Alessandria Top Wine premia. Bergaglio, La Maddalena e Marenco
Gavi, Monferrato Rosso e Brachetto sono i Top Wine 2009 di Alessandria Top Wine, il 9° banco d'assaggio ideato da Maurizio Fava e diretto da Nadia Biancato che si è svolto l'1 e il 2 marzo presso il Centro Fieristico Dolci Terre di Novi Ligure (Al) in collaborazione con Provincia di Alessandria e Città di Novi Ligure e la partecipazione di Consorzio tutela del Gavi, Alexala, Alto Monferrato, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Uir e Ais.
Tra i 180 vini in degustazione i Top Wine 2009 decretati dal pubblico sono quindi il Gavi Docg del Comune di Gavi Minaia 2005 dell'azienda Nicola Bergaglio di Rovereto di Gavi, vincitore del Premio Top Wine Bianco, il Monferrato Rosso Doc La Decima Vendemmia 2006 dell'azienda Cascina La Maddalena di Rocca Grimalda, vincitore del Premio Top Wine Rosso, e il Brachetto d'Acqui Docg Pineto 2008 della Marenco di Strevi, vincitore del Premio Top Wine Aromatico 2008.
Il vincitore della cassetta di Girotondo, messa in palio dall'associazione Massimo Accornero Onlus beneficiaria di Alessandria Top Wine per il suo progetto di implementazione tecnologica del Reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedaletto di Alessandria, è Paolo Colnago di Buccinasco (Mi) a dimostrazione che il banco d'assaggio coglie sempre nel segno: attrarre nella terra di produzione dei vini in degustazione importanti quantità di appassionati dal nord ovest Italia. La prevalenza quest'anno è andata ai pavesi.
Il successo di Alessandria Top Wine è da ricercarsi però nell'ottimo riscontro avuto dalle master class. L'obiettivo di Alessandria Top Wine 2009 era infatti quello di evidenziare con specifiche master class le qualità dei vini prodotti nella provincia con il maggior numero di Doc e Docg in Italia.
Vini Rossi, modernità nella tradizione
La prima dal titolo 'Vini Rossi, modernità nella tradizione” ha coinvolto 32 qualificati degustatori. Lo scopo della Master Class era di porre l'accento sulla versatilità e la qualità dei vini rossi da vitigni autoctoni prodotti nella provincia di Alessandria. Il risultato è stato facilmente e ampiamente raggiunto, sia per il livello di eccellenza dei vini in degustazione che per la conduzione autorevole e qualificatissima di Gianni Fabrizio, che si è avvalso anche dei consigli di Maurizio Fava, organizzatore del banco d'assaggio, per suggerire i migliori abbinamenti gastronomici per i vini presentati.
In degustazione
Grignolino Monferrato Casalese Doc Poggeto 2007 - La Casaccia di Cella Monte
Monferrato Freisa Doc Canone Inverso 2005 - Cantine Valpane di Ozzano Monferrato
Colli Tortonesi Croatina Doc Elso 2005 - Carlo Daniele Ricci di Costa Vescovato
Dolcetto d'Ovada Doc D'Uien 2006 - Bondi Cascina Banaia di Ovada
Monferrato Rosso Doc Albarossa Faetta 2005 - Costa dei Platani di Acqui Terme
Colli Tortonesi Barbera Doc Poggio delle Amarene 2006 - Boveri Luigi di Costa Vescovato
Barbera Monferrato Superiore Doc Vadmò 2004 - Vicara di Rosignano Monferrato
Brachetto d'Acqui Docg Pineto 2008 - Marenco di Strevi
I grandi Bianchi migliorano invecchiando
La seconda master class 'I grandi Bianchi migliorano invecchiando” ha visto la partecipazione di 48 degustatori tra cui un folto numero di ristoratori e titolari di bar e locali del novese, grazie alla collaborazione del Distretto commerciale del Novese che ha colto l'opportunità offerta dal comune di Novi Ligure e del Consorzio di utela del Gavi di far aderire i propri iscritti ad un progetto di valorizzazione del Gavi di cui la master class di Alessandra Top Wine rappresenta il primo di due momenti formativi.
La Master Class ha dimostrato che i vini bianchi di qualità della provincia di Alessandria possono avere grandi benefici organolettici da un periodo di affinamento in vetro anche molto lungo. Carlo Macchi, salutato dal sindaco di Novi Ligure, Lorenzo Robbiano e introdotto da Maurizio Fava, ha condotto la degustazione con maestria e verve. Lo scopo è stato raggiunto e tutti i partecipanti hanno avuto la sorpresa di scoprire che i vini migliori, davvero straordinari per profumi terziari e freschezza di beva, erano quelli più invecchiati. Davvero un buon viatico per la nuova avventura del Gavi Riserva, illustrata dal Direttore del Consorzio Mauro Delfino.
In degustazione
Gavi Docg di Gavi Rovereto 2007, 2004 e 1999 - Castellari Bergaglio
Colli Tortonesi Timorasso Doc Derthona 2007, 2002 - Colli Tortonesi
Timorasso Doc e Sterpi 2004 - Vigneti Massa di Monleale
Monferrato Biano Doc Butas 2006, 2004, 1999 - La Guardia di Morsasco
Il convegno sulla tolleranza zeri: il buon senso e una maggiore cultura gli antidoti salva patente
Con il Forum 'Tolleranza zero: il vino è il male assoluto?”, la manifestazione ha dato la parola a tutti i protagonisti di una problematica che di recente ha messo il vino sul banco degli accusati degli incidenti sulle strade italiane. L'intento del convegno era quello di fare chiarezza tra i diversi tipi di bevande alcoliche e sulle reali cause degli eccessi alla guida.
Ad Antonio Mungai, già direttore di Bargiornale, il compito di condurre il tema sul quale si sono confrontati oltre all'onorevole Mario Lovelli componente commissione Trasporti Camera dei deputati, già sindaco di Novi Ligure, molti esperti del settore, tra cui Nicola Robotti, direttore Istituto Cuniolo, Beppe Sardi, consigliere nazionale Unione italiana ristoratori, e Vincenza Bianchi, tossicologo forense responsabile del Laboratorio di tossicologia del dipartimento di Patologia clinica dell'Azienda ospedaliera Ss Antonio e Biagio di Alessandria.
L'onorevole Lovelli ha comunicato che la Commissione Trasporti della Camera è orientata a mantenere l'attuale livello di alcolometria oggi previsto dal Codice della strada a 0,5, abbassandolo a 0,2 solo per i neopatentati per i primi tre anni di guida e per i giovani tra i 18 e i 21 anni.
Gli altri interlocutori hanno concordato sulla mancanza di cultura sul consumo consapevole di bevande alcoliche e sulla confusione generata nel confonde il vino con altri prodotti che abitualmente vengono consumati in luoghi diversi dal ristorante. Per questo il rappresentante delle forze dell'ordine Giovanni Rattazzo, ispettore della Polizia provinciale, ha affermato che nei controlli deve prevalere il buon senso. Il senatore Tomaso Zanoletti, presidente Osservatorio nazionale sulle proprietà salutistiche del vino, già presidente del Comitato nazionale vini, e presidente dell'Enoteca regionale di Grinzane Cavour, ha ribaltato il problema mettendo in evidenza che, in un Paese dove la produzione del vino ha tradizioni secolari, deve farsi strada una cultura salutistica del vino che inviti a consumare quotidianamente uno o due bicchieri (secondo la possibilità di assorbimento che varia da uomo a donna ed altre variabili) perché le proprietà salutistiche del vino sono conclamate.
Il giornalista Carlo Macchi, direttore di WineSurf, in proposito ha rimarcato come in Italia manchi una lobby (nel senso positivo del termine) del vino fatta di produttori e ristoratori, grandi assenti tra il pubblico del Forum, che determina l'assenza di importanti campagne di informazione sulle proprietà del vino e il suo consumo, con la conseguente perenne confusione tra vino ed altri alcolici. Macchi è molto drastico: per dimostrare che il vino non è il demonio occorre arrivare alla tolleranza zero, si avrà così l'opportunità di provare che non è il vino il responsabile di guide pericolose. Ci vorrebbe però la sicurezza che il legislatore sia disposto a ritornare indietro con i limiti.
L'importanza del consumo consapevole
Agevolare il consumo consapevole può aiutare a informare il consumatore sulla sua soglia di assorbimento dell'alcol: uno strumento è l'etilometro presente ormai in molti locali ma non nei ristoranti dove i gestori lo ritengono dissuasivo del consumo di vino. è vero il contrario come hanno spiegato Sergio Bonanno, amministratore di Getil divisione prevenzione, e Claudio Rosso, presidente Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, che hanno riferito di una bella esperienza fatta nell'Albese dove produttori e ristoratori si sono accordati per offrire una bottiglia di vino a chi della compagnia non consuma vino a tavola per guidare in tutta sicurezza e riaccompagnare a casa gli amici.
Infine sono stati indicati gli altri responsabili delle stragi sulle strade: la pericolosità di alcuni tratti e la cattiva manutenzione, ma anche e soprattutto l'uso sconsiderato di droghe di ogni tipo verso il quale non c'è una vera campagna di informazione ne azioni di contrasto adeguate. Secondo il giovane Alberto De Filippi, ideatore del primo gruppo Facebook su alcol e patente (200mila iscritti in 2 mesi) e Vincenzo Zappalà blogger del vino, non ci sono controlli sufficienti nonostante l'uso di alcune sostanze comporti non solo pericoli sulla strada, ma anche atti di bullismo e violenze di ogni tipo.
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