Esordio a Roma del Riesling, il principe dei vini bianchi della Renania Palatinato (Rheinland-Pfals), la regione della Germania più vocata alla vitivinicoltura per il magico equilibrio fra terroir e microclima. Tutt'intorno alla Mosella e ai suoi affluenti, viene definita la 'regione dei vignaioli senza paura dell'altezza” per le pendenze fino al 70%. Le uve selezionate danno vini di struttura, con l'eccellente acidità conferita dall'ardesia dei terreni. Lo sapevano bene anche i Romani che in particolare all'interno della vasta ansa del fiume, quasi un anfiteatro naturale, ottenevano il celebrato 'Calidus Mons” (Monte Caldo).

In Italia arriva solo un milione di bottiglie di vino tedesco l'anno, ma nonostante una cifra così modesta la regione Rheinland-Pfalz ha voluto sfidare gli appassionati del buon bere tricolore presentando per la prima volta al pubblico romano tutta la produzione di 20 aziende. Presenti nomi consolidati come Lucashof, Winter, St.Urban-Hof, Jacob Schneider o Toni Jost e qualche new entry, operanti in 5 zone: Mosel, Pfalz, Reinhessen, Mittelrhein e Nahe. In degustazione tutte le variazioni del Riesling, dal secco al dolce.

 Confermato il successo della categoria di base, il Riesling Kabinett, che pur con una quantità modesta di alcol, il 12%, è ricco nella struttura, fruttato e con piacevole acidità, perfetto per i mesi caldi. Apprezzata tutta la piramide qualitativa del Riesling che va dal vino di qualità fino al Premium con la capsula oro, il grand cru. Relatori il giornalista Steffen Maus, Ulrich Fisher del Centro per l'enologia del Palatinato e Dario Cappelloni del Gambero Rosso. Citatissimo Goethe e il suo elogio al vino «che dà allegria al cuore degli uomini», ma per stare al passo con i tempi il direttore dell'Institut Uwe Reissig ha ricordato che «l'ubriacatura non è colpa del vino ma del bevitore».