Barra ferma sulla tradizione, però innovando. Carlo Bassanini, presidente della Cantina di Vicobarone di Ziano Piacentino (Pc) ha presentato un programma articolato di sviluppo centrato su un patto di qualità con i viticoltori, sul recupero dei rossi del territorio Barbera e Croatina e del lancio della varietà Ervi. Tra le novità anche la una collezione di tutte le Malvasie del mondo e il rilancio dei vini aromatici modello 'Traminer”.

 «Viviamo un momento non facile per la viticoltura, per cui dobbiamo agire - ha esordito il presidente Bassanini. Occorre ripartire dalle basi, ovvero da quello che sappiamo fare; l'uva e il vino. I consumi nazionali sono in continua diminuzione, ma a fronte della cessione del mercato dello sfuso, aumenta quello del prodotto imbottigliato. Dal 2000 al 2007 la cantina ha aumentato le produzioni (siamo passati a 67.000 quintali di uve lavorati a circa 80.000) e gestiamo ora qualcosa come 700 ettari di vigna, oltre il 10% dell'intera superficie vitata provinciale».
La missione della cantina di Vicobarone si svilupperà su due fronti: «Massimizzare il valore del lavoro del socio attraverso il miglior rapporto qualità/prezzo nei vini tradizionali del territorio - spiega Bassanini - ed essere leader nel dibattito sulla viticoltura piacentina in Italia e all'estero. Gli obiettivi strategici della cantina sono diversi: migliorare la qualità dei prodotti; aumentare la vendita di prodotto confezionato (ad oggi l'incidenza sul totale è troppo bassa); migliorare l'immagine della cantina. Questi processi richiedono tempo però contiamo di riuscire a vedere i primi risultati già a breve, da consolidare lungo un triennio».

 Mario Fregoni, direttore dell'Istituto di viticoltura dell'Università Cattolica del Sacro Cuore ha presentato il progetto messo a punto per la Cantina. «Gli obiettivi presentati dal presidente, se si lavora all'unisono si possono raggiungere. Piacenza ha fatto progressi in campo enologico, ma altre zone ne hanno fatti di maggiori, pertanto bisogna recuperare. L'aspetto prioritario da affrontare è perseguire la qualità delle uve in campo, poi occorre mantenere tale qualità durante la vinificazione. Dobbiamo puntare a vini di territorio, con elevata personalità e in queste zone ci sono tutti gli ingredienti per riuscire a caratterizzare il prodotto».

Le varietà impiegate
Le varietà su cui si intende lavorare saranno Malvasia, Barbera e Croatina (Bonarda) ma si punterà soprattutto sulla Malvasia di Candia aromatica che ha nel piacentino il più consistente bacino produttivo nazionale (circa 1000 ettari di cui i 2/3 in Valtidone). «Occorre esaltare il carattere aromatico di questa varietà arrivando a produrre vini simili, per tipologia, ai Traminer. Qui a Vicobarone - ha detto Fregoni - vorremmo anche costituire un campo di collezione delle Malvasie (italiane e del mondo) con almeno 50 piante per ogni tipo (sono ben 17 le sole Malvasie italiche). Questa collezione attirerà l'interesse degli appassionati e degli studiosi, e con queste piante potremmo anche fare degli incroci. Vorremmo anche portare avanti un programma di selezione massale sui più vecchi vigneti di Malvasia della zona, per propagare gli individui migliori. Per i rossi punteremo su Barbera e Croatina ma introdurremo anche l'Ervi, un incrocio fra le due varietà ottenuto presso un vigneto di Montalbo di Ziano nel 1970 e che ha dimostrato di poter migliorare il Gutturnio apportando più colore, un buon grado zuccherino e diminuendone l'acidità». Sono già disponibili per i viticoltori 13.000 barbatelle di Ervi presso la Facoltà.

La zonazione
Riguardo la zonazione saranno ripresi ed approfonditi gli studi già disponibili. L'obiettivo è quello di arrivare a delimitare delle sottozone che potranno essere riportate in etichetta ad esempio nel Gutturnio Doc «Sovrapporremo poi - ha detto Fregoni - alle carte dei diversi ambienti pedoclimatici della Valle i singoli appezzamenti dei viticoltori, e valuteremo la qualità delle produzioni».

 Il patto di qualità e il regolamento della vendemmia
Il 'patto di qualità” è un accordo scritto fra cantina e socio che impegna il viticoltore a eseguire determinate pratiche in vigna a favore della qualità. Le uve così ottenute godranno di un prezzo maggiore all'atto del conferimento. Il protocollo agronomico messo a punto riguarda tipo di forma di allevamento, potatura, gestione della chioma, trattamenti antiparassitari, concimazioni, diradamento dei grappoli e raccolta.
«In seguito a studi condotti in vigneti campione - ha detto il professore - si disporrà dei dati scientifici per stabilire il giorno esatto della vendemmia ed organizzare anche i turni di conferimento delle uve. L'obiettivo è raccogliere solo nel momento ottimale della maturazione tecnologica».

Gli indici fenolici
Infine gli indici fenolici: «Oggi in cantina - ha detto Fregoni - le uve vengono valutate solo in base al grado zuccherino, invece occorre prendere in considerazione anche altri parametri, quali il tipo e la quantità delle sostanze coloranti e dei tannini. Tali rilevazioni saranno effettuate sia in campo sia in laboratorio tramite apposite attrezzature».

La Cantina
Nata nel 1960 a Vicobarone di Ziano Piacentino (Pc) nel cuore della Val Tidone, la Cantina di Vicobarone conta circa 330 soci viticoltori che conferiscono uve provenienti dalle zone Doc dei Colli Piacentini e dell'Oltrepò Pavese. La Cantina è impegnata nel sempre più efficace presidio dei mercati tramite una ferrea politica di valorizzazione dei vini a stretto legame territoriale sia in termini di vitigni che di tipologie e dispone oggi di due punti vendita, uno nella sede aziendale e l'altro a Piacenza.


Cantina di Vicobarone
Via Creta 60, 29010 Vicobarone di Ziano Piacentino (Pc)
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