Due sponde opposte, due diversi consorzi, ma un unico grande prodotto. Se chiedessimo cosa accomuna la sponda bresciana e quella veronese del Benaco, meglio conosciuto come Lago di Garda, di certo non verrebbe istintivo rispondere 'Chiaretto”. Eppure sembra proprio che le recenti vicissitudini sorte a seguito del tentativo da parte della comunità europea di autorizzare la realizzazione di vini rosè ottenuti dalla miscelazione di rossi e bianchi abbiano decisamente accorciato qualunque distanza. I Consorzi di tutela del Bardolino e quello del Garda Classico in occasione dell'ultimo Vinitaly unirono le forze per una petizione in opposizione al progetto. Un affronto alla storia e alle classicità dei rosé del Garda.

Da quel primo 'incontro” si è passati poi, il mese scorso, ad una vera e propria uscita 'ufficiale” con la presentazione congiunta a Milano in occasione della manifestazione Drink Pink.

Ma quali sono le affinità e le differenze dei Chiaretti delle due riviere del Garda? Entrambi nascono sulle colline moreniche create dai ghiacciai che formarono il lago: sono questi suoli che donano ai vini la loro appagante freschezza gustativa. Entrambi si caratterizzano per i piacevoli aromi di frutti di bosco e di spezie fini. Diverse sono le uve d'origine: per il Bardolino prevale la Corvina, per il Garda Classico il Groppello. Diversi anche i numeri: il Garda Classico Chiaretto è prodotto in meno di mezzo milione di bottiglie l'anno, il Bardolino Chiaretto supera gli otto milioni e mezzo di bottiglie.

E come finiscono queste bottiglie sulle tavole? La consuetudine vuole il Chiaretto come vino ideale da abbinare ai piatti di pesce di lago: come dire, un perfetto trionfo territoriale. Non da oggi tuttavia ristoratori, gourmet ed appassionati si sono resi conto delle straordinarie caratteristiche di versatilità del Chiaretto, di come la sua personalità ricca di sfaccettature sia in grado di adagiarsi a perfezione fra le pieghe dei sapori più disparati.

 Da vino di grande gioventù e di grande freschezza, preferisce accompagnarsi a prodotti altrettanto giovani e freschi. Tipico vino estivo, il Chiaretto si accosta in maniera eccellente con i classici piatti della stagione calda, come il prosciutto e melone o con l'insalata caprese (mozzarella, pomodoro e basilico). Tra i primi, dove la preferenza andrà a piatti con base di pomodoro, la cui acidità crea il giusto contrasto con la freschezza del vino.

Ma è positivo anche l'accostamento a piatti della tradizione, sia bresciana che veneta. Fra i secondi si accompagna sia con il pesce che con le carni, in particolar modo con animali da cortile ma anche con carni rosse grigliate.

Le schede

 GARDA CLASSICO CHIARETTO
ZONA DI PRODUZIONE E UVE
Vero e proprio 'vino di territorio”, in quanto tipicità che risponde ad una particolare tecnica produttiva e stilistica elaborata nel tempo sulla riviera gardesana e sulle colline della Valtènesi, il Chiaretto Garda Classico Doc nasce da quattro uve rosse, con in primo piano l'autoctono Groppello, una vera rarità enologica presente ormai solo sulla riva bresciana del Garda; vi si aggiungono, secondo tradizione, piccole quantità di Barbera, Marzemino e Sangiovese.

COME SI PRODUCE
Viene sottoposto ad un metodo di lavorazione molto singolare (metodo Pompeo Molmenti), che consiste nel mantenere le bucce a contatto con il mosto in fermentazione per una durata limitata di tempo: non per niente un gruppo di produttori lo definisce in etichetta come 'Il Vino di una Notte”, come da marchio registrato. Tale procedimento consente di non caricare eccessivamente il colore ed ottenere un prodotto dalle tonalità rosa delicate ed inconfondibili, che si differenzia radicalmente dagli altri rosati per la florealità del suo bouquet, per le intriganti fragranze di piccolo frutto (in particolare la fragolina di bosco) e per la freschezza tipica delle produzioni gardesane, che unita alla struttura spesso sorprendente ne fa un vino adatto ad un ampio ventaglio di accostamenti.

 BARDOLINO CHIARETTO
ZONA DI PRODUZIONE E UVE
Il piacevole ambiente della zona di produzione del 'Bardolino Chiaretto Doc” è quella del territorio Gardesano veronese ricoperto da vigneti ed olivi che si ergono sulle verdi colline. I vitigni che concorrono a produrre il Bardolino Chiaretto Doc sono: Corvina veronese (cruina o corvina) 35-65%; Rondinella 10-40%; Molinara, Rossignola, Barbera, Sangiovese, Marzemino, Merlot, Cabernet Sauvignon da soli o congiuntamente per un massimo del 20% con limite massimo del 10% per singolo vitigno.

COME SI PRODUCE
è necessario vegliare il mosto per separarlo dalla buccia al momento ideale di assorbimento dei profumi e del colore. La vinificazione in rosa delle uve rosse è figlia della tradizione locale e della profonda conoscenza delle caratteristiche delle uve. Segue una fermentazione accurata a temperatura controllata per mantenere i profumi caratteristici delle uve. Il 'Bardolino Chiaretto Doc” spumantizzato con i metodi a fermentazione naturale può essere designato 'Spumante Brut”, il primo del genere in Italia. Il suo colore brillante delicato, seducente con sfumature di rose che vanno dal petalo di rosa, al rosa corallo, rosa salmone per sfumare dopo un anno di conservazione in una tonalità di rosa antico. Il profumo è spiccatamente floreale, di rosa, di glicine ed altri fiori primaverili. Il sapore è piacevolissimo e fresco.

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