è la Lombardia dei primati quella che si appresta a presentarsi alla 43esima edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 2 al 6 aprile prossimi. A una settimana dall'incontro che si terrà mercoledì 18 marzo al Belvedere del Palazzo Pirelli con cui il mondo del vino lombardo illustrerà i dettagli della sua partecipazione all'importante evento internazionale, emergono i numeri della "squadra" che sarà messa in campo, come da tradizione, al PalaExpo di Verona.
"Lombardia: vini da record" è lo slogan pensato per riassumere gli importanti fattori di crescita registrati nell'ultimo anno dal settore enologico regionale, riassunto dalla presenza di ben 192 aziende (il 13% in più rispetto allo scorso anno), che per il decimo anno si presenteranno unite all'appuntamento veronese.

«è importante sottolineare - ricorda Luca Daniel Ferrazzi (nella foto), assessore regionale all'Agricoltura in un'intervista a Italia a Tavola - come quest'anno la presenza lombarda a Vinitaly sarà caratterizzata soprattutto per la grande attenzione all'incontro tra i nostri produttori e i buyers. La squadra lombarda in fiera sarà numerosa e qualificata proprio per aumentare le prospettive commerciali di tutti i nostri distretti vinicoli, fattore fondamentale in questo periodo di difficile congiuntura economica».

Luca Daniel FerrazziConsiderando 5 Docg e le varie produzioni di eccellenza (dai rossi da invecchiamento alle bollicine) che ruolo svolge la Regione Lombardia per sostenere e promuovere il settore vinicolo?
L'impegno di Regione Lombardia per sostenere la propria produzione vitivinicola è da anni costante e si concretizza con le numerose iniziative di promozione in Italia e nel mondo, che ci vedono affiancare i nostri produttori per valorizzare il Made in Lombardia. Il percorso è però più complesso e articolato e l'aspetto di supporto alle politiche promozionali e commerciali rappresenta solo l'ultimo anello di una catena che ci vede sensibili a tutti gli aspetti della filiera, dai progetti di ricerca, alla spinta verso politiche di integrazione con i sistemi economici produttivi dei territori di riferimento (penso alle Strade di Vini e dei Sapori), per arrivare al supporto di tutte le iniziative promozionali che ad aprile trovano una delle massime espressioni durante il Vinitaly.

Sono state progettate iniziative speciali di promozione in vista del Vinitaly?
Anche quest'anno il padiglione Lombardia, all'interno del prestigioso PalaExpo della Fiera di Verona, diverrà la nostra 'casa”, nella quale ospitare tutte le realtà produttive del nostro settore vitivinicolo. Questo è il vero segnale di un 'gioco di squadra” fra istituzioni, consorzi, associazioni e singole aziende. Un sistema forte dei suoi numeri e, soprattutto, della qualità espressa, che sono certo anche in questa occasione saprà cogliere con il giusto spirito le occasioni rappresentate da questo evento. Mai come quest'anno, in cui è l'intera economia a risentire di difficoltà, abbiamo pensato di concentrare sforzi ed energie per intensificare le iniziative con i buyers, cercando di sfruttare appieno i giorni di Fiera per fare incontrare i produttori con potenziali clienti di ogni parte del mondo. A Milano, inoltre, grazie a un accordo con due catene della Gdo, abbiamo pensato a un 'Vinitaly Day”, che si terrà il 28 marzo e durante il quale i milanesi, durante la loro consueta 'spesa” del sabato, avranno l'occasione di conoscere meglio i vini lombardi.

Qual'è oggi la strada per la più corretta promozione delle eccellenze della Lombardia?
Un successo per l'intero 'Sistema Vino” è assolutamente strategico per la Lombardia vitivinicola. Ovviamente il caso lombardo si caratterizza, forse più che in altre regioni, per l'eterogeneità della tipologia d'offerta. è perciò fondamentale saper valorizzare al meglio i punti di forza e le differenze dei nostri vini. Il potenziale di numeri che ad esempio possono esprimere le bollicine la Franciacorta e l'Oltrepò Pavese, è ben diverso da quello espresso da produzioni più limitate di altre Denominazioni. è importante non disperdere risorse promuovendo in modo errato 'tutto comunque e ad ogni costo”, ed è invece fondamentale essere capaci di creare situazioni adatte al conteso locale così come a quello internazionale. Un evento mirato e ben riuscito può aumentare il mercato, anche se geograficamente ristretto, di una piccola Denominazione, per la quale ciò sarà fondamentale tanto come vendere milioni di bottiglie di bollicine all'estero.

Il settore della ristorazione può essere considerato la 'prima linea” per la promozione anche del vino lombardo?
Quando parliamo di fare sistema per far conoscere i nostri vini sempre di più anche ai lombardi, parliamo a tutti gli addetti ai lavori, comprese le migliaia di albergatori, ristoratori ed enotecari. è impensabile credere di poterli spingere a creare carte dei vini 'lombardocentriche”, ma è doveroso sensibilizzare tutti affinché la riconosciuta qualità che i nostri vini hanno raggiunto, possa davvero arrivare al consumatore. In questo caso, tutto ciò che può fare 'cultura” è positivo: dalle serate a tema alle degustazioni guidate con gli abbinamenti ai piatti del territorio. Ogni contributo è importante perché sono convinto che il consumatore, quando ha la possibilità di scegliere, è capace di premiare la qualità. In questo caso, la qualità lombarda.