Guido GuardigliL'agronomo Guido Guardigli (nella foto) è stata la prima persona, non del territorio, a credere nel Sagrantino. Nei primi anni Novanta era alla ricerca di una zona in Umbria dove fare un investimento per l'azienda agricola che allora dirigeva e la trovò a Montefalco (Pg). Il Sagrantino, oggi varietà principe, era allora praticamente sconosciuto. Guardigli, andato nel frattempo in pensione, acquistò quindi una tenuta di una ventina di ettari, la Perticaia (dal nome di un vecchissimo aratro) e che oggi produce centomila bottiglie ogni anno mentre nel 2003 sono entrati in produzione i vigneti che aveva piantato nel 2000 dopo aver spiantato i vecchi perché costruiti con criteri ormai superati. I suoi vini, frutto della sua esperienza e il cui segreto principale è nella territorialità che esprimono, sono stati proposti alla stampa di settore al ristorante 'Al Pont de Ferr” di Milano.

Il primo vino ad essere degustato è stato il Trebbiano Spoletino  Igt 2008, un bianco prodotto con il particolare clone locale del noto vitigno coltivato nell'area fin dal XV secolo. Poi è stata la volta del Montefalco Rosso Doc 2006, prodotto per il 60% da Sangiovese, con il 15% di Sagrantino, quindi Merlot e altri a chiudere il blend.

Poi è arrivato il fiore all'occhiello dell'azienda, il Sagrantino di Montefalco Dogc 2005, un vino di altissimo profilo organolettico e soddisfazione gustativa. Infine il Montefalco Sagrantino Passito Dogc 2005, un vino particolare prodotto anch'esso con uve Sagrantino, che unisce i tipici profumi di frutta rossa matura con note di marmellata di ciliegie e di prugne e sentori speziati e che, all'assaggio, sorprende per la sua dolcezza che equilibra la tannicità tipica del vitigno.