Il Chianti Classico sfida la crisi
grazie alla qualità e al territorio
La crisi colpisce certamente anche il mondo del vino, ma il Chianti Classico sembra attrezzato per farvi fronte senza particolari problemi. Non ha dubbi il presidente del Consorzio, Marco Pallanti (nella foto), che in occasione dell'inaugurazione a Firenze di 'Chianti Classico Collection” (l'evento che ha sostituito la tradizionale Anteprima) ha insistito sui punti di forza del territorio. «Sarebbe sciocco - ha detto - non
valutare le difficoltà dello scenario attuale, tuttavia il nostro territorio è per lo più 'popolato” da aziende solide che hanno saputo costruire un mix di elementi di forza, dalla patrimonializzazione alla capacità innovativa, fino ad un duro lavoro sui mercati, che dovrebbe salvaguardare il Chianti Classico nel suo complesso da impatti oltremodo devastanti della crisi in atto».
Ed in più c'è a dire che forse mai come quest'anno il Chianti Classico si presenta, stando alle degustazioni svoltesi alla ex stazione Leopolda, assolutamente elegante e di grande raffinatezza nella sua annata base Docg 2007 e certamente capace di grande invecchiamento per la Riserva Docg 2006. Interessante anche l'annata 2008 che dalle prime anticipazioni si preannuncia all'insegna della rotondità e dell'eleganza.
Alla base dell'ottimismo di fondo dei dirigenti del Consorzio c'è l'incremento del valore fondiario delle imprese vitivinicole avvenuto negli ultimi dieci anni che ha portato le attuali quotazioni di un ettaro di vigneto a Chianti Classico tra i 200 e i 250mila euro. Ma il valore immobiliare di molte aziende chiantigiane è rafforzato anche dalla presenza di edifici antichi, ville o castelli, che rendono questo territorio unico al mondo. Tuttavia, le aziende del Chianti Classico non hanno soltanto consolidato gli elementi di redditività latente propria degli investimenti immobiliari. Il panorama aziendale chiantigiano, infatti, è definito dalla presenza di una decisa maggioranza di storiche realtà produttive, ormai già ampiamente patrimonializzate e poco sensibili alle oscillazioni dei mercati finanziari, capaci di offrire, per esempio, ampie garanzie alle banche, qualora arrivassero momenti di grave difficoltà.
Negli ultimi 10 anni sono stati così rinnovati 4mila ettari di vigneto, con una spesa media di 60.000 euro a ettaro, con l'intento di adeguare, da un lato, le viti del Chianti Classico alle migliori e più moderne tecniche di allevamento e, dall'altro, di rendere concreti i risultati del progetto 'Chianti Classico 2000”. A tutto ciò si aggiungono gli oltre 100 milioni di euro di spesa per il rinnovo delle cantine e delle attrezzature, in un'ottica di continuo miglioramento qualitativo dell'intera filiera produttiva.
Per quanto riguarda la presentazione dei nuovi vini in commercio va detto subito che il livello, come indicato, appare decisamente interessante e capace di non fare temere crisi di mercato al vino italiano forse più famose al mondo e per molti versi simbolo della moderna enologia italiana. Il Gallo nero da questo punto di vista è ormai un must ed una garanzia, come è testimoniato anche da alcuni dei vini presenti alla Leopolda. Fra questi ne indichiamo alcuni che certamente possono essere fra i più qualificati portabandiera dell'annata 2007: il Brolio Barone Ricasoli, Carpineto, il San Jacopo da Vicchiomaggio di Castello Vicchiomaggio, Teuzzo di Cecchi, Felsina, Monteraponi, Podere La Cappella, il Santedame di Ruffino, Rocca delle Macie, San Fabiano Calcinaia, Tenuta di Lilliano e Villa Mangiacane.
La Chianti Classico Collection 2009 è il contenitore di questo evento a cui sono presenti 148 produttori di Chianti Classico con 358 diverse etichette e 70 anteprime da botte in degustazione. Sempre nella storica stazione Leopolda è fra l'altro possibile apprezzare anche altre eccellenze toscane che per il 'Classico” hanno prestato quest'anno la loro arte: un' esposizione di vignettisti dedicata al Gallo Nero e il gelato ai gusti del Chianti Classico. Tante iniziative per un evento che da anni si pone come uno degli appuntamenti di rilievo dell'agenda vitivinicola internazionale e che quest'anno è possibile seguire anche sul web, grazie alla nuova area video del portale consortile (www.chianticlassico.com) dove verranno caricati contributi filmati direttamente dalla stazione Leopolda. Unico strappo al terroir le bollicine utilizzate per apertivi e brindisi: rigorosamente Trentodoc, altri vino simbolo di qualità e territorio.
Alberto Lupini
2008: un altro grande Classico
Anche per il 2008, secondo il Consorzio, è possibile parlare serenamente di un'altra ottima annata per il Chianti Classico. Le buone valutazioni di esperti e addetti ai lavori dei mesi scorsi vengono confermate in questi giorni dai primi assaggi delle anteprime da botte che il 18 febbraio saranno in degustazione alla Stazione Leopolda di Firenze nell'ambito della Chianti Classico Collection. Un successo figlio, come sempre, della sintesi tra uomo e natura, tra il lavoro del produttore e la reazione della vite a quanto il cielo decide di regalare. Un minimo calo quantitativo c'è stato, anche se rispetto alle valutazioni dei mesi scorsi, che registravano un meno 8%, le cifre definitive parlano di un 5-6% al massimo.
La stagione 2008 ha registrato andamenti climatici in alcuni momenti contrastanti ma che alla fine si sono compensati vicendevolmente: le piogge e le basse temperature di maggio-giugno hanno portato a una minore allegagione dei fiori e all'impossibilità, in alcuni casi, di adottare i trattamenti necessari contro le avversità fungine della vite. Ma nel periodo più importante per la crescita del frutto, la natura non ha tradito. L'estate secca e siccitosa, infatti, con temperature elevate è stata perfettamente equilibrata dalle piogge di metà agosto, quando alcuni temporali hanno fatto respirare e ridato nuova energia alle viti.
L'ottima escursione termica tra fine agosto e i primi di settembre ha gestito al meglio l'ultima fase di maturazione delle uve che quest'anno sono state raccolte con un leggero ritardo rispetto alle ultime annate (10 giorni circa). La vendemmia si è così svolta in un periodo più tradizionale per il Chianti Classico, quello tra fine settembre e inizio ottobre, quando le uve coltivate nelle zone più alte del territorio hanno completato in maniera ottimale la loro maturazione.
Nonostante le difficoltà incontrate nella tarda primavera le uve sono risultate alla raccolta con un ottimale stato sanitario e in cantina la fermentazione alcolica è risultata piuttosto veloce nella fase iniziale proprio grazie alla buona maturità dei grappoli. Analogamente anche la fermentazione malolattica ha seguito rapidamente la fermentazione principale senza particolari problemi. Nella fase attuale è possibile riconoscere nei vini della vendemmia 2008 una buona eleganza e un ottimo corredo aromatico, con una gradazione alcolica e una struttura che donano al vino rotondità e morbidezza tipiche dei vini più fini.
valutare le difficoltà dello scenario attuale, tuttavia il nostro territorio è per lo più 'popolato” da aziende solide che hanno saputo costruire un mix di elementi di forza, dalla patrimonializzazione alla capacità innovativa, fino ad un duro lavoro sui mercati, che dovrebbe salvaguardare il Chianti Classico nel suo complesso da impatti oltremodo devastanti della crisi in atto». Ed in più c'è a dire che forse mai come quest'anno il Chianti Classico si presenta, stando alle degustazioni svoltesi alla ex stazione Leopolda, assolutamente elegante e di grande raffinatezza nella sua annata base Docg 2007 e certamente capace di grande invecchiamento per la Riserva Docg 2006. Interessante anche l'annata 2008 che dalle prime anticipazioni si preannuncia all'insegna della rotondità e dell'eleganza.
Alla base dell'ottimismo di fondo dei dirigenti del Consorzio c'è l'incremento del valore fondiario delle imprese vitivinicole avvenuto negli ultimi dieci anni che ha portato le attuali quotazioni di un ettaro di vigneto a Chianti Classico tra i 200 e i 250mila euro. Ma il valore immobiliare di molte aziende chiantigiane è rafforzato anche dalla presenza di edifici antichi, ville o castelli, che rendono questo territorio unico al mondo. Tuttavia, le aziende del Chianti Classico non hanno soltanto consolidato gli elementi di redditività latente propria degli investimenti immobiliari. Il panorama aziendale chiantigiano, infatti, è definito dalla presenza di una decisa maggioranza di storiche realtà produttive, ormai già ampiamente patrimonializzate e poco sensibili alle oscillazioni dei mercati finanziari, capaci di offrire, per esempio, ampie garanzie alle banche, qualora arrivassero momenti di grave difficoltà.Negli ultimi 10 anni sono stati così rinnovati 4mila ettari di vigneto, con una spesa media di 60.000 euro a ettaro, con l'intento di adeguare, da un lato, le viti del Chianti Classico alle migliori e più moderne tecniche di allevamento e, dall'altro, di rendere concreti i risultati del progetto 'Chianti Classico 2000”. A tutto ciò si aggiungono gli oltre 100 milioni di euro di spesa per il rinnovo delle cantine e delle attrezzature, in un'ottica di continuo miglioramento qualitativo dell'intera filiera produttiva.
Per quanto riguarda la presentazione dei nuovi vini in commercio va detto subito che il livello, come indicato, appare decisamente interessante e capace di non fare temere crisi di mercato al vino italiano forse più famose al mondo e per molti versi simbolo della moderna enologia italiana. Il Gallo nero da questo punto di vista è ormai un must ed una garanzia, come è testimoniato anche da alcuni dei vini presenti alla Leopolda. Fra questi ne indichiamo alcuni che certamente possono essere fra i più qualificati portabandiera dell'annata 2007: il Brolio Barone Ricasoli, Carpineto, il San Jacopo da Vicchiomaggio di Castello Vicchiomaggio, Teuzzo di Cecchi, Felsina, Monteraponi, Podere La Cappella, il Santedame di Ruffino, Rocca delle Macie, San Fabiano Calcinaia, Tenuta di Lilliano e Villa Mangiacane.La Chianti Classico Collection 2009 è il contenitore di questo evento a cui sono presenti 148 produttori di Chianti Classico con 358 diverse etichette e 70 anteprime da botte in degustazione. Sempre nella storica stazione Leopolda è fra l'altro possibile apprezzare anche altre eccellenze toscane che per il 'Classico” hanno prestato quest'anno la loro arte: un' esposizione di vignettisti dedicata al Gallo Nero e il gelato ai gusti del Chianti Classico. Tante iniziative per un evento che da anni si pone come uno degli appuntamenti di rilievo dell'agenda vitivinicola internazionale e che quest'anno è possibile seguire anche sul web, grazie alla nuova area video del portale consortile (www.chianticlassico.com) dove verranno caricati contributi filmati direttamente dalla stazione Leopolda. Unico strappo al terroir le bollicine utilizzate per apertivi e brindisi: rigorosamente Trentodoc, altri vino simbolo di qualità e territorio.
Alberto Lupini
2008: un altro grande Classico
Anche per il 2008, secondo il Consorzio, è possibile parlare serenamente di un'altra ottima annata per il Chianti Classico. Le buone valutazioni di esperti e addetti ai lavori dei mesi scorsi vengono confermate in questi giorni dai primi assaggi delle anteprime da botte che il 18 febbraio saranno in degustazione alla Stazione Leopolda di Firenze nell'ambito della Chianti Classico Collection. Un successo figlio, come sempre, della sintesi tra uomo e natura, tra il lavoro del produttore e la reazione della vite a quanto il cielo decide di regalare. Un minimo calo quantitativo c'è stato, anche se rispetto alle valutazioni dei mesi scorsi, che registravano un meno 8%, le cifre definitive parlano di un 5-6% al massimo.
La stagione 2008 ha registrato andamenti climatici in alcuni momenti contrastanti ma che alla fine si sono compensati vicendevolmente: le piogge e le basse temperature di maggio-giugno hanno portato a una minore allegagione dei fiori e all'impossibilità, in alcuni casi, di adottare i trattamenti necessari contro le avversità fungine della vite. Ma nel periodo più importante per la crescita del frutto, la natura non ha tradito. L'estate secca e siccitosa, infatti, con temperature elevate è stata perfettamente equilibrata dalle piogge di metà agosto, quando alcuni temporali hanno fatto respirare e ridato nuova energia alle viti.L'ottima escursione termica tra fine agosto e i primi di settembre ha gestito al meglio l'ultima fase di maturazione delle uve che quest'anno sono state raccolte con un leggero ritardo rispetto alle ultime annate (10 giorni circa). La vendemmia si è così svolta in un periodo più tradizionale per il Chianti Classico, quello tra fine settembre e inizio ottobre, quando le uve coltivate nelle zone più alte del territorio hanno completato in maniera ottimale la loro maturazione.
Nonostante le difficoltà incontrate nella tarda primavera le uve sono risultate alla raccolta con un ottimale stato sanitario e in cantina la fermentazione alcolica è risultata piuttosto veloce nella fase iniziale proprio grazie alla buona maturità dei grappoli. Analogamente anche la fermentazione malolattica ha seguito rapidamente la fermentazione principale senza particolari problemi. Nella fase attuale è possibile riconoscere nei vini della vendemmia 2008 una buona eleganza e un ottimo corredo aromatico, con una gradazione alcolica e una struttura che donano al vino rotondità e morbidezza tipiche dei vini più fini.
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