Antonio CarpenèCONEGLIANO (TV) - Laurea ad honorem in Viticultura enologia e mercati vitivinicoli per Antonio Carpenè (nella foto), capostipite della dinastia attualmente al timone della storica casa spumantistica di Conegliano. L'Università di Padova, congiuntamente con il ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, ha scelto di fregiare il 'Signore del Prosecco” del titolo tradizionalmente conferito a chi per la sua attività si è distinto in modo particolare.

«Ad Antonio Carpenè va il riconoscimento per la lunga opera di ricercatore innovativo e di imprenditore illuminato - afferma il rettore dell'Università di Padova, Vincenzo Milanesi, nella motivazione del conferimento - personalità di spicco dell'enologia italiana e internazionale. Se il Prosecco ha raggiunto i ragguardevoli traguardi di affermazione sia sui mercati nazionali sia su quelli internazionali un merito importante va riconosciuto ad Antonio Carpenè. Tra i meriti a lui riconosciuti, quello di aver dedicato già a partire dagli anni Trenta, grande attenzione alla ricerca sul metodo Charmat, sul perfezionamento della tecnologia degli spumanti aromatici e sul miglioramento delle tecniche di vinificazione. Antonio Carpenè - prosegue il rettore - è stato ed è tuttora una figura determinante non solo per la crescita sul mercato dell'azienda di famiglia Carpenè Malvolti, ma anche per l'immagine dell'intero territorio. è stato infatti tra gli 11 fondatori, nel 1962, del Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene che hanno proposto a suo tempo un disciplinare di produzione con il quale è stato ottenuto dal ministro dell'Agricoltura, il riconoscimento di Conegliano e Valdobbiadene come unica zona Doc di produzione del Prosecco e del Superiore di Cartizze».

Al termine della cerimonia di consegna della Laurea ad Honorem, il coro del Concentus Musicus Patavinus, intonerà il 'Gaudeamus igitur” sotto la direzione del maestro Antonio Bortolami.

Nato a Conegliano (Tv) il 28 settembre del 1913, Antonio Carpenè ha da sempre nelle vene una passione particolare per la vitivinicoltura e l'enologia, trasmessagli dal padre e dal nonno, primo fondatore dell'azienda. Entrato nell'azienda di famiglia nel 1939, ha dedicato tempo ed energie alla messa a punto di un nuovo sistema di fermentazione, lo Charmat che, opportunamente modificato perfezionando la tecnologia degli spumanti aromatici, si presentava come il più indicato per salvaguardare aroma e finezza di alcuni vini italiani tra cui il Prosecco. Se la Carpenè Malvolti è stata la prima azienda ad adottare la rifermentazione in autoclave, il suo uomo d'oro è stato a sua volta pioniere di scelte coraggiose, con le quali ha contribuito a un maggiore sviluppo della spumantistica italiana e alla sua affermazione commerciale, già a partire dagli anni Cinquanta e fino agli anni Ottanta quando ha dato un prezioso apporto studiando la messa a punto di macchinari di nuova concezione.

A lui si deve anche la valorizzazione di un'acquavite caratteristica della zona veneta-pedemontana, 'la grappa” le cui peculiarità erano prima sconosciute e si impegnò affinché la grappa venisse, come poi avvenne, riconosciuta 'Acquavite tipica italiana”. Autore di vari scritti, nel 1967 è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica e nel 1979 è diventato Cavaliere del lavoro. Per la sua opera di innovazione dell'industria enologica è stato insignito del Grappolo d'oro dell'Associazione enotecnica italiana di Milano nel 1970 e del Premio Marescalchi dell'Accademia del vite e del vino nel 1981 e nel corso degli anni, proprio per il suo ruolo di primo piano ha ricoperto numerosi incarichi a livello nazionale e internazionale. Dalla Scuola enologica di Conegliano all'Unione internationale des Oenologues di Parigi.