Ottavia Bortolomiol, Antonello Colonna e due delle sorelle BortolomiolROMA - Portare il Prosecco da prodotto locale delle colline di Valdobbiadene a spumante prestigioso alla conquista del mondo: oggi, dopo sei decenni, si può dire pienamente realizzato il sogno ambizioso di Giuliano Bortolomiol, maestro del metodo Martinotti-Charmat, pioniere del Prosecco Brut e tra i fondatori nel 1946 dell'omonima Confraternita. Lui non c'è più, ma la sua azienda è rimasta in buonissime mani, tutte femminili: quelle delle quattro figlie Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana e della moglie Ottavia che hanno voluto celebrare i 60 anni dell'azienda con una grande festa a Roma, all'Open Space di Antonello Colonna.

 «Anche se la nostra storia in vigna affonda le sue radici a metà Settecento con il capostipite Bartolomeo Bortolomiol, - dice Elvira, oggi vicepresidente del consorzio di tutela del Prosecco Doc di Conegliano e Valdobbiadene- è con mio padre Giuliano, nel dopoguerra, che si può parlare di una moderna azienda spumantistica». La storia della famiglia e degli uomini e delle donne che hanno amato e lavorato quei vigneti dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale è tutta nel libro scritto da Ettore Gobbato  «Giuliano Bortolomiol - Il sogno del Prosecco», (Veronelli editore).

La successiva conduzione in rosa ha codificato gli insegnamenti del patriarca aggiungendo moderni criteri nella gestione del lavoro in vigna, in cantina e in settori come il marketing, la comunicazione, le sponsorizzazioni sportive e l'attenzione per il sociale. Da tempo la famiglia partecipa al Progetto Wine for life con la Comunità di S.Egidio ed è impegnata in Africa nella ricerca e nella cooperazione agricola. L'azienda di Valdobbiadene produce bollicine nelle diverse tipologie, dal Brut al Dry fino al Demi Sec, con importanti cuvée speciali e prodotti più tipici come i Frizzanti ed il Prosecco Tranquillo. Immancabile, poi, un buon rosso del Piave.

 Le loro etichette sono state degustate durante la cena preparata dallo chef di Labico, degna di una grande occasione: Vellutata di patate all'olio di oliva, frutti di mare e taccole croccanti, Maccheroni con guancetta di baccalà alla romana, Rombo in confit, calamaretti e guazzetto allo zenzero, Cheese cake con fragoline di Nemi. Ma prima ancora, sulla terrazza del palazzo delle Esposizioni a godersi il ponentino, gli invitati avevano gustato il classici finger food di Colonna, raffinato interprete della cucina romana: Arancini di riso, Polpette di gricia e Micro-panini con porchetta, il tutto insieme a calici di freschissime bollicine Bortolomiol.

Si è parlato di passato, del sogno del capostipite realizzato ma anche del futuro: «Il prossimo obiettivo per noi e per gli altri produttori della zona - dice ancora Elvira - è di conseguire la Valdobbiadene e Conegliano Docg. Un passo fondamentale che deve rappresentare uno stimolo per noi vignaioli e una garanzia per i consumatori». E c'è anche un'altra cosa da realizzare a casa Bortolomiol (la sede produttiva nella foto a destra): trasformare con un complesso restauro un'antica filanda di Valdobbiadene in un Centro culturale ed enogastronomico dedicato al Prosecco. Nella zona fin dal 1600 era fiorente, per volontà della Serenissima, l'allevamento del baco da seta, un'attività, anche questa, tutta al femminile.