L'annata 2005 del Barolo è dedicata a Enrico Salza, Presidente del ccnsiglio di gestione di Intesa Sanpaolo dal gennaio 2007. Già presidente della Camera di Ccmmercio di Torino e dell'Unioncamere Piemonte, Enrico Salza è stato tra l'altro Vice residente e amministratore delegato de Il Sole 24 Ore dal 1971 al 1989, nonché consigliere della Compagnia di San Paolo. Enrico Salza èstato scelto quale testimonial dell'annata non solo per l'elevata serietà e competenza con cui ha operato e opera nell'economia – si legge in un comunciato - ma anche in virtù del suo carattere piemontese che, come il Barolo, lo rende riconoscibile e apprezzato in tutto il mondo.

Le etichette delle bottiglie di Barolo annata 2005 sono state realizzate da Beverly Pepper, conosciuta per le sue sculture in acciaio di forma incava e geometrica. Beverly Pepper è un'artista poliedrica che nel corso della sua carriera si è dedicata alla pittura, all'intaglio del legno e alla lavorazione dell'argilla e del bronzo. Statunitense, fin dagli anni Cinquanta è di casa in Italia, dove ha vissuto e realizzato diverse opere.

Ed adesso veniamo al Barolo 2005, così come descritto dall'enologo Armando Cordero. Il colore rosso rubino mediamente intenso con ampi riflessi granata denota una giovinezza non ancora sfiorata dagli effetti dei primi tre anni di maturazione. Ad oggi il Barolo 2005 si presenta denso e brillante, con una spiccata forza alcolica e una buona presenza di sostanze estrattive. Il bouquet racconta di sentori delicati di frutta matura, sottobosco e leggera vaniglia. Menta e spezie dolci completano la gamma delle sensazioni olfattive. In bocca si prova una prima percezione di calore intenso e piacevole; quasi dolce nonostante la presenza importante e marcata di tannini maturi che si legano bene alla spiccata sapidità che completa la forza del vino. Ottimo il lento percorso evolutivo che promette e garantisce una grande longevità e ulteriori trasformazioni, in positivo, delle pur già notevoli, complesse sensazioni olfattive e gustative. Vino di grande struttura, molto equilibrato e giustamente armonico. Finale austero e imponente.

Il Barolo è frutto delle uve del Nebbiolo, uno storico vitigno piemontese. Storico perchèil primo riferimento dell'uva 'Nibiol” èdel 1268 nell'Elenco dei vini fatti d'Ordine del Castellano di Rivoli ; una descrizione specifica del Nebbiolo compare nel 1305, mentre negli statuti del Municipio di La Morra (uno dei comuni della Langa del Barolo) redatti alla fine del 1400 il vitigno ècitato relativamente al 'sistema di allevamento delle viti”.

Nel 1606 G.B Croce, gioielliere con la passione del vino, definiva il Nebbiolo come 'la regina delle uve nere”, in quegli anni pero' non si parlava ancora di un tipo di vino chiamato con lo stesso nome del paese. Ma i veri estimatori del Barolo e quelli che in un modo o nell'altro lo hanno aiutato a crescere e a consolidarsi sono stati la Marchesa di Barolo, Giulia Falletti, Camillo Benso Conte di Cavour ed i Savoia

Ed ancora l'enologo Louis Oudart, il generale-enologo PierFrancesco Staglieno ed il capo cuoco di casa Savoia, Giovanni Vialardi. Da allora ad oggi di strada il Barolo ne ha fatta parecchia. Molte sono state le leggende, le storie che si sono tramandate su questo personaggio, perchèdi personaggio si tratta. Per tornare in epoca piu' recente nel 1903 l'Ufficio Agrario provinciale di Cuneo pubblicava la prima limitazione delle zone di origine dei vini albesi, nel 1908 si costituiva a Barolo una 'Associazione per la tutela del Barolo contro le frodi e false indicazioni”

Nel 1927 fu costituito il 'Consorzio di Tutela” e nel giugno dello stesso anno la Gazzetta Ufficiale aveva pubblicato il 'Decreto sui vini tipici” nel quale si delimitava la zona del Barolo.  Periodo buio quello del ventennio fascista, Mussolini non era un bevitore, ed il regime ha privilegiato l'agricoltura intesa come produzione di grano ed i contributi sia tecnici che legislativi per la viticoltura furono molto scarsi.

Nel 1966 il Barolo ha ottenuto la denominazione d'origine controllata e nel 1980 la denominazione d'origine controllata e garantita. Undici sono i paesi che fanno parte della zona di produzione: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga, La Morra, Novello, Monforte, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Roddi e Cherasco.

 

Il Castello di Barolo, acquistato dal comune nel 1970, ospita nelle antiche cantine l'Enoteca Regionale del Barolo, nata nel 1982 con lo scopo di promuovere e tutelare l'immagine di questo vino e del suo territorio soprattutto attraverso iniziative e manifestazioni culturali.

E ben presto sarà allestito anche un avanguardistico ed interattivo Museo del vino, progettato dall'architetto svizzero François Confino, autore dell'innovativo Museo del Cinema di Torino.Le suggestive cantine marchionali ospitano i vini degli oltre 180 produttori aderenti.

L'Enoteca Regionale organizza ogni anno, a maggio, la presentazione dell'ultima annata, che viene dedicata di volta in volta a personaggi della cultura, dello spettacolo, della cucina, della moda e della ricerca.

 

Barolo 2005
Da domenica 31 maggio a sabato 6 giugno: Cantine dell'Enoteca del castello Barolo
Da giovedi 4 giugno a sabato 6 giugno: Palazzo Barolo a Torino
Giovedi 4 giugno: Roma Grand Hotel 'Marriot Flora”