Antonio Dacomo e a destra lo chef Vittorio FusariIn vino veritas, detto latino che allude alla facoltà del liquore bacchico capace di sciogliere in noi i freni inibitori, col risultato di perdere il controllo delle nostre azioni, dire e fare tutto quello che, in una condizione di sobrietà, non si direbbe e non si farebbe. Film, commedie, racconti, romanzi, contengono a iosa imbarazzanti situazioni analoghe, e, forse, ne possiamo annoverare anche nella nostra storia privata… ma non a questo tipo di verità alludeva la serata "Franciacorta con l'intruso - Cinque grandi bollicine a confronto abbinati a cinque grandi portate del cuoco Vittorio Fusari", tenuta il 17 giugno presso il noto ristorante Dispensa pane e vini in Franciacorta a Torbiato di Adro (Bs).

Si è trattato infatti di una degustazione guidata dal sommelier Antonio Dacomo, presidente Ais del Piemonte,  con lo scopo di scoprire il prodotto estraneo al territorio franciacortino. In palio un premio molto goloso, una cena omaggio per due, s'intende presso lo stesso ristorante. è stata un'anteprima di una serie di serate analoghe, dove si affronteranno vini sempre diversi, che avrà inizio durante la stagione autunnale, in data da destinarsi. Davvero una gradevolissima serata in cui Patrizia Ucci, moglie dello chef Vittorio Fusari, e Antonio Dacomo (nella foto, sulla sinistra, con Vittorio Fusari) hanno animato piacevolmente il convivio, l'una con la vivacità delle domande e dei commenti, l'altro con la competenza e il savoir faire.

Ed ecco l'attraente menu:

• Filetto di triglie con caponatina di verdure
• Vitello tonnato
• Zuppa di monococco al nero di seppia, tartare di gamberi e crema di mozzarella e basilico
• Parmigiana di melanzane
• "La Milanese"
• Insalata di frutta, sorbetto

a cui sono stati abbinati in ordine i quattro Franciacorta, e l'Intruso (ad eccezione del dessert). Il gruppo dei partecipanti, tra cui vari produttori locali di "bollicine", dopo aver inteso la spiegazione del regolamento e una descrizione delle varie tipologie di questo famoso Docg, si è dedicato totalmente, impegnando al massimo papille gustative e recettori olfattivi, all'ineluttabile dovere per superare una prova che si annunciava in tutta la sua piacevolezza.

L'atmosfera conviviale dell'inizio, man mano si dipanava il tempo e cibi e vini si susseguivano, è andata sempre più riscaldandosi, perché queste sono le situazioni in cui un "semplice" calice di vino può avviare una discussione e un dibattito spesso infiniti. Dopo la consegna delle schede di valutazione con espresso quale dei vini potesse essere l'intruso e a quali cantine e tipologie potessero appartenere i veri Franciacorta, si è scatenata un'accesa ma  corroborante discussione cui ha messo fine l'intervento di Antonio Dacomo, svelando l'identità dei "bollicine" e, naturalmente, quella attesissima dell'intruso. Questo l'ordine di servizio: Boschedor Millesimato Extra Brut 2004 di Bosio (Timoline di Cortefranca), l'intruso Millesimo 2005 Extra Brut Millesimato di Pratello (Padenghe del Garda), Gran Cuvèe Brut Millesimato 2004 di Bellavista (Erbusco), Dosage Zéro 2004 Extra Brut di Cà del Bosco (Erbusco), Collezione Brut 2004 di Cavalleri (Erbusco).

Non sono mancati, come ad ogni degustazione alla cieca che si rispetti, lo stupore dei partecipanti, che certamente sarà ancora motivo di dibattiti e discussioni, delusioni e sorprese, perché, come recita il detto in vino veritas, libero dal benché minimo condizionamento, ogni vino possa comunicare ai sensi del degustatore le sue verità, beninteso se "l'ascoltatore" possiede un buon "udito".  Tutto l'insieme si rivela fonte di utilità culturale e formativa e occasione di trascorrere un po' di tempo in buona compagnia di amici. E, per le prossime occasioni, buon divertimento e buona degustazione!