La Sicilia del futuro per Mezzacorona. Un successo il progetto Feudo Arancio
Vendemmia splendida quella del 2008 in Sicilia. Tanto sole, luminosità eccezionale, una stagione che è proseguita con le migliori caratteristiche del Sud hanno portato ad un raccolto eccezionale, sia in termini quantitativi che qualitativi. E la soddisfazione contagia anche gli enologi di Feudo Arancio, l'azienda siciliana del Gruppo Mezzacorona che si è proposta in questi anni come la novità dell'enologia dell'isola.
La Sicilia, terra rigogliosa e fertile, ha entusiasmato Mezzacorona diventando una molla formidabile per produrre nuove idee e immaginare nuovi scenari per vini contraddistinti da un terroir unico e inconfondibile.
Il progetto Feudo Arancio è stato avviato dal Gruppo Mezzacorona nel 2001 con l'acquisto di una prima tenuta a Sambuca di Sicilia (Ag) e si è completato nel 2003 con l'acquisizione di una seconda entità ad Acate (Rg), terra del Cerasuolo. In totale, quasi 1.000 ettari di proprietà selezionate nelle zone più vocate della vitivinicoltura siciliana. Il numero medio di viti per ettaro è di 5mila: si tratta di impianti 'ad alta intensità”, che vengono usati per ottenere pochi grappoli per pianta e quindi uve di grande qualità.
Il tipo di allevamento è a filare mentre i sistemi di potatura sono a guyot e a cordone speronato. Massima attenzione è stata rivolta alla tutela e alla salvaguardia dell'ambiente, con una forte sensibilità alla gestione attiva delle risorse naturali e in primis dell'acqua.
I vini prodotti al Feudo Arancio sono dieci Igt, tre bianchi (Grillo, Chardonnay e Inzolia), un passito (Hekate) e cinque rossi (Nero d'Avola, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon). Il quinto rosso è la gemma dell'azienda, Hedonis, presentato al recente Vinitaly di Verona e prodotto solo in 10mila bottiglie.

