Solo vino europeo nei vermouth
Bloccata la possibilità di utilizzare vino extracomunitario per la preparazione dei vini aromatizzati. Soddisfatto il ministro Zaia: «Il dissenso delle 5 delegazioni ha impedito di raggiungere la maggioranza necessaria per l'adozione del nuovo regolamento. Un risultato comunque da vigilare»
«L'Italia è un importante produttore di vini aromatizzati, come i vermouth, che vengono in larga parte elaborati utilizzando vini prodotti nel meridione. Grazie all'impegno diplomatico della delegazione italiana e all'appoggio di altri Paesi europei, abbiamo bloccato la possibilità di utilizzare vino extracomunitario per la preparazione dei vini aromatizzati. Per ora resta quindi riservata al vino europeo un'importante filiera, con piena garanzia per la qualità del prodotto e a tutela degli interessi e delle aspettative dei consumatori e dei produttori del nostro Paese».Lo ha annunciato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia. Attualmente la normativa europea prescrive che gli operatori possano utilizzare soltanto vino comunitario nella preparazione dei vini aromatizzati: una limitazione che la Commissione europea aveva però proposto di far cadere, ammettendo anche l'utilizzo di vino extracomunitario.
A bloccare l'iter della proposta della Commissione è stato il Comitato speciale agricoltura (Csa) dell'Unione europea, per effetto dell'iniziativa della delegazione italiana che - unitamente a Francia, Spagna, Germania e Austria - si è espressa contro tale innovazione. «Il dissenso delle cinque delegazioni - ha spiegato Zaia - ha impedito alla Commissione di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per l'adozione del nuovo regolamento, ma occorre continuare a vigilare perchè il risultato non venga mutato in un secondo tempo».
L'esito raggiunto infatti non può ancora essere considerato definitivo perchè è possibile che ora la Commissione cerchi bilateralmente di far mutare posizione alle delegazioni dei Paesi che si sono espressi contro l'adozione del nuovo regolamento.
Fonte: Agi

