MONTEBELLO VICENTINO (VI) - Montebello Vicentino ha celebrato la sesta edizione dei Picai del Recioto, manifestazione itinerante che domenica 10 gennaio, in una splendida, quanto inaspettata giornata di sole, ha visto la prima spremitura pubblica del Recioto Docg con le uve raccolte nel 2009. Per l'occasione sono stati presentare i risultati di un progetto di 'caratterizzazione e miglioramento” del Vin Santo di Gambellara, protagonista di un importante convegno.

Il Recioto di Gambellara, di origine molto antica, è arrivato solo nel 2008 alla Docg, nelle due versioni tradizionale e spumante; dopo un'accurata selezione dei grappoli migliori della Garganega. I quali, vengono poi fatti appassire appesi alle travi (picai) o nei grani, comunque in luoghi ventilati per circa due mesi; e poi si passa alla pigiatura.

Questa operazione rientra nella più antica tradizione rurale, che accomuna alcuni specifici territori del vicentino. La zona, infatti, è piuttosto ristretta e ben delimitata, perché comprende i Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo, e Montorso.

Un discorso a parte, invece, merita il Vin Santo, unica Doc del Veneto in questa tipologia, protagonista del Convegno 'Il Vin Santo fra tradizione e innovazione” ospitato nella sala degustazione dell'Azienda Aagricola Dal Maso a Selva di Montebello nel corso del quale, sono stati presentati alla stampa i risultati del progetto di miglioramento e caratterizzazione del Vin Santo, cui si vuole far recuperare identità e tipicità. Frutto dell'impegno decennale del Consorzio tutela vini Doc Gambellara e di alcuni imprenditori vitivinicoli, particolarmente lungimiranti.

A coordinare il progetto è stato chiamato Angiolino Maule, noto viticoltore di Gambellara, che ha illustrato le linee guida della sperimentazione; particolarmente interessante si è rivelato l'intervento di Roberto Ferrarini, docente di Enologia all'Università di Verona che ha illustrato i profili sensoriali analitici e tecnologici del prodotto, prima di procedere alla degustazione alla cieca del Vin Santo più rappresentativo, scelto tra le annate 2002, 2003, 2004, e 2006.

Denominatore comune che consacra questo nuova tipicità è il fatto che il Vin Santo di Gambellara deve essere legato al territorio e come tale 'identificato”. I presenti hanno quindi potuto degustare alcuni campioni del Vin Santo non ancora in commercio, frutto di un appassimento non troppo prolungato, ma di un lungo riposo nei piccoli caratelli.

Quale è la profumazione tipica del Vin Santo? Il sapore, come dichiarano gli enologi, deve essere dolce, ma non esagerato; il profumo richiama vini importanti e corposi come i grandi Armagnac.

Il filo conduttore dell'incontro si è identificato con il recupero della tradizione, essendo il Vin Santo di Gambellara un vino tipico che appartiene alla storia del territorio, come ha sottolineato il presidente del Consorzio  Zonin, e il «progetto di caratterizzazione va proprio nella direzione di recuperare questa antica tradizione e eliminare, una volta per tutte, possibili confusioni con il Recioto».

Nel pomeriggio, infine, alla presenza di un pubblico numeroso, si è svolta la cerimonia di spremitura dei migliori grappoli di uva Garganega; i figuranti in costume anno sfilato lungo le vie cittadine fino a raggiungere la piazza, dove svettava un antico torchio in legno. Qui, come da secoli si ripete, sono stati pigiati i grappoli, alla presenza di una madrina d'eccezione, Adua Villa, noto volto televisivo e sommelier della trasmissione di Rai 1 'La prova del Cuoco”.


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