RAVELLO (SA) - Sono 22 milioni gli italiani che consumano vino almeno una volta alla settimana e di questi il 94% beve vini rossi e il 59% anche vini bianchi. L'89% conosce almeno un nome di vino rosso e il più citato è il Barbera, mentre lo Chardonnay prevale tra i bianchi. è quanto è emerso dalla ricerca condotta da Gfk Eurisko per conto di Territori diVini - il progetto di filiera finanziato dal ministero delle Politiche agricole a cui aderiscono il Consorzio per la tutela dell'Asti Docg, il toscano Consorzio vino Chianti Classico Docg e l'Uvive, Unione consorzi vini veneti Doc - presentata a Ravello sabato scorso, nel corso in un'altra fortunata tappa di quel viaggio di promozione intrapreso da questa realtà con l'obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza in Italia e all'estero del pregio dei vini dei loro territori. Due indagini parallele, su campioni rappresentativi di consumatori di vino (1600 casi) e di spumante (800 casi) al fine di rilevarne il profilo, le abitudini di consumo e di acquisto, la notorietà dei maggiori vini e spumanti italiani.

Vediamo i risultati più interessanti: la ricerca rivela che tra i criteri di scelta del vino abitualmente acquistato, prevalgono il gusto, seguito dalla regione di produzione, dal fatto che sia Doc o Docg (criteri giudicati particolarmente importanti per i vini rossi) seguiti dal vitigno e dalla cantina. Il Piemonte (46%) e la Toscana (45%) - vengono indicate dai consumatori italiani come le due regioni migliori nella produzione di vini rossi seguite da Sicilia, Veneto, Puglia ed Emilia. Per i bianchi prevale il Veneto (33%) seguito da Piemonte, Trentino, Sicilia e Friuli. Per quanto concerne gli spumanti, gli italiani che li consumano in modo non sporadico (ovvero almeno 5-6 volte all'anno) sono poco circa 9 milioni: tra i dolci l'Asti (31%) risulta di gran lunga al primo posto (31%) seguito dal Moscato (11%) e Brachetto (6%). Tra i secchi prevale il Prosecco (12%), seguito da Pinot/Pinot Chardonnay (8%) e dal Cartize (3%).

Piuttosto marcata la differenza per quanto riguarda il luogo di acquisto: per entrambe le tipologie prevale nettamente l'acquisto presso la grande distribuzione ma per lo spumante secco è più accentuato anche l'acquisto in enoteca (26%) e direttamente dal produttore (18%). Come per il vino anche per lo spumante sono soprattutto i consigli degli amici esperti e dei produttori a essere tenuti in considerazione seguiti da quanto raccomandato dalle guide, dai venditori e dai ristoratori. Il Piemonte (57%) è indicato come la regione che produce i migliori spumanti dolci mentre tra i secchi prevale il Veneto (38%) seguito da Piemonte e Lombardia. Netta la differenza per destinazione di consumo: più adatti all'aperitivo i veneti, più adatti al dessert i piemontesi.

 Dalla carta alla tavola, sabato le eccellenze più rappresentative di Asti, Chianti e Uvive sono state protagoniste di una degustazione riservata alla stampa e agli operatori del settore, che ha contato oltre un centinaio di presenze.

Grande successo anche per la serata di gala presso il ristorante Rossellinis (2 stelle Michelin) dell'Hotel Palazzo Sasso, che le ha viste esaltate da un inedito tris di talenti: la tradizione della cucina salernitana dello chef di casa, Pino Lavarra, la creatività dei sapori trentini di Peter Brunel (Ristorante Chiesa di Trento), le ricette di Tino Vettorello, Ristorante Tino, Treviso, che ha proposto alcuni must della cucina veneta.

Grandi plausi anche per il momento musicale che Territori diVini ha dedicato ai suoi ospiti nel duomo di Ravello quale tributo al Ravello festival, la manifestazione nata nel 1953 per commemorare il settantesimo anniversario della morte di Wagner,  sono stati tutti per l'Orchestra accademia di San Giorgio, Venezia. Le sinfonie di F.J. Haydn, F. Mendelssohn e R. Wagner mirabilmente interpretate sotto la direzione di Alessandro Tortato, noto direttore d'orchestra veneziano con alle spalle un percorso di studi al fianco di nomi insigni quali Kuhn, Maag, Gelmetti, Ahronovitch, Karabtchevsky e Panula.