Dottori in spumanti si diventa: a Trento e a Padova un master sul mondo delle bollicine
Era il 2006 quando il Simposio Tecnico sui vini spumeggianti di Valdobbiadene del 2006 aveva lanciato la proposta di istituire un master interuniversitario di alta formazione per creare figure professionali specializzate nel campo della produzione, gestione d'impresa e marketing dei vini Spumanti Italiani. Oggi quell'idea ha trovato la sua realizzazione: i master sono cominciati, uno a Trento presso le strutture della Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano e uno a Conegliano presso la sede dell'Università di Padova con il Cirve. Il progetto è nato dopo diversi incontri con tutte le Facoltà di Agraria del nord Italia ed è stato elaborato dal Ceves-Centro studi ricerca vinicola economica.
Entrambi i corsi comprendono materie e lezioni dalla viticoltura al mercato, puntano su figure altamente professionali e sul coinvolgimento di altre Facoltà, Istituti di ricerca e dei Consorzi di tutela dei rispettivi vini. Entrambi puntano ad un modulo con molti interventi di imprenditori del settore e a stage aziendali di lungo periodo, propedeutico all'inserimento nel mondo del lavoro, un progetto didattico che solo in due anni ha trovato realizzazione. Il Ceves non ha disponibilità finanziarie ,ha il compito di segnalare le esigenze del comparto e fare in modo che siano realizzate.
«Sono felice - dice Giampietro Comolli (nella foto) direttore del Forum Spumanti d'Italia - che si sia concretizzato a un livello didattico così alto una nostra proposta. Il Ceves non ha ambizioni di sostituirsi a Facoltà o docenti. Se due grandi Università e due docenti del calibro di Attilio Scienza e Vasco Boatto hanno sposato l'idea e altri docenti terranno lezioni sono la massima garanzia del valore formativo. Due master, meglio di uno? Certo, se vuol dire favorire le partecipazioni, più qualità nella formazione, più specializzazione, più chiarezza tecnica e produttiva,più disponibilità delle imprese a creare borse di studio e a inserire nel mondo del lavoro nuove figure professionali».
Entrambi i corsi comprendono materie e lezioni dalla viticoltura al mercato, puntano su figure altamente professionali e sul coinvolgimento di altre Facoltà, Istituti di ricerca e dei Consorzi di tutela dei rispettivi vini. Entrambi puntano ad un modulo con molti interventi di imprenditori del settore e a stage aziendali di lungo periodo, propedeutico all'inserimento nel mondo del lavoro, un progetto didattico che solo in due anni ha trovato realizzazione. Il Ceves non ha disponibilità finanziarie ,ha il compito di segnalare le esigenze del comparto e fare in modo che siano realizzate.«Sono felice - dice Giampietro Comolli (nella foto) direttore del Forum Spumanti d'Italia - che si sia concretizzato a un livello didattico così alto una nostra proposta. Il Ceves non ha ambizioni di sostituirsi a Facoltà o docenti. Se due grandi Università e due docenti del calibro di Attilio Scienza e Vasco Boatto hanno sposato l'idea e altri docenti terranno lezioni sono la massima garanzia del valore formativo. Due master, meglio di uno? Certo, se vuol dire favorire le partecipazioni, più qualità nella formazione, più specializzazione, più chiarezza tecnica e produttiva,più disponibilità delle imprese a creare borse di studio e a inserire nel mondo del lavoro nuove figure professionali».

