Valtènesi, terra di vini rossi. Il Consorzio Garda Classico nella tarda serata di ieri ha approvato il disciplinare della nuova denominazione 'Valtènesi”, dando avvio formale al percorso di approvazione della nuova Doc. La parola ora passa al Comitato nazionale vini che darà una valutazione sul nuovo disciplinare, con il quale si punta a valorizzare i rossi del territorio e a creare un'identità territoriale legata al suo vigneto da uve rosse per eccellenza: il Groppello.

Sante BonomoL'approvazione del nuovo disciplinare avviene a distanza di pochi mesi dalla registrazione dei marchi 'Valtènesi” e 'I Rossi della Valtènesi” e segna un'altra tappa del progetto il "Vitigno e il territorio" nato circa un anno fa proprio per rilanciare l'immagine dei vini della Valtènesi, territorio conosciuto soprattutto per il suo rosato, il Chiaretto, da anni al top nel panorama dei rosati nazionali. «L'idea è di unificare e caratterizzare alcune delle migliori etichette di una zona che continua a crescere in qualità – ha spiegato il presidente del Consorzio Sante Bonomo (nella foto). In un territorio dove la produzione di rossi rappresenta il 70% sul totale, è cresciuta infatti la consapevolezza d'avere a disposizione un terroir unico in termini di territorio, di condizioni ambientali e a livello disciplinare. Con la nuova denominazione si vuole quindi distinguere la produzione del Chiaretto e dei bianchi, che rimarranno nella denominazione Garda Doc, da quella dei rossi, come il Garda Classico Rosso e Rosso Superiore. L'obiettivo è favorire la segmentazione dell'offerta tra i Rossi della Valtènesi e il Chiaretto».

 L'iter burocratico è solo agli inizi ma «si tratta di un ulteriore passo di grande importanza in un anno davvero ricco di sfide per il nostro Consorzio - sottolinea Bonomo. I riconoscimenti ottenuti testimoniano tuttavia che la strada intrapresa è quella giusta, e che il territorio è protagonista di una crescita ormai riconosciuta a livello nazionale ed anche internazionale. Le linee programmatiche, già evidenti nel piano di riposizionamento strategico e di comunicazione che il Consorzio ha adottato all'inizio dell'anno, ci hanno spinto a proseguire su questa strada, nella speranza che il ministero dia il via libera alla nuova denominazione».


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