvp produce vini da uve selezionate utilizzando metodi tradizionali ed innovativi - quali la pigiatura soffice, la macerazione dei mosti a bassa temperatura, e la fermentazione a temperatura controllata.

Le tecniche agronomiche rispettose dell'ambiente, e i controlli rigorosi effettuati durante le fasi di lavorazione rappresentano la migliore tutela per il consumatore finale. La pluriennale esperienza garantisce infine lo spessore dei vini che proponiamo agli amanti del buon bere.

Come si estrinseca l'offerta commerciale di Cvp?
L'Emilia è una delle poche regioni che propone vini frizzanti. Lambrusco e Fortana sono i vini rossi più venduti (pesano il 85% della categoria), mentre Malvasia e Sauvignon rappresentano la nostra vocazione per ciò che riguarda i bianchi (40% delle vendite).  

Il fiore all'occhiello della nostra produzione è senza dubbio il 'Nero Notte”, vale a dire un lambrusco Igt che si è  fregiato del riconoscimento Medaglia d'oro Enoteca regionale Di Dozza, cioè il vino che ha ottenuto il punteggio più alto fra tutti i vini partecipanti al 12° Palio dei vini frizzanti Matilde di Canossa Ghirlandina d'oro nel 2008.

Un altro riconoscimento che ci dona orgoglio è la medaglia d'oro nella categoria Lambrusco Igt, conquistata nell'anno 2008  esposta  nella nostra sede. Alla produzione di nettari parmensi affianchiamo una selezione di ottimi vini provenienti da tutta Italia - questo per dare al fruitore un ulteriore servizio assortimentale. Ai vini è stata abbinata poi una scelta di altri prodotti (quali aceto balsamico, olio, pasta artigianale) che offrono a chi lo desidera la possibilità di fare bella figura a tavola.

Nelle festività invernali proponiamo inoltre cesti regalo che accolgono prodotti provenienti dalla nostra terra, così piena di storia e di tradizioni alimentari. Si tratta di prelibatezze ancora prodotte con metodi artigianali e materie prime naturali.

Mario ZuffadaIn quali canali di vendita siete operativi?
Dal momento della sua nascita, l'Enopolio è stato un grande richiamo per gli appassionati di vino. L'interesse verso il pubblico degli acquirenti privati locali rappresenta oggi il nostro core business (85% circa del fatturato). Siamo una delle pochissime di Parma realtà che offre un servizio puntuale di consegna a domicilio anche nelle strette vie del centro storico. Ecco perché un importante numero di famiglie continua a preferirci.

Oltre al binomio prodotto-servizio, ciò che ci caratterizza è il posizionamento di prezzo. Nei discount si trovano dei vini Doc a meno di un euro! Noi, collocandoci in una fascia di prezzo media, riusciamo a garantire al consumatore un prodotto interessante al giusto rapporto qualità/prezzo.
I nostri beni sono anche presenti in alcune gastronomie e wine bar di classe. Ma resta il passa parola il fattore trainante per le nostre vendite, nonostante le abitudini alimentari che cambiano di generazione in generazione (oggi sono sempre meno le famiglie che consumano vino abitualmente a pasto). 

Con l'arrivo del nuovo direttore commerciale, circa tre anni fa, le vendite si sono espanse anche nel Mezzogiorno o in altre zone d'Italia che prima non erano mai state servite. L'obiettivo per il futuro è gestire al meglio la clientela esistente e potenziare i nuovi acquirenti, sia sulla penisola, sia all'estero. Entrare nei mercati esteri vuol dire però scontrarsi con realtà che non hanno nel dna la cultura alimentare italiana – questo potrebbe rappresentare una barriera o comunque una difficoltà notevole per l'export.

Quali sono i vostri principali investimenti in tema di comunicazione?
Essendo un'azienda di dimensioni modeste, il danaro destinato alla comunicazione non può essere paragonato a quello investito da una multinazionale dell'alimentare. Oggi vi sono realtà industriali del nostro settore che, benché abbiano un prodotto di qualità inferiore (o addirittura non siano produttori ma semplici imbottigliatori), sono riuscite in pochi anni a far conoscere il proprio nome – spesso, a nostro parere, in maniera immeritata.

Dal canto nostro possiamo puntare, oltre che sui decenni di storia che abbiamo alle spalle, anche su una clamorosa fedeltà del consumatore finale.
In passato abbiamo provato a diffondere il nostro brand attraverso molti canali: radio, cartellonistica, tv locali, stampa specializzata e non solo, ma ciò, al giorno d'oggi, non conta più abbastanza. Anche il sito internet www.cvpvini.it è uno strumento che ormai hanno adottato tutti. Il sogno sarebbe fare un'azione comunicazionale davvero clamorosa, per arrivare nelle tavole di tutti i parmigiani. L'idea, un po' 'pazza”, ci sarebbe. Non sveliamo altro. Vediamo se riusciremo ad implementarla…   

All'interno della sede è operativo un punto vendita. Il consumatore può quindi ulteriormente avvicinarsi all'industria produttiva, risparmiare denaro (non vi sono costi di intermediazione o di trasporto) e farsi consigliare direttamente dagli esperti. Questa formula sta rendendo bene?
Come già segnalato, il nostro target più rappresentativo di clienti sono i consumatori privati del territorio. Capita spesso quindi che un interessato passi nel nostro spaccio per vedere le ultime proposte alimentari. A questo scopo è stata curata, nel corso degli anni, una selezione - non solo di vini Cvp, ma anche di altri beni alimentari. Nel retrobottega poi vi è spazio per quello zoccolo duro di clienti che acquistano vino sfuso e lo imbottigliano in autonomia.

Il look di una bottiglia di vino è importante per attirare il consumatore ad essa. Come studiate il packaging dei prodotti?
Per i vini tipici di Parma utilizziamo due linee di etichette, differenziate a seconda del canale. 'Le Petitot” è la gamma destinata all'Horeca; 'Lungoparma” è quella che finisce nelle tavole dei privati che ordinano direttamente in azienda. Entrambe le linee sono caratterizzate dall'essenzialità, che non vuol dire però scarsa cura o disattenzione dei particolari.

Umberto BertolaniLa gamma 'Petitot” (che prende il nome dall'architetto francese Ennemond Alexandre Petitot il quale, nel XVIII secolo, lavorò a lungo nel ducato parmense) è quella più fine: è caratterizzata da un'etichetta monocroma dove risalta solo il logo 'Petitot” ed il nome del prodotto. Sullo sfondo si può intravedere un vaso (lo stesso per ogni vino) raffigurato con colori attenuati.

La linea 'Lungoparma” fa della sua semplicità un pregio: lettering essenziale, colori pastello ed una piccola chiave di violino a connotare il legame con la terra di Giuseppe Verdi.

Come state resistendo al periodo di crisi che crea sconforto e disagio, soprattutto nei settori del non food?
Come ricordato, il nostro cliente 'tipo” è l'acquirente privato che conosce il prodotto e quindi ci viene direttamente a cercare. Ecco la nostra forza. La tradizione, la storia e la sicurezza alimentare sono i cardini che hanno radicato nella mente dei consumatori l'immagine di serietà, e quindi di brand loyalty.

Nel 2008 il bilancio fu più che positivo: +6% a volume. Negli ultimi mesi, con questa crisi tangibile, dobbiamo però rimboccarci le maniche. Cvp è e resta un'azienda solida, ed è per questo che i nostri affezionati continuano a sceglierci ed a preferirci nonostante la quantità di concorrenti presenti sulla piazza.