Il Nero d’Arcole debutta al Vinitaly
Si chiama Nero d'Arcole, possente rosso e vino simbolo della denominazione dell'Arcole Doc, e sarà offerto in degustazione per la prima volta in assoluto al Vinitaly 2009 (pad. 5, stand G6), la più importante fiera dedicata al meglio delle produzioni di tutto il mondo
Il Nero d'Arcole (nella foto il presidente del Consorzio di tutela, Carlo Bressan) coniuga il taglio stile bordolese a un metodo tipicamente veneto che è quello dell'appassimento, una fase che dura dai 30 ai 60 giorni, in cui i grappoli di Cabernet e Merlot raggiungono un'importante concentrazione zuccherina. I vini vengono affinati in legno grande dai 12 ai 24 mesi e si presentano con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso, fruttato e armonico, mentre in bocca risultano speziati, con tannini morbidi e amalgamati.
L'Arcole, il cui territorio si estende per oltre 3.500 ettari di vigneto distribuiti tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, con più di 1.500 imprese vitivinicole attive, è una denominazione giovane, che intende proporsi al mercato in maniera adeguata, attraverso produzioni che si potrebbero definire frutto di una viticoltura 'da competizione”. E la competitività dell'Arcole sta proprio nel vincente rapporto tra prezzo e qualità che da sempre l'intera base produttiva si è proposta di perseguire. Un'idea di produzione e di approccio al mercato e al consumo che dai singoli produttori si è gradualmente trasferita fino ai vertici delle cantine sociali attive nell'area.
Sono infatti i soci produttori delle cooperative e i viticoltori attivi nella zona gli artefici di una stagione nuova che ha preso formalmente il via con la nascita di Collis - Veneto wine group, il progetto vitivinicolo portato avanti da Cantina dei Colli Berici di Lonigo (Vi) e da Cantina di Colognola ai Colli (Vr). Una vera e propria rivoluzione dal basso, in cui la denominazione dell'Arcole ha assunto un evidente ruolo di catalizzatore per rispondere alle esigenze di aggregazione che il mercato oggi richiede.
Il Nero d'Arcole (nella foto il presidente del Consorzio di tutela, Carlo Bressan) coniuga il taglio stile bordolese a un metodo tipicamente veneto che è quello dell'appassimento, una fase che dura dai 30 ai 60 giorni, in cui i grappoli di Cabernet e Merlot raggiungono un'importante concentrazione zuccherina. I vini vengono affinati in legno grande dai 12 ai 24 mesi e si presentano con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea. Al naso il profumo risulta complesso, fruttato e armonico, mentre in bocca risultano speziati, con tannini morbidi e amalgamati.L'Arcole, il cui territorio si estende per oltre 3.500 ettari di vigneto distribuiti tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, con più di 1.500 imprese vitivinicole attive, è una denominazione giovane, che intende proporsi al mercato in maniera adeguata, attraverso produzioni che si potrebbero definire frutto di una viticoltura 'da competizione”. E la competitività dell'Arcole sta proprio nel vincente rapporto tra prezzo e qualità che da sempre l'intera base produttiva si è proposta di perseguire. Un'idea di produzione e di approccio al mercato e al consumo che dai singoli produttori si è gradualmente trasferita fino ai vertici delle cantine sociali attive nell'area.
Sono infatti i soci produttori delle cooperative e i viticoltori attivi nella zona gli artefici di una stagione nuova che ha preso formalmente il via con la nascita di Collis - Veneto wine group, il progetto vitivinicolo portato avanti da Cantina dei Colli Berici di Lonigo (Vi) e da Cantina di Colognola ai Colli (Vr). Una vera e propria rivoluzione dal basso, in cui la denominazione dell'Arcole ha assunto un evidente ruolo di catalizzatore per rispondere alle esigenze di aggregazione che il mercato oggi richiede.

