Standing ovation a Soave per il “Fiore” dell'enologo Nicolosi
Agli oltre cento degustatori il “Fiore” Bianco Superiore “Etna Doc” proposto a “Vulcania 2009” di Soave ha strappato un entusiastico applauso, una vera e propria “standing ovation”, perchè in buona sostanza è stata premiata, tra i numerosi vini, l’assoluta eccezionalità del prodotto presentato
Non mi è successo molto spesso, nella mia ormai lunga carriera di enocurioso, di coinvolgere un giovane produttore (enologo) entusiasta del suo lavoro in una presentazione di un suo prodotto convincendolo a superare una naturale ritrosia dettata tanto da una rigida educazione familiare quanto, e ancor più, da un'istintiva tendenza al riserbo e alla modestia.
Per la verità, sull'Etna (perchè è di questo territorio che stiamo parlando) è invalso da sempre, nei confronti della comunicazione e della promozione, un atteggiamento riservato e che potremmo definire comune a tutte le realtà di montagna, dove le difficoltà ambientali e la scarsezza delle produzioni sono un deterrente severo e quasi ineludibile nei confronti di ambiziosi voli pindarici.
Un grandissimo vino Bianco Superiore come quello della Doc Etna nata ormai più di quarant'anni fa e riservata alla vinificazione delle uve di Carricante, un vitigno autoctono che ben si è adattato a un habitat severo come le quote comprese fra i 600 e i 1000 metri della Montagna, deve la sua qualità non solo alle caratteristiche ampelogiche e climatiche ma anche a una situazione pedologica in continua evoluzione dai tempi di Polifemo in qua...Sì, perchè si fa un bel dire, come è stato detto di recente al piacevole incontro 'Vulcania 2009” di Soave, che i vini vulcanici sono in tutto il mondo 'e sono il frutto di civiltà sviluppatesi intorno ai vulcani a causa della fertilità dei suoi suoli e della qualità e ricchezza delle acque (A. Scienza) ' ma è altrettanto vero che molte, per non dire quasi tutte le situazioni si sono avute cristallizzazioni nel tempo venendo così a mancare quelle caratteristiche di giovanile e quasi ingenua freschezza che dimostrano i vini del Mongibello dove il ricambio pedologico si manifesta come una sorprendente realtà pressochè quotidiana.
Fragrante freschezza e ben modulata persistenza gusto-olfattiva che si sono mostrate in tutta la loro affascinante realtà durante la degustazione del 'Fiore” Bianco Superiore 'Etna Doc” 2001 dell'Azienda Nicolosi Asmundo di Villagrande, conservato in preziose bottiglie magnum. Agli oltre 100 degustatori, di cui una quarantina giornalisti esperti di settore, il vino proposto ha strappato un entusiastico applauso, una vera e propria 'standing ovation”, perchè in buona sostanza è stata premiata l'assoluta eccezionalità del prodotto presentato, anche se messo a confronto con tutto il parco dei prodotti offerti in degustazione e provenienti da ben 4 nazioni diverse. Il giovane enologo Marco Nicolosi (a destra nella foto) ha sapientemente giocato dialetticamente con i parametri territoriali e climatici sorvolando sui particolari meriti aziendali e sulle qualità del vitigno: la qualità - secondo il produttore - nasce dal duro lavoro quotidiano, dal rispetto ambientale e da quell'indefinibile fil rouge che lega la montagna ai suoi abitanti.
Per la verità, sull'Etna (perchè è di questo territorio che stiamo parlando) è invalso da sempre, nei confronti della comunicazione e della promozione, un atteggiamento riservato e che potremmo definire comune a tutte le realtà di montagna, dove le difficoltà ambientali e la scarsezza delle produzioni sono un deterrente severo e quasi ineludibile nei confronti di ambiziosi voli pindarici. Un grandissimo vino Bianco Superiore come quello della Doc Etna nata ormai più di quarant'anni fa e riservata alla vinificazione delle uve di Carricante, un vitigno autoctono che ben si è adattato a un habitat severo come le quote comprese fra i 600 e i 1000 metri della Montagna, deve la sua qualità non solo alle caratteristiche ampelogiche e climatiche ma anche a una situazione pedologica in continua evoluzione dai tempi di Polifemo in qua...Sì, perchè si fa un bel dire, come è stato detto di recente al piacevole incontro 'Vulcania 2009” di Soave, che i vini vulcanici sono in tutto il mondo 'e sono il frutto di civiltà sviluppatesi intorno ai vulcani a causa della fertilità dei suoi suoli e della qualità e ricchezza delle acque (A. Scienza) ' ma è altrettanto vero che molte, per non dire quasi tutte le situazioni si sono avute cristallizzazioni nel tempo venendo così a mancare quelle caratteristiche di giovanile e quasi ingenua freschezza che dimostrano i vini del Mongibello dove il ricambio pedologico si manifesta come una sorprendente realtà pressochè quotidiana.
Fragrante freschezza e ben modulata persistenza gusto-olfattiva che si sono mostrate in tutta la loro affascinante realtà durante la degustazione del 'Fiore” Bianco Superiore 'Etna Doc” 2001 dell'Azienda Nicolosi Asmundo di Villagrande, conservato in preziose bottiglie magnum. Agli oltre 100 degustatori, di cui una quarantina giornalisti esperti di settore, il vino proposto ha strappato un entusiastico applauso, una vera e propria 'standing ovation”, perchè in buona sostanza è stata premiata l'assoluta eccezionalità del prodotto presentato, anche se messo a confronto con tutto il parco dei prodotti offerti in degustazione e provenienti da ben 4 nazioni diverse. Il giovane enologo Marco Nicolosi (a destra nella foto) ha sapientemente giocato dialetticamente con i parametri territoriali e climatici sorvolando sui particolari meriti aziendali e sulle qualità del vitigno: la qualità - secondo il produttore - nasce dal duro lavoro quotidiano, dal rispetto ambientale e da quell'indefinibile fil rouge che lega la montagna ai suoi abitanti.

