«La prima partecipazione di Assobrachetto alla commissione paritetica in Regione? Abbiamo parlato di contributi per la declassazione degli esuberi. Ma anche riso e scherzato. C'è un clima di buona collaborazione generale. Sono fiducioso». Commenta così la partecipazione al summit del 22 aprile scorso Pierluigi Botto, presidente dell'associazione per la rinascita del Brachetto, nata ufficialmente il 16 aprile scorso, nello studio di un notaio di Acqui Terme (Al). Pierluigi Botto e altri 11 viticoltori della zona di produzione compresa nel territorio di 26 comuni tra Astigiano e Alessandrino, hanno presenziato alla creazione dell''Associazione per la rinascita del Brachetto d'Acqui”, che raggruppa 350 fra viticoltori e produttori di vino della zona di produzione compresa tra 26 comuni di Astigiano e Acquese. Per Assobrachetto è stato una sorta di battesimo del fuoco. Al tavolo case vinicole, sindacati agricoli, cantine sociali, convocati a Torino dall'assessore regionale all'Agricoltura della Regione, Mino Taricco.

Ha spiegato Botto a Sdp (Sapori del Piemonte): «Si è parlato soprattutto dei contributi da 750 euro ad ettaro necessari per declassare circa 9 mila ettolitri di vino invenduto nelle annate 2007, 2006 e 2005». A pagare sono stati, per la maggior parte, i contadini 'liberi”. Mancano ancora parte delle cantine sociali e delle aziende private che dovrebbero versare le quote relative al 2008. Poi c'è da regolare il 2009. Un 'tesoretto” da 2 milioni di euro complessivi. Nelle prossime settimane si discuterà anche di rese e prezzi ad ettaro delle uve. Sullo sfondo, però, resta la crisi del vino dolce rosso piemontese che ancora non trova un rilancio adeguato. Si parla di nuove azioni di valorizzazione, il Consorzio, guidato da Paolo Ricagno, ha proposto, non senza qualche perplessità da parte del mondo agricolo, spot tv. Botto annuncia la partecipazione di Assobrachetto ad un'imminente missione in nord Europa insieme ai produttori di Moscato d'Asti. «Proporremo assaggi e abbinamenti in quei mercati». è una prima iniziativa alla quale, si spera, ne seguano altre, in nome di una ripresa di coscienza di settore che, come è accaduto al Moscato, serve a riprendere quota commerciale e dignità professionale.

«Assobrachetto vuole partecipare alla rinascita di questo comparto - avverte Botto - ma non chiamateci 'cobas”. Vogliamo solo partecipare alla costruzione del futuro del Brachetto, insieme al Consorzio, alle aziende, agli enti locali e regionali e a quanti hanno veramente a cuore questo settore». Nasce, dunque, Assobrachetto, mentre il mondo vinicolo collegato a questo prodotto è in pieno fermento. Lo testimoniano la raffica di assemblee e riunioni programmate da consorzio, enti locali e Regione: lunedì l'associazione di sindaci del Brachetto ha convocato i vertici di Consorzio e Assobrachetto; nello stesso giorno, al teatro Ariston di Acqui Terme, dovrebbe esserci un'assemblea di viticoltori convocata dal Consorzio; il 22, come abbiamo detto, è prevista a Torino, un tavolo della commissione paritetica con consorzio, Assobrachetto, organizzazioni di categoria e Regione. Infine il 28 ci sarà l'assemblea annuale del Consorzio. Insomma un aprile caldissimo in vista di una vendemmia 2009 che potrebbe essere ricordata più per i discorsi fuori dal vigneto che per la bontà dei grappoli.

Fonte: Sapori del Piemonte Blog