L'inglese over 35 anni preferisce bere italiano
Gli over 35 e la "generazione Bridget Jones" fa volare il consumo vino d'oltre Manica. Se ne è parlato oggi al convegno organizzato da Fedagri-Confcooperative nell'ambito del Vinitaly di Verona, dal titolo "Private label o marchi di impresa? Strategie della cooperazione per il mercato britannico"
Il 2009 si è aperto con il segno positivo per il vino italiano che arriva oltre Manica: nel mese di gennaio si è registrato un incremento del +12% in valore per un fatturato complessivo di 571 milioni di sterline, a fronte di un incremento del +4% del volume e del +8% del prezzo medio a bottiglia, che arriva a quota 3,91 sterline contro i 3,63 sterline dello stesso periodo del 2008 (dati Nielsen).
Se ne è parlato oggi al convegno organizzato da Fedagri-Confcooperative nell'ambito del Vinitaly di Verona, dal titolo "Private label o marchi di impresa? Strategie della cooperazione per il mercato britannico". Nella GDO britannica, in cui si vende l'80% del vino, è cresciuta la domanda di vini di fascia superiore a 3 sterline(+31%). L'87,6% del vino viene venduto in bottiglie da 75 cl, seguono i bag in box (8,3%), le bottiglie da 1,5 lt (8,3%) e le bottiglie da 25 cl (1,8%). Cresce anche il consumo dei vini bianchi (quota 65,8%, +4% rispetto a gennaio 2008) e dei rossi (25,2%, +4%), vero e proprio boom dei rosè (8,9%, +8%/2008). Diminuiscono i consumi nel canale on trade (ristorazione, -8%) in cui si vende il 20% dei vini per un valore pari al 46% del totale. Si conferma invece il successo del "gastro-pub" che rispetto alle tradizionali birrerie e bar offrono una gastronomia più ricercata accompagnata spesso da vino in bicchiere o bottiglia.
Aumenta il consumo soprattutto tra le donne e gli over 35 benestanti. Secondo recenti studi di mercato, le donne sono in buona parte responsabili degli aumenti, registrati negli ultimi anni, delle vendite di vino.
Le chiamano "generazione Bridget Jones" e sono quelle donne che per il 69% dichiarano di bere occasionalmente del vino, contro gli uomini che si fermano al 62%. Ma il divario si fa assai più ampio in termini di consumo di vini bianchi, in cui a fronte del 69% delle donne che ne dichiara il consumo abituale, gli uomini sono fermi al 31%.
Una cooperativa Fedagri su 3 esporta il suo vino nel mercato britannico, mercato che si posiziona al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi destinatari dell'export del vino cooperativo e al secondo tra i paesi Europei dopo la Germania.
«L'Inghilterra - ha spiegato Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative - è un paese in cui l'agroalimentare, come altri beni di consumi, passa in gran parte per la Grande distribuzione, canale in cui le nostre cooperative vitivinicole sono leader perchè il loro modello imprenditoriale ha prezzo, qualità e volumi per poter essere partner ideale della Gdo».
Il mercato del vino nel Regno Unito vale oggi 4,5 miliardi di euro (+4%/08) per un volume di 12 milioni di ettolitri importati ed un consumo procapite di oltre 27 litri per abitante (+92% dal 1998 al 2007) che si stima possa raggiungere i 28,3 litri procapite nei prossimi 5 anni (USDA UK Wine marketing annual report 2007). Secondo alcuni studi la Gran Bretagna nel 2012 diventerà il primo paese importatore di vini al mondo davanti a Germania, Stati Uniti, Russia e Olanda. Dal 2003 al 2007, le importazioni sono aumentate del 12,4% e si stima continueranno ad aumentare del +6%, tra il 2008 ed 2012.
Nel 2008, gli inglesi hanno bevuto 720 milioni di bottiglie di vino rosso che diventeranno 687 milioni nel 2012. Le bottiglie di vino bianco consumate nel 2008 sono state, invece, 764 milioni, ma dovrebbero diventare 823 milioni nel 2012. Il salto piu' interessante lo faranno i rosati che passeranno dai 70 milioni di bottiglie del 2008 ai 220 milioni, sempre nel 2012.
fonte: Agi
Se ne è parlato oggi al convegno organizzato da Fedagri-Confcooperative nell'ambito del Vinitaly di Verona, dal titolo "Private label o marchi di impresa? Strategie della cooperazione per il mercato britannico". Nella GDO britannica, in cui si vende l'80% del vino, è cresciuta la domanda di vini di fascia superiore a 3 sterline(+31%). L'87,6% del vino viene venduto in bottiglie da 75 cl, seguono i bag in box (8,3%), le bottiglie da 1,5 lt (8,3%) e le bottiglie da 25 cl (1,8%). Cresce anche il consumo dei vini bianchi (quota 65,8%, +4% rispetto a gennaio 2008) e dei rossi (25,2%, +4%), vero e proprio boom dei rosè (8,9%, +8%/2008). Diminuiscono i consumi nel canale on trade (ristorazione, -8%) in cui si vende il 20% dei vini per un valore pari al 46% del totale. Si conferma invece il successo del "gastro-pub" che rispetto alle tradizionali birrerie e bar offrono una gastronomia più ricercata accompagnata spesso da vino in bicchiere o bottiglia.Aumenta il consumo soprattutto tra le donne e gli over 35 benestanti. Secondo recenti studi di mercato, le donne sono in buona parte responsabili degli aumenti, registrati negli ultimi anni, delle vendite di vino.
Le chiamano "generazione Bridget Jones" e sono quelle donne che per il 69% dichiarano di bere occasionalmente del vino, contro gli uomini che si fermano al 62%. Ma il divario si fa assai più ampio in termini di consumo di vini bianchi, in cui a fronte del 69% delle donne che ne dichiara il consumo abituale, gli uomini sono fermi al 31%.
Una cooperativa Fedagri su 3 esporta il suo vino nel mercato britannico, mercato che si posiziona al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi destinatari dell'export del vino cooperativo e al secondo tra i paesi Europei dopo la Germania.
«L'Inghilterra - ha spiegato Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative - è un paese in cui l'agroalimentare, come altri beni di consumi, passa in gran parte per la Grande distribuzione, canale in cui le nostre cooperative vitivinicole sono leader perchè il loro modello imprenditoriale ha prezzo, qualità e volumi per poter essere partner ideale della Gdo».
Il mercato del vino nel Regno Unito vale oggi 4,5 miliardi di euro (+4%/08) per un volume di 12 milioni di ettolitri importati ed un consumo procapite di oltre 27 litri per abitante (+92% dal 1998 al 2007) che si stima possa raggiungere i 28,3 litri procapite nei prossimi 5 anni (USDA UK Wine marketing annual report 2007). Secondo alcuni studi la Gran Bretagna nel 2012 diventerà il primo paese importatore di vini al mondo davanti a Germania, Stati Uniti, Russia e Olanda. Dal 2003 al 2007, le importazioni sono aumentate del 12,4% e si stima continueranno ad aumentare del +6%, tra il 2008 ed 2012.
Nel 2008, gli inglesi hanno bevuto 720 milioni di bottiglie di vino rosso che diventeranno 687 milioni nel 2012. Le bottiglie di vino bianco consumate nel 2008 sono state, invece, 764 milioni, ma dovrebbero diventare 823 milioni nel 2012. Il salto piu' interessante lo faranno i rosati che passeranno dai 70 milioni di bottiglie del 2008 ai 220 milioni, sempre nel 2012.
fonte: Agi

