Caldirola, ritorno alle origini brianzole. E per il futuro si punta all'estero
La Casa vinicola Caldirola, nata in Brianza nel 1897, è tornata nell'ottobre 2008 di proprietà di due brianzoli: l'amministratore delegato Michele Radaelli (nella foto) entrato in azienda nel 1991 e il responsabile commerciale Luigi Maggioni. Con loro un gruppo di investitori piemontesi con interessi nel settore vitivinicolo. I primi risvolti concreti della nuova situazione sono già riscontrabili: la nuova proprietà ha, innanzitutto, assorbito tutti i dipendenti delle aziende agricole Brianvini Spa e viticole Bellavista Srl di Gattinara (Vc) aumentando così le risorse umane disponibili per un'attività produttiva che punta in alto.
Leader nel segmento vetro della Gdo italiana
Nonostante le difficoltà esistenti prima dell'attuale acquisizione, il nuovo management intende essere punto di riferimento del vino nella grande distribuzione e far crescere l'ottimo andamento commerciale che ha continuato a registrare l'aumento di fatturati e quote di mercato. Infatti, la casa vinicola Caldirola è l'azienda lombarda leader italiano in Gdo nel segmento vetro con 85 milioni di bottiglie vendute all'anno. Il resto del mercato è occupato dai Discount.
L'esperienza centenaria nella selezione dei migliori vitigni regionali caratterizza i brand dell'azienda: Caldirola, La Cacciatora, Maestri Cantinieri, Conte Lorenzo Sormani, Marchesa Vincenza Stanga, Bellavita. Lo scorso anno alla Barbera d'Asti Doc, il vino più rappresentativo della casa vinicola lombarda, si sono aggiunti Bonarda dell'Oltrepò Pavese Doc, Garganega, Chardonnay veneto Igt, Lambrusco di Modena Igt, Trebbiano di Ravenna Igt, Chianti Dogc, Nero d'Avola Igt e Montepulciano d'Abruzzo Doc di cui detiene il primato di vendita in Italia.
Mercati esteri in crescita
Gli obiettivi più impellenti per l'esportazione è incentivare la diffusione del litro e dei brik nonché conquistare le grandi insegne della distribuzione moderna europea. I dati aziendali evidenziano la crescita della quota a valore di circa 11 milioni di euro, che si accaparra più di un quinto dell'intero fatturato aziendale. Lo sviluppo consolidato nell'Unione Europea, Russia, Germania e Spagna in testa, è dimostrato dalla quota dell'86,5% sul totale export: quasi 10 punti in percentuale in più rispetto al 2007.
La conquista è dovuta essenzialmente alla bottiglia da 0,75 che da 4.739.122 euro del 2007 è passata ai 5.581.926 euro del 2008. Oltre confine il vino da tavola la fa ancora da padrone con i suoi 2.394.379 euro di fatturato.
Ma per l'export il futuro ha attese più pretenziose. Caldirola, il partner consolidato della Gdo nazionale nel settore vino, non si ferma. Già conquistati i gruppi Rewe, Spar e Metro, la scalata è rivolta ora ai grandi Carrefour e Auchan. E il litro - misura ancora poco diffusa sugli scaffali della Gdo - si conferma la scelta di formato per trainare le vendite.
Infine Caldirola intende evidenziare il forte legame con i territori di provenienza dei suoi vitigni regionali. E ha iniziato con due cantine: l'agricola Del Gattopardo a Palma Di Montechiaro (Ag) per il Nero d'Avola e la Olearia & Vinicola Villese Scarl a Villalfonsina (Ch) per il Montepulciano d'Abruzzo.
Marino Fioramonti
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